Non sono sicura che sia del tutto una buona notizia che il mantenimento lâimmunitĂ di
#Salis sia passata per un solo voto; ovviamente sono contenta che sia andata cosĂŹ, ma trovo grave che il
#PPE abbia preso pubblicamente una posizione a favore della sua revoca e adesso neghi che ci siano franchi tiratori (ci sono) fra i suoi ranghi. Perché anche se in modo tardivo il
#PPE ha preso posizione contro
#Orban e lo smantellamento dello stato di diritto, della libera magistratura e sa dellâimpossibilitĂ di avere un processo giusto in
#Ungheria. Questo voto non sancisce un privilegio. Ma la difesa delle prerogative parlamentari e dello Stato di diritto.
Piccola notazione personale: Ho fatto parte per anni della commissione parlamentare che si occupava delle immunitĂ al Parlamento europeo e câerano alcuni punti fermi condivisi trasversalmente che hanno âsalvatoâ da processi assurdi perchĂ© basati sulla negazione della libertĂ di espressione perfino JeanMarie
#LePen. Oggi questi elementi di comune comprensione non solo della funzione parlamentare ma dello stato di diritto paiono molto affievoliti nella polarizzazione e confusione attuale sui valori elementari su cui si basano le nostre democrazie. Certo, se in anni ormai lontani lo stesso
#Ppe di
@ManfredWeber e la Commissione europea avessero agito usando gli strumenti disponibili sulle ripetute violazioni della autonomia della magistratura da quando sono iniziate, dal 2011, oggi non saremmo a questo punto.
Ricordo che la prima risoluzione del
#parlamentoeuropeo che denunciava nel dettaglio la sistematica distruzione dello stato di diritto e della libertĂ di espressione e stampa in
#Ungheria eâ del 2012. Nessuna reazione per anni.
I soldi della
#UE hanno rafforzato il regime corrotto di Orban. La tolleranza verso
#Orban e la sua democrazia illiberale Ăš alla base della perdita della credibilitĂ della
#UE come bastione di democrazia e di un sacco di guai su politiche concrete a partire dalla
#Ucraina.