Pronta a mettere in discussione tutto.

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L’installazione della festa dei Quattro Altari a Torre del Greco: l’ “artista” risalta l’ebreo nella posizione di Giuda che, avido, conta i soldi. Poi inserisce l’anguria e gli immancabili bambini. Il palestinismo è il morbo antisemita che si presenta sotto un’altra forma.
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Lui è Franco Moscone, l’arcivescovo di Manfredonia che ha firmato la petizione per impedire che lo scrittore ebreo Eshkol Nevo partecipasse al festival letterario della sua città. Don Moscone dice che ha firmato “per la Pace” ma Nevo è uno scrittore pacifista. Pacifista ma ebreo.
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Tra i firmatari della petizione per cacciare lo scrittore pacifista - ma pur sempre ebreo - Eshkol Nevo dal festival letterario «Il libro possibile» ci sono anche don Michele Stragapede, parroco di Terlizzi, e padre Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia.
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Lui è Franco Moscone, l’arcivescovo di Manfredonia che ha firmato la petizione per impedire che lo scrittore ebreo Eshkol Nevo partecipasse al festival letterario della sua città. Don Moscone dice che ha firmato “per la Pace” ma Nevo è uno scrittore pacifista. Pacifista ma ebreo.
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Marco Travaglio sull’articolo di fondo di oggi de Il Fatto Quotidiano: “Alcuni lettori propongono di fare in nostro favore sottoscrizioni per le spese legali: chi vuole aiutarci faccia o regali o un abbonamento…” Bene: in redazione iniziano a capire in che guaio si sono ficcati.
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La Gruber che promuove Vannacci dal proprio salotto TV perché pensa che solo il Generale possa dividere il centro destra e quindi avvantaggiare la Super sinistra, è la prova di come, per ideologia o interesse, siano disposti a fare tutto. Ma proprio tutto.
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L’incipit del propagandista Rovelli: “A me la Cina sembra una Napoli con un miliardo di abitanti. Una marea di persone molto umane, caciarone, familiari. Il piacere di mangiare assieme, ridere insieme, sentirsi amici. Mi sento più a casa qui che in Nord Europa o in Giappone.”
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Urbano Cairo: «Non è l’arena di Giletti era il programma più costoso de La 7 e gli ascolti erano bassi. C’era la necessità di fermare le perdite, che erano state di 21 mln. La raccolta pubblicitaria si era quasi dimezzata. Poi Giletti ci ha fatto causa di lavoro e l’ha persa».
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Nella prima foto Vladimir Putin, in posa per vannacciani e lettori de Il Fatto Q. Nella seconda, il “Flamingo”costruito da una startup di ingegneri neo-laureati e giovani architetti della nuova generazione occidentale di colore rosa in omaggio alle donne che combattono la Russia.
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GIORNO 5. La Procura non ha ritrattato, Marco Travaglio non ha querelato e la vostra Misss si è già annoiata. Se Marco dovesse querelare la Procura di Milano, fate un fischio.
GIORNO 4. La Procura non ha ritrattato e Marco Travaglio - contrariamente a quanto annunciato- non ha querelato.
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Mattarella non ha avuto il coraggio di dire le vere (e condivisibili) ragioni della Grazia a Minetti e cioè che era ingiusto che a pagare il conto della stagione delle Olgettine fosse una ragazza all’epoca poco più che ventenne e non il satrapo che l’aveva indotta a quella vita.
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GIORNO 4. La Procura non ha ritrattato e Marco Travaglio - contrariamente a quanto annunciato- non ha querelato.
GIORNO 3. La Procura non ha ritrattato e Marco Travaglio - contrariamente a quanto annunciato- non ha querelato.
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GIORNO 3. La Procura non ha ritrattato e Marco Travaglio - contrariamente a quanto annunciato- non ha querelato.
GIORNO 2. La Procura non ha ritrattato e Marco Travaglio - contrariamente a quanto annunciato- non ha querelato.
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- i soldi degli altri - i bambini degli altri - le vite degli altri La dimensione esistenziale del comunista è quella del guardone.
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GIORNO 2. La Procura non ha ritrattato e Marco Travaglio - contrariamente a quanto annunciato- non ha querelato.
GIORNO 1. La Procura non ha ritrattato e Marco Travaglio - contrariamente a quanto annunciato- non ha querelato.
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GIORNO 1. La Procura non ha ritrattato e Marco Travaglio - contrariamente a quanto annunciato- non ha querelato.
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Come il KGB reinventò Yasser Arafat: Il Rebranding Geopolitico del Secolo Nel novembre del 1974, Yasser Arafat salì sul podio dell'Assemblea Generale dell'ONU a New York in uniforme e kefiah, consacrandosi leader della causa palestinese. Per il pubblico occidentale era un guerrigliero idealista, per i nemici un terrorista spietato. Per gli archivi segreti di Mosca, era un capolavoro di ingegneria geopolitica firmato dal KGB. Il fatto che il leader dell'OLP sia stato plasmato e telecomandato dall'Unione Sovietica non è un complotto, ma una realtà storica emersa negli anni '90 grazie alle rivelazioni di dissidenti come Ion Mihai Pacepa, l'ex capo dei servizi segreti della Romania comunista che collaborò con Mosca prima di fuggire negli Stati Uniti nel 1978. Dopo la Guerra dei Sei Giorni (1967), gli eserciti arabi armati dai sovietici erano stati polverizzati da Israele. Per il capo del KGB, Jurij Andropov, fu chiaro che Mosca non poteva battere l'Occidente in una guerra convenzionale. Serviva una strategia asimmetrica. Andropov comprese che il nazionalismo panarabo non faceva breccia nell'opinione pubblica mondiale; i paesi arabi apparivano semplicemente come aggressori dello Stato ebraico nato dopo l'Olocausto. Il KGB decise quindi di trasformare il conflitto da etnico a ideologico: il nemico non era più "l'ebreo", ma "l'imperialismo americano e il colonialismo sionista". I palestinesi vennero ripresentati al mondo come un popolo oppresso, analogo ai vietcong. Per questa operazione serviva un volto. Il KGB scelse Yasser Arafat, un ingegnere nato al Cairo (dettaglio subito insabbiato per creargli un pedigree di Gerusalemme), assegnandogli il nome in codice "Gidat". Pacepa descrive come il blocco sovietico lavorò su di lui: Arafat fu addestrato in una scuola speciale del KGB vicino a Mosca, dove apprese tattiche di guerriglia, guerra psicologica e propaganda marxista-leninista. I servizi segreti ripulirono la sua immagine, cancellando i legami con l'estremismo islamico e sostituendoli con la narrativa del "combattente per la libertà". Mentre Mosca tesseva le lodi diplomatiche dell'OLP, i paesi satellite del Patto di Varsavia contrabbandavano tonnellate di armi (AK-47, RPG-7 ed esplosivi) nei campi profughi in Libano e Giordania tramite navi di "aiuti umanitari". L'OLP divenne una holding del terrore. Sotto la regia di Arafat operavano fazioni radicali specializzate in dirottamenti aerei. Quando il sangue scorreva troppo vistosamente come nel massacro alle Olimpiadi di Monaco del 1972 l Arafat applicava la "negabilità plausibile", condannando l'atto in pubblico mentre i suoi luogotenenti lo coordinavano nell'ombra con il benestare di Mosca. Il culmine della strategia sovietica arrivò a metà anni '70. Grazie ai voti del blocco comunista e dei paesi non allineati, l'URSS impose l'OLP come osservatore permanente all'ONU e fece approvare la Risoluzione 3379, che definiva il sionismo "una forma di razzismo". Il KGB era riuscito a isolare Israele e a legare la causa palestinese alla sinistra radicale occidentale. Interi movimenti studenteschi iniziarono a indossare la kefiah come simbolo rivoluzionario, ignari di partecipare a un'operazione di destabilizzazione psicologica orchestrata al Cremlino. Con il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, i rubinetti di Mosca si chiusero. Isolato e senza fondi, "Gidat" fu costretto a trattare, firmando gli Accordi di Oslo nel 1993 sotto la supervisione americana. Arafat avrebbe poi ricevuto il Nobel per la Pace, morendo nel 2004 senza aver visto nascere lo Stato palestinese. Tuttavia, la polarizzazione ideologica e la macchina di propaganda create dal KGB attorno alla sua figura continuano, a decenni di distanza, a infiammare le piazze di tutto il mondo. #gaza #plestine #ussr
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Cari amici, sarebbe stata la magistratura turca ad oscurare il mio profilo X, lo sostiene la Direzione delle Comunicazioni turche presso la presidenza della Repubblica di Turchia. Quale crimine avrei mai commesso? La magistratura turca avrebbe ordinato l'oscuramento del mio profilo X in Turchia. È un fatto di una gravità inaudita! Ma quale magistratura al mondo di un paese fondato sullo stato di diritto può mai decidere di oscurare il profilo X di un giornalista senza nemmeno informarlo del provvedimento adottato? Non ho parole. Credi che sia necessario un intervento diretto del governo italiano presso le autorità turche. @RadioRadicale #Turchia
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Attraverso il golpe delle primarie, le truppe cammellate di un partito populista, massimalista e filo russo (il M5S) hanno piazzato una povera ragazza, evidentemente inadeguata, a capo del partito di riferimento della sinistra italiana, il PD, assumendone di fatto il controllo.
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La carriera del direttore Travaglio nonché l’autorevolezza del giornale Fatto Quotidiano sono legati a doppio filo alla credibilità della massaggiatrice uruguaiana “Graciela”. E forse è giusto così.
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