🏴‍☠️ { 'name': 'Andrea Amani' }, #Security #engineer , P(Bug | Fix) ≠ P(Fix | Bug). Debugging → ∞ (converge? maybe). Classe ’76, Σ(errors²) ≠ 0 ;

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'Non sono stato io a cercarti. Ti ha trovata la matematica.'.. Mia figlia mi ha guardato con quell'espressione che i figli riservano ai genitori quando pensano che abbiano finalmente perso il contatto con la realtà. Poi ha smesso di sorridere. pinperepette.github.io/signa…
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La Costituzione vieta la ricostituzione del Partito Fascista, non impone ai cittadini di dichiararsi antifascisti. Confondere le due cose significa trasformare una regola democratica in un test ideologico.... se non capite questo siete stupidi, non solo ignoranti. Ripeto, io non dichiaro di essere antifascista, e se qualcuno tenta di impormelo, non finisce bene.
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Intendiamoci: nel fascismo io non sarei durato un giorno. Ho sempre detestato chi pretende di dirmi cosa devo leggere, dire, pensare o scrivere, e mi sarei opposto con tutte le mie forze. Proprio per questo mi preoccupa quando vedo riapparire certi meccanismi sotto altre bandiere. Il fascismo storico è morto da ottant'anni. Quello che vedo oggi, troppo spesso, è gente che in nome dell'antifascismo pretende dichiarazioni di fedeltà ideologica, decide chi può parlare e chi no, chi è puro e chi è impuro. Se devo scegliere tra un'autorità che mi impone cosa pensare e la libertà, scelgo la libertà. Sempre. Anche quando a impormi la linea sono persone che si definiscono antifasciste.
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Invece, è un po' come chiedere a un insegnante nel Ventennio di dichiararsi fedele al Partito Fascista per poter lavorare.
Guardi, è un po come costringere qualcuno a giurare sulla Costituzione prima di fare il ministro.
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Sono pronta… 30 minuti di attesa dopo, siamo riusciti ad andare a fare colazione…
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In casa mi odiano perché mi rifiuto categoricamente di tagliare barba e capelli. Io sono convinto che mi diano un'aria da pirata, mia figlia sostiene che mi facciano sembrare più intelligente. La Iena, invece, dice che sembro semplicemente un cretino.
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Ieri sera stavo chiacchierando con @vadimcomanescu a un certo punto mi gira un link (che vi metto nel primo commento). L'ho letto prima di andare a dormire... non dovevo, mi è rimasto in testa per tutta la notte $Bestemmia. L'idea è usare più LLM contemporaneamente invece di affidarsi a uno solo. Gli fai affrontare lo stesso problema, raccogli le risposte e poi un ulteriore passaggio cerca di costruire una sintesi finale. A chi arriva dal machine learning dovrebbe ricordare qualcosa... Random Forest, ensemble, bagging, stacking. L'idea che un gruppo di modelli possa fare meglio di un singolo modello non se la sono certo inventati loro e l'abbiamo usata N milioni di volte tutti. Figa, però applicata agli LLM potrebbe affrontare uno dei problemi più fastidiosi che abbiamo oggi: le allucinazioni, pensateci... è bassa la probabilità che possano allucinare tutti la stessa cazzata, li becchi subito, come fa la iena quando dico una balla. Ovviamente il conto da pagare c'è. Stai facendo più inferenze, quindi spendi di più. Devi aspettare più modelli, quindi aumenta la latenza... Però la cosa che mi continua a girare in testa è che forse stiamo entrando in una fase in cui conta meno il singolo modello e conta di più il modo in cui li fai collaborare. I tipi di OpenRouter hanno eseguito 100 task del benchmark DRACO, qualsiasi cazzo di roba sia... nulla ci vieta di perdere un po ti tempo a capire cosa fa, oppure di rifare i test con qualcosa di standard, tipo MMLU, GSM8K, HumanEval o SWE-bench In settimana lo provo su qualche caso reale. Sono curioso di vedere se funziona davvero.
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mi piacerebbe sapere cosa ne pensa @LucianoLicelli . Luciano, non voglio che pensi che me ne aprofitto... ma si, lo faccio LOL
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ok è sabato, quindi guardiamo la vulnerabilità più interessante della settimana 😂. Secondo me vince la CVE-2026-20253 di Splunk (CVSS 9.8). Un endpoint PostgreSQL esposto senza autenticazione permette a un attaccante remoto di creare o modificare file sul server. Quando il bersaglio è uno dei SIEM più diffusi nelle grandi aziende,stai colpendo proprio il sistema incaricato di vedere gli attacchi. advisory.splunk.com/advisori…

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Ciao @boni_castellane, quando hai un minuto mi dai un parere su questo post? x.com/Pinperepette/status/20… Parlando con @vadimcomanescu mi ha fatto notare una cosa curiosa: i nomi scelti da Anthropic, Mythos e Fable. In una vicenda tutta giocata su potenza, rischio e sicurezza, trovo strano che abbiano scelto due parole che appartengono al mondo del racconto, del mito e della fiaba, invece che a quello della tecnica. Probabilmente ci sto vedendo troppo, ma mi piacerebbe il parere di qualcuno che con parole, simboli e immaginario ci lavora davvero.

La mia impressione è che Anthropic si sia trovata con un problema abbastanza semplice: aveva in mano un modello fortissimo, ma anche un mostro da mantenere acceso. Addestrarlo costa una follia, servirlo costa una follia, e se lo dai a tutti per due spicci rischi di perderci ancora di più. Quindi cosa fai? Lo posizioni come il modello premium. Non dici solo "è bravo", dici anche che è talmente avanzato da richiedere attenzioni particolari, valutazioni di sicurezza, controlli e monitoraggi. Tutta roba che contribuisce a creare l'idea che non sia il giocattolo che trovi al supermercato. Nel frattempo lasci cadere qua e là qualche briciola. Magari un endpoint esposto più del dovuto, una demo che gira, qualche accesso che arriva dove non dovrebbe arrivare. Niente di clamoroso, giusto abbastanza da alimentare il passaparola. Un po' come quando ai tempi Apple "dimenticava" i prototipi nei bar. Il mercato si scalda. Tutti vogliono provarlo, tutti ne parlano, iniziano i benchmark, le recensioni, gli screenshot su X, i confronti con GPT, Gemini e il resto della compagnia. L'hype fa il suo lavoro e, soprattutto, è gratis.... fanculo, giusto. A quel punto apri un po' le gambe. Non perché vuoi democratizzare l'AI e salvare l'umanità, ma perché ti serve capire quanto vale davvero il tuo prodotto, quanta domanda c'è e fino a dove puoi tirare la corda sui prezzi. Poi arriva il governo e ti fa notare una cosa abbastanza imbarazzante: "Aspetta un attimo. Per mesi ci hai raccontato che questi modelli sono potenzialmente pericolosi, che vanno gestiti con cautela e che potrebbero avere implicazioni serie. E adesso li stai distribuendo a molta più gente? sei scemo ???" E lì hai due risposte possibili. La prima è: "BRO, shalla, era marketing, non ci avrete mica creduto veramente". La seconda è: "No no, i rischi esistono davvero, il mondo brucerà, etc etc". La seconda è infinitamente più comoda. Perché da quel momento ogni restrizione diventa una misura di sicurezza. Se limiti l'accesso non stai contenendo i costi o rimangiandoti una promessa. Se segmenti il prodotto non stai massimizzando i margini. Se togli funzionalità o rallenti il rollout non stai difendendo il business. Stai proteggendo il mondo da una tecnologia troppo potente. Quando guardo il settore AI mi viene da sorridere: doveva essere l'industria più rivoluzionaria della storia e invece certe dinamiche iniziano ad assomigliare terribilmente a quelle del marketing tradizionale. Cambiano i nomi, cambiano le slide, cambiano i miliardi investiti, ma alla fine stai sempre cercando di creare desiderio, scarsità, percezione di valore e paura di restare indietro. In certi giorni vendere un modello AI e vendere un detersivo sembrano attività molto più simili di quanto gli addetti ai lavori vorrebbero ammettere.
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La mia impressione è che Anthropic si sia trovata con un problema abbastanza semplice: aveva in mano un modello fortissimo, ma anche un mostro da mantenere acceso. Addestrarlo costa una follia, servirlo costa una follia, e se lo dai a tutti per due spicci rischi di perderci ancora di più. Quindi cosa fai? Lo posizioni come il modello premium. Non dici solo "è bravo", dici anche che è talmente avanzato da richiedere attenzioni particolari, valutazioni di sicurezza, controlli e monitoraggi. Tutta roba che contribuisce a creare l'idea che non sia il giocattolo che trovi al supermercato. Nel frattempo lasci cadere qua e là qualche briciola. Magari un endpoint esposto più del dovuto, una demo che gira, qualche accesso che arriva dove non dovrebbe arrivare. Niente di clamoroso, giusto abbastanza da alimentare il passaparola. Un po' come quando ai tempi Apple "dimenticava" i prototipi nei bar. Il mercato si scalda. Tutti vogliono provarlo, tutti ne parlano, iniziano i benchmark, le recensioni, gli screenshot su X, i confronti con GPT, Gemini e il resto della compagnia. L'hype fa il suo lavoro e, soprattutto, è gratis.... fanculo, giusto. A quel punto apri un po' le gambe. Non perché vuoi democratizzare l'AI e salvare l'umanità, ma perché ti serve capire quanto vale davvero il tuo prodotto, quanta domanda c'è e fino a dove puoi tirare la corda sui prezzi. Poi arriva il governo e ti fa notare una cosa abbastanza imbarazzante: "Aspetta un attimo. Per mesi ci hai raccontato che questi modelli sono potenzialmente pericolosi, che vanno gestiti con cautela e che potrebbero avere implicazioni serie. E adesso li stai distribuendo a molta più gente? sei scemo ???" E lì hai due risposte possibili. La prima è: "BRO, shalla, era marketing, non ci avrete mica creduto veramente". La seconda è: "No no, i rischi esistono davvero, il mondo brucerà, etc etc". La seconda è infinitamente più comoda. Perché da quel momento ogni restrizione diventa una misura di sicurezza. Se limiti l'accesso non stai contenendo i costi o rimangiandoti una promessa. Se segmenti il prodotto non stai massimizzando i margini. Se togli funzionalità o rallenti il rollout non stai difendendo il business. Stai proteggendo il mondo da una tecnologia troppo potente. Quando guardo il settore AI mi viene da sorridere: doveva essere l'industria più rivoluzionaria della storia e invece certe dinamiche iniziano ad assomigliare terribilmente a quelle del marketing tradizionale. Cambiano i nomi, cambiano le slide, cambiano i miliardi investiti, ma alla fine stai sempre cercando di creare desiderio, scarsità, percezione di valore e paura di restare indietro. In certi giorni vendere un modello AI e vendere un detersivo sembrano attività molto più simili di quanto gli addetti ai lavori vorrebbero ammettere.
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Vero, per ora si sono fermati al "l'Europa ci blocca". Ma dai tempo a Tim Cook, magari al prossimo keynote scopriamo che il DMA causa surriscaldamento globale. 😄
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Un uomo entra in un ufficio governativo e dice: "Ho costruito qualcosa di estremamente potente e potenzialmente pericoloso." Il funzionario risponde: "Grazie della segnalazione." L'uomo era il reparto marketing di Anthropic. 🤣🤣🤣
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Su Twitter ricevo spesso risposte, critiche e interventi interessanti, quindi il fatto che si sviluppi una discussione non è certo una novità. 😅 Questa volta però il tema mi è sembrato particolarmente interessante. Tra i partecipanti è intervenuto anche il senatore @ClaudioBorghi e il confronto ha finito per toccare una questione che va oltre il caso specifico: cosa conta davvero di più, il programma per cui si viene eletti o la coalizione di cui si fa parte? Invece di affidarmi alle impressioni, ho pensato che potesse essere uno spunto interessante per un'analisi condotta da agenti imparziali. Ho quindi fatto ricostruire il thread, verificare il contesto politico, mappare le posizioni emerse e analizzare come la discussione si è evoluta nel tempo. Mi piace anche l'idea che questo sia un modo diverso di leggere X. Non come un posto dove scegliere una fazione e azzuffarsi nei commenti, ma come una fonte di conversazioni da osservare, capire e analizzare. A volte dietro a 200 messaggi c'è molto più di una polemica: c'è una domanda interessante, e vale la pena fermarsi a ragionarci sopra. Come sempre, il risultato lo trovate nel link nel primo commento.
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La cosa frustrante di Twitter è che non vedi mai chi c'è dall'altra parte dello schermo. La cosa rassicurante è che ogni tanto compaiono video che colmano il vuoto d'immaginazione.
Il sistema politico attuale, regalatoci dal sionismo, prescrive che questi e i loro pari, abbiano voce in capitolo tanto quanto un normodotato. Rifletti! La democrazia non è il sistema di governo migliore.
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Dalla costituzione "più bella" del mondo: "Articolo 67 Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato."
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Mi è chiarissimo. State facendo come il PD per non far governare il PD. GENIALE
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C'è una cosa della politica che non ho mai capito. E la vediamo a destra, al centro e a sinistra. Quando un partito prende voti promettendo X e poi governa facendo Y, ci viene detto che è il gioco della politica, che bisogna adattarsi alla realtà. Quando invece una persona cambia schieramento, all'improvviso diventa un tradimento intollerabile. Da informatico la trovo una stranezza interessante: modificare le specifiche dopo il deploy sembra accettabile, cambiare repository no.
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Ho dato agli agenti il video dell'intervista di Vannacci da Gruber. Hanno scaricato il filmato, estratto e ripulito la trascrizione, individuato gli argomenti trattati e confrontato quello che è stato detto con quello che gli utenti hanno scelto di discutere online. Ho avuto l'idea di dare al report un formato più vicino all'analisi di una notizia che a una classica dashboard piena di grafici. L'idea mi era venuta durante una notte insonne. Ho pensato e ripensato e ho detto, potrebbe essere un nuovo modo di fare informazione. Scherzavo 😄 L'idea è di @luigifoschini . Io sto semplicemente facendo una serie di test con API e modelli cinesi che sto valutando per uso professionale. Link nel primo commento, come al solito.
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