In queste ore leggeremo fiumi di parole sulla morte di Silvio
#Berlusconi, sulle sue vittorie, sui suoi processi, su condanne e assoluzioni. Sono arrivata in
#Italia che c’era già il suo primo governo. Anzi, per me Berlusconi era tutto ciò che sapevo della politica italiana. Mi ricordo che ogni giorno, quando accendevo la televisione dopo la scuola, c’era una storia su di lui. Berlusconi era, per me, una telenovelas che non finiva mai. Non mi interessa parlare di quelle sue storture che sono state sotto gli occhi di tutti. Voglio invece ricordare la sua generosità nei confronti della comunità albanese, dimostrata più volte negli anni. Ricordo perfettamente quando nel ‘97 si recò a
#Brindisi, dopo la tragedia della Kater i Radës e dinanzi ai sopravvissuti si inginocchiò a piangere. Disse che si sarebbe preso cura dei profughi, e lo fece davvero. Molti albanesi allora trovarono lavoro nelle sue aziende, altri vennero impiegati come domestici nella sua casa ad
#Arcore. Se oggi chiedi a un albanese di cinquant'anni chi era Silvio Berlusconi, ti risponderà che era un amico del suo popolo. Se lo si chiede a mia madre, ad esempio, dirà che il suo è stato il governo grazie al quale ha potuto ricevere borse di studio per farmi andare a scuola e grazie al quale ha potuto aprire un'attività. Berlusconi ha vissuto animato da una brama inesauribile di tutto, dalla volontà di piacere a quell'Italia di cui era lo specchio. E ha vissuto la vita che voleva, dall'inizio alla fine. Questo, certo, non fa di lui né un modello né un santo. Ma di certo un personaggio complesso, che né l'amore dei fan né l'odio dei detrattori riescono a recintare in una definizione. Comunque la si pensi, sono pochi coloro di cui si può dire altrettanto.
#SilvioBerlusconi #ForzaItalia