Oggi ricorre il 40° anniversario dell'incidente di Chernobyl. Riesco a scrivere qualcosa solo ora.
Non fu un vero incidente, cioè un guasto al reattore, ma una prova, decisa a tavolino, per verificare il funzionamento in condizioni anomale (verificare la capacità di operare in caso di blackout elettrico esterno con l'inerzia della turbina), deliberatamente eseguita in modalità manuale, mentre il reattore era acceso, disattivando per questo alcuni sistemi di sicurezza.
Un "esperimento" di questo tipo non sarebbe mai stato tecnicamente possibile in nessuno delle centinaia di reattori già allora in funzione al di fuori dell'Unione Sovietica. Perchè immediatamente si sarebbe attivato il sistema di spegnimento automatico.
Per di più quel tipo di reattore, in particolari condizioni, aveva funzionamento instabile, mentre tutti quelli occidentali già allora erano progettati in modo da garantire funzionamento stabile.
Infine, non c'era l'edificio reattore in cemento armato, che avrebbe impedito la fuoriuscita della nube radioattiva, come era accaduto a Tree Mile Island e accadde poi a Fukushima.
Sostenere che "Chernobyl dimostra l'insicurezza intrinseca del nucleare" era dunque una bestemmia già nel 1986. Ripeterlo oggi, per di più aggiungendo che "dimostra la follia di voler tornare al nucleare", parlando di reattori di 3^ generazione ancora piú sicuri di quelli di allora, è la riprova che gli ultimi contrari sono privi di argomenti razionali e spesso addirittura ignorano del tutto la materia, perciò, come al solito, preferiscono alimentare paure irrazionali.
Secondo l'ONU, per dose acuta di radiazioni, nelle prime settimane, morirono 28 tra pompieri e operatori. Tra coloro che assorbirono dose acuta, 19 morirono successivamente. In tutto 47. Cui statisticamente l'ONU ne aggiunge, al 2015, altri 15, deceduti per cancro alla tiroide.
Gli effetti di lungo termine, sino al 2065, ovvero negli 80 anni successivi all'incidente (cioè su tutti gli individui anche appena nati nel 1986) in tutta Europa, sono stimati dall'OMS (molto conservativamente con il così detto modello lineare senza soglia - LNT) in circa 10000 casi di cancro, su un totale di 300 milioni di casi attesi nello stesso periodo. La maggior parte dei casi in Ucraina e Bielorussia. Quanti di questi potrebbero essere mortali è ovviamente molto difficili da dire. Conforta il fatto che il cancro alla tiroide (il più probabile a causa dell'assorbimento di iodio-131) è tra i più curabili.
Come dico in questa intervista, la dose efficace media annua assorbita dagli Italiani e dai cittadini dell'Europa occidentale, nei primi 20 anni dopo l'incidente, è la stessa che ciascuno di noi assorbe volando a New York, per effetto dei raggi cosmici. In tutto, in 20 anni, circa 1 mSv, che la legge italiana considera la dose efficace assorbibile senza problemi in un anno (non in 20).
In Italia, dunque, nessun effetto sulla salute.
Ma per l'ignavia e il populismo di tutte le forze politiche (tranne i Repubblicani, occorre dire), passò un referendum sul nucleare, richiesto da Radicali e associazioni ambientaliste. Che non solo comportò la chiusura delle 4 centrali allora in funzione, ma soprattutto cancellò il Piano Energetico Nazionale, che prevedeva a regime 20 GW nucleari. E, come mostra uno scenario "what if" che abbiamo elaborato, con quel piano oggi avremmo un mix elettrico come quello francese, con bollette elettriche meno della metà di quelle attuali ed emissioni di CO2 10 volte inferiori...
Ora al lavoro per porre rimedio a tale scempio!