19 maggio 1954

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Sei stato, Matteo, il miglior PdC della storia repubblicana. Capisco che te ne abbiano fatte di tutti i colori, da dx sx e centro, ma non c'è dignità nel tradire i propri elettori e i propri valori Avresti fatto meglio, per te stesso, a ritirarti dalla politica (almeno italiana)
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Penso che il Renzi che favorisce la fondazione del un nuovo partito di Vannacci per indebolire la destra e risalire nella stima dei compagni del campo largo NON sia più il Renzi che rischiò tutto per far cadere Conte e riuscire formare il governo Draghi. 1/
Caro Matteo, Tu sai far politica Conosci il mondo E Riesci a vedere lontano Questo è il motivo per cui tutti ti attaccano. Da dx e da sx Adesso anche dalle nuove formazioni di centro Che propongono come originale il progetto riformista che tu porti avanti da anni Un abbraccio
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Ieri c'è stato l'evento organizzato da @europeisti_eu. Fra i partecipanti c'erano alcuni dei politici che stimo di più in assoluto. Da semplice elettore posso dire che mi auguro con tutto il cuore che questo progetto abbia successo. L'Italia ne ha un gran bisogno.
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Giorgetti ha spiegato: “Ci serve Zaia altrimenti finisce tutto…”. "Salvini sta proponendo a Fedriga il ruolo di vicesegretario, che aveva proposto a Zaia, e a Zaia di farlo un giorno il presidente del Senato. E’ un tentativo per rompere l’asse dei governatori". @ilfoglio_it
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Ho una notizia terribile da darvi: Semyon Skrepetsky, che aveva partecipato alle proteste a Venezia contro la riapertura del padiglione russo, è stato assassinato. Era un artista e un dissidente russo che aveva scelto di sfidare il potere con le sue opere. Le sue caricature colpivano Putin, Kadyrov e Lukashenko, trasformando l’arte in uno strumento di denuncia contro l’autoritarismo. Dopo aver lasciato la Russia, aveva trovato rifugio in Polonia e continuava a battersi per la libertà, partecipando anche alle proteste di Europa Radicale e all’associazione radicale Certi Diritti, da ultimo contro la riapertura del padiglione russo. La sua terribile uccisione impone una riflessione non piu rinviabile. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una lunga sequenza di avvelenamenti, omicidi e operazioni contro oppositori del Cremlino ben oltre i confini della Federazione Russa. Le responsabilità dei singoli episodi spettano alle autorità giudiziarie accertarle, ma il fenomeno delle aggressioni extraterritoriali ai danni di dissidenti e critici dei regimi autoritari rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza europea. Per questo l’Unione europea deve fare un passo avanti. Serve una Rete europea per la protezione dei dissidenti e degli oppositori politici, coordinata a livello UE e in stretta collaborazione con gli Stati membri, capace di valutare le minacce, condividere intelligence, predisporre misure di sicurezza e offrire tutela concreta a giornalisti, artisti, attivisti e rifugiati politici esposti a rischi credibili. L’Europa deve essere un luogo in cui chi fugge dalla repressione trova libertà e protezione. Difendere i dissidenti significa difendere la nostra democrazia. In foto Semyon a Venezia
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RT @pinapic: I have heartbreaking news to share: Semyon Skrepetsky, who stood with us in Venice protesting the reopening of the Russian Pav…
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Di seguito il comunicato di dura condanna da parte dei partiti del campo largo per l’attacco russo di questa notte a Kyiv: FINE.
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Ci sono alcune interessanti novità sul blocco logistico delle linee di rifornimento russe, le cui attività si stanno concentrando nel punto più vulnerabile dell’intera catena di distribuzione dei territori occupati: la Crimea. Nei giorni scorsi infatti le forze russe hanno cercato di ovviare ai danni causati a Chongar costruendo “pontoni”, cioè ponti mobili di barche. I satelliti e i canali locali (tra cui Crimean Wind) hanno documentato che l'Ucraina ha monitorato i lavori in tempo reale, colpendo i siti di assemblaggio con sciami di droni a medio raggio non appena i russi hanno provato ad avvicinare le prime sezioni galleggianti alle sponde. I danni inflitti alle infrastrutture (incluso il ponte di Armiansk) sono attualmente troppo severo per consentire il transito di mezzi pesanti tra la penisola e la parte occupata di Kherson, la quale resta quindi essenzialmente bloccata. Per evitare assembramenti sono stati disposti anche vari posti di blocco in direzione dei ponti del nord. Fonti dell'intelligence di Kyiv confermano che un nuovo attacco con missili costieri modificati ha preso di mira l'area di Kerch, danneggiando l'ultima banchina di attracco rimasta parzialmente operativa dal lato della Crimea. Questo di fatto sigilla anche la via marittima di riserva, impedendo ai treni cisterna provenienti dalla Russia continentale di essere imbarcati e scaricati nella penisola. Sulla penisola affluiscono munizioni e carburante solo attraverso una linea ferroviaria ancora attiva, che attraversa i territori occupati del sud dell’Ucraina, per entrare in Crimea e terminare nel mega-hub di Dzhankoi, da dove però non può essere redistribuito a Kherson e Zaporizhzhia proprio a causa dell’interruzione delle vie di comunicazione. Le autorità sono tutt’ora impegnate a distribuire le merci per evitare di accumulare quantità eccessive nei piazzali, offrendo così bersagli facili e ricchi ai droni di Kyiv. Questa situazione mostra tutta l’inefficienza della catena di distribuzione russa. La ferrovia attraversa infatti i territori nei quali le merci dovrebbero essere distribuite, ma la rigidità logistica e burocratica, non consente la loro gestione in modo snello. La mancanza di snodi logistici intermedi e gli attacchi continui rendono attualmente complicatissimo tenere al sicuro l’“ultimo miglio”. A Sebastopoli e Simferopol, intanto i distributori rimasti attivi hanno ridotto ulteriormente il tetto massimo per le auto civili, portandolo in alcune stazioni a soli 15 litri. Le pattuglie della Polizia Militare russa hanno iniziato a presidiare le principali stazioni di rifornimento per prevenire risse e requisire prioritariamente il gasolio rimasto per destinarlo ai generatori dei comandi militari e ai mezzi di soccorso, confermando che le riserve civili sono agli sgoccioli. La precisione dei raid ucraini sui convogli e sui ponti stradali ha spinto inoltre i servizi di sicurezza russi (FSB) a intensificare le operazioni di contro-intelligence nei territori occupati. Si registrano controlli a tappeto sui dispositivi mobili dei cittadini e perquisizioni mirate nelle località vicine ai nodi logistici, nel tentativo di individuare i membri della resistenza locale e gli informatori partigiani che trasmettono le coordinate geografiche dei movimenti militari russi. A Kherson e Zaporizhzhia la situazione è ugualmente disastrosa. L'amministrazione di occupazione di Kherson ha dovuto annunciare ufficialmente la sospensione o la drastica riduzione delle linee di autobus civili e azzerato va vendita libera di benzina. Giornalisti investigativi locali denunciano che i civili non hanno più carburante nemmeno per alimentare i generatori elettrici domestici, un problema enorme dato che i blackout sono continui. Simile lo scenario a Zaporizhzhia dove per ora il Ministero delle Situazioni di Emergenza russo (MChS) è dovuto intervenire per centralizzare i flussi e garantire lo stretto necessario solo alle strutture socialmente significative (come ospedali e servizi di utilità pubblica), lasciando di fatto il mercato civile e privato a secco. Il paradosso, come hanno denunciato diversi milblogger, è che, a causa del blocco stradale e della decimazione delle autocisterne, diverse unità russe sono rimaste completamente senza carburante. Alcuni reparti hanno tentato di acquistare benzina e gasolio a proprie spese per non paralizzare i mezzi, ma i soldati mandati nelle retrovie (persino nella vicina Oblast di Rostov, in territorio russo) non sono riusciti a trovare stazioni di servizio disposte a erogare loro quote sufficienti. Perché? Perché nel frattempo le “sanzioni” ucraine sulle raffinerie hanno obbligato anche molte regioni russe a razionare il carburante. Forse chi ha sempre celebrato la proverbiale “pazienza strategica” russa, dovrebbe ora cominciare ad osservare di cosa sono capaci qualche centinaio di chilometri più a ovest.
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RT @NonaMikhelidze: Vi ricordate le proposte avanzate in Italia secondo cui la Cina avrebbe potuto svolgere il ruolo di mediatore tra 🇷🇺 e…
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L'ipotesi di un terzo polo moderato e centrista che si opponga alla destra ed alla sinistra in Italia sta prendendo sempre più corpo
Calenda: «Vannacci è un problema di sicurezza nazionale. Ora serve un terzo polo che possa salvare l’Europa» trib.al/NjAAKDM
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La mezza sconfitta non detta di Trump
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It has been ten years since our friend and colleague Jo Cox was murdered by a far-right terrorist. She was a dedicated mother, a fierce campaigner and a deeply committed Member of Parliament. Her conviction that we have more in common than that which divides us lives on beyond her death. We all wish Jo was still here with us today, and we will continue to honour her legacy by standing by her message of hope and unity in the face of hatred and division.
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“La complessità non si può affrontare cancellando le scelte, bisogna iniziare ad assumersi le responsabilità della scelta, senza dire sempre “no”. Noi sappiamo bene da che parte stare, non esistono autocrazie buone e non esiste Europa senza difesa di Kyiv” @pinapic #Europeisti
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“Oggi serve determinazione per capire che Europa vogliamo. Servono difesa comune, deterrenza militare e autonomia energetica. Serve una politica che rifugge gli estremismi, quella politica di oggi fatta di fanatici e tifosi” @gualminielisa #Europeisti
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