"Secondo Dmitrij Skorobutov, ex caporedattore del programma «Vesti» sul canale Rossija-1, dal 2011 Vladimir Putin riceve notiziari separati che non vengono mai trasmessi in televisione e sono destinati soltanto a lui."
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«Putin sa ben poco di ciò che accade realmente». L'ex caporedattore di uno dei principali canali televisivi russi Russia-1 ha raccontato che per quindici anni sono stati montati telegiornali speciali destinati esclusivamente a Putin.
A cosa mi fa pensare questa storia? Ah, sì: ricorda in modo impressionante quella del dittatore portoghese António de Oliveira Salazar, per il quale veniva stampata un'unica copia del giornale, appositamente modificata.
Secondo Dmitrij Skorobutov, ex caporedattore del programma «Vesti» sul canale Rossija-1, dal 2011 Vladimir Putin riceve notiziari separati che non vengono mai trasmessi in televisione e sono destinati soltanto a lui.
«Funzionava così: alle 20 andava in onda l'edizione normale di Vesti, dopodiché la redazione rimaneva al lavoro. Ricevevamo indicazioni precise su quali notizie lasciare, quali aggiungere, cosa abbellire e cosa eliminare, in modo che a Putin venisse mostrata l'immagine ideale di una Russia meravigliosa e di un presidente eccellente», ha raccontato Skorobutov.
Secondo lui, questo sistema è stato introdotto dopo le grandi proteste di Mosca del 2011-2012, organizzate sotto lo slogan «Per elezioni libere e corrette», tra le più grandi della storia contemporanea russa.
«Bolotnaja li ha scioccati tutti. Da quel momento hanno cercato di isolare Putin dagli eventi reali, dall'ambiente informativo e, più in generale, dai contatti con il mondo esterno.»
Skorobutov sostiene inoltre che oggi Putin riceva ancora meno informazioni veritiere, soprattutto riguardo alla guerra in Ucraina. I rapporti dal fronte avrebbero iniziato a essere filtrati per il presidente dopo l'aprile del 2022, quando le forze ucraine affondarono l'incrociatore Moskva, nave ammiraglia della Flotta del Mar Nero.
«Quello che vedo oggi è semplicemente un incubo. Lui sa pochissimo di ciò che accade realmente e ancora meno di ciò che sta succedendo in guerra», conclude l'ex giornalista.
La parabola personale di Skorobutov è interessante di per sé. Per molti anni è stato un convinto sostenitore di Putin e credeva che la Russia fosse vittima di una guerra informativa preparatoria a un conflitto reale. Solo in seguito ha cambiato radicalmente opinione.
Dopo uno scontro con i vertici della televisione di Stato e il licenziamento nel 2017, ha iniziato a raccontare pubblicamente i meccanismi della censura nella TV pubblica russa e ad avviare azioni legali contro il suo ex datore di lavoro. Nel 2020 ha ottenuto asilo politico in Svizzera.
La storia è interessante anche da un punto di vista politico. I regimi fortemente personalistici spesso finiscono per creare attorno al leader una «bolla informativa». Nessuno vuole essere il portatore di cattive notizie, i dati vengono filtrati e la realtà viene progressivamente sostituita da una rappresentazione costruita per compiacere il capo.
Il paradosso è che un sistema creato per proteggere il leader finisce spesso per renderlo più vulnerabile. Quando le decisioni vengono prese sulla base di informazioni distorte, aumenta il rischio di errori strategici e di valutazioni completamente sbagliate della realtà.
E la storia, in effetti, è piena di esempi di leader che hanno finito per credere alla propria propaganda.