I soliti trucchi retorici di Di Battista: l’arte di confondere le vittime con i carnefici - Per favore retwittate: i debunking sono importanti e richiedono tempo e fatica. Grazie.
1) “L’Ucraina non è affatto una democrazia, no?”
Di Battista descrive l’Ucraina come un paese corrotto, privo di trasparenza, che arresta dissidenti, rastrella giovani per la guerra e sospende elezioni. Ne conclude che non è una democrazia.
LA REALTÀ: L’Ucraina è una democrazia con un sistema misto presidenziale-parlamentare che ha tenuto elezioni libere e competitive fino all’invasione russa del 2022. La sospensione delle elezioni è attualmente in vigore per effetto della legge marziale, approvata dal Parlamento in risposta all’aggressione su larga scala. Sebbene alcune libertà civili siano limitate – come è prevedibile in uno stato in guerra – non sono state abolite: esistono media indipendenti, opposizione politica, critiche al governo e forme di dissenso pubblico. Dire che “non è una democrazia” significa ignorare il contesto eccezionale e minimizzare i segnali, ancora presenti, di una società civile viva e di un ordinamento democratico resistente, pur sotto pressione.
2) “Migliaia di cadaveri restituiti dalla Russia, ma i media occidentali tacciono”
Secondo Di Battista, l’Ucraina starebbe ricevendo migliaia di cadaveri dei propri soldati ma questo verrebbe censurato per non sgretolare la narrativa “eroica”.
LA REALTÀ: Le perdite ucraine sono altissime e ben documentate, tanto da essere oggetto di dibattito pubblico in Ucraina e all’estero. È vero che l fonti russe hanno pubblicizzato la restituzione dei corpi, ma non è affatto vero che i media occidentali tacciano su questo tema: ne parlano ampiamente sia i giornali ucraini che quelli internazionali. Il fatto che l’argomento non apraa i telegiornali non significa che sia nascosto. Inoltre, le perdite russe sono di gran lunga superiori a quelle ucraine: questo è un dato di fatto, non propaganda, come vorrebbe far credere il prestigiatore Di Battista.
3) “I giovani ucraini vengono rastrellati per strada, presi a forza per combattere”
Nel video si parla di rastrellamenti violenti da parte dell’esercito ucraino, con madri disperate che vedono i figli trascinati via per essere mandati a morire.
LA REALTÀ: L’Ucraina ha avviato una mobilitazione generale per difendersi da un’invasione militare. Come accade in ogni guerra totale, esistono episodi controversi. Ci sono state segnalazioni e testimonianze di reclutamenti gestiti in modo approssimativo, ma generalizzare parlando di “rastrellamenti” sistematici (termine che richiama volutamente al fascismo) è propagandistico. Va sottolineato che, anche su temi delicati come la mobilitazione obbligatoria, in Ucraina si è svolto un dibattito pubblico reale, con opinioni divergenti espresse da ONG, media indipendenti e membri della società civile. Cosa che in un sistema autoritario come quello russo è impensabile.
Inoltre è del tutto normale che, in tempo di guerra, uno Stato chiami i propri cittadini a difendere il Paese: è sempre stato così. Avete mai sentito parlare di una nazione sotto attacco che non mobiliti i suoi uomini? Farlo non è una violazione dei diritti, ma una risposta estrema a una minaccia estrema.
4) “Zelenski vuole un incontro con Putin, sta elemosinando un negoziato”
Il video afferma che Zelenski è disperato, chiede incontri a Putin, ed è disposto a tutto per negoziare.
LA REALTA: L’Ucraina ha sempre dichiarato di essere disposta al dialogo, ma non alla resa. Zelenski ha ribadito più volte che non si può trattare con Putin finché l’esercito russo occupa territori ucraini. Non c’è stato nessun tentativo recente di “elemosinare” un incontro: sono ricostruzioni di fonti russe o interpretazioni soggettive. Le posizioni ucraine restano chiare: pace sì, ma non alle condizioni dell’invasore. Lo so, i pacifinti vorrebbero una resa, ma mettetevi l’anima in pace: non si arrenderanno mai, perché la libertà non si baratta.
5) “Hanno smantellato le agenzie anticorruzione per fare quello che vogliono”
Di Battista afferma che Zelenski ha promosso leggi per ridurre i poteri di NABU e SAPO, le principali agenzie anticorruzione, mettendole sotto controllo presidenziale.
LA REALTÀ: Questo punto ha un fondo di verità: nel luglio 2025 il Parlamento ucraino ha approvato una legge che riduce l'autonomia delle agenzie anticorruzione. Questo ha generato forti proteste interne e critiche internazionali. Ma il governo ha risposto annunciando l’intenzione di correggere la legge. Il punto è che in una dittatura non si protesta e non si cambia nulla: in Ucraina, invece, le pressioni della società civile hanno effetto. Viva Dio!
6)“Il mandato di Zelenski è scaduto nel maggio 2024. È rimasto al potere grazie alla legge marziale”
Secondo il video, Zelenski è rimasto “abusivamente” al potere oltre la scadenza del mandato, senza nuove elezioni.
LA REALTÀ: Il mandato è stato prorogato in base alla legge marziale in vigore a causa della guerra. La Costituzione ucraina prevede che, in tempo di guerra, le elezioni non si tengano (sarebbe complicatissimo, quasi impossibile avere elezioni con milioni di Ucraini in giro per il mondo e altri residenti in zone occupate dai russi, mentre al fronte si continua a combattere). Il Parlamento ha confermato questa sospensione. È una misura legale e temporanea, non un abuso di potere. Anche in altre democrazie in guerra (come in UK in passato), sono state adottate misure simili.
7) “Il governo Zelenski è lo stesso che ha fatto un colpo di stato contro Yanukovych nel 2014”
Sembra incredibile, ma questa bugia viene ancora ripetuta. Il video presenta la rivoluzione di Euromaidan come un colpo di stato orchestrato dagli USA e dal Regno Unito.
LA REALTÀ: Questa è una delle narrazioni centrali della propaganda russa. Le proteste del 2013-14 furono popolari e spontanee, scatenate dalla decisione di Yanukovych di rinunciare a un accordo con l’Unione Europea. Dopo settimane di repressione violenta, il presidente fuggì in Russia. Il Parlamento dichiarò vacante la presidenza e indisse elezioni anticipate, che portarono all’elezione di Poroshenko nel giugno 2014. Poroshenko rimase presidente fino al 2019, quando gli successe Zelenskyy, eletto con una vittoria schiacciante. Tra Poroshenko e Zelenskyy non c’è stato alcun colpo di stato o golpe, ma regolari passaggi di potere democratici. Presentare il governo di Zelenskyy come il risultato di un colpo di stato contro Yanukovych è storicamente e giuridicamente falso, oltre che ridicolo.
8) “Zelenski ha fatto approvare una legge che proibisce trattative con la Russia finché c'è Putin”
“...gli hanno perdonato anche l’aver fatto approvare al Parlamento una legge che di fatto proibisce all'Ucraina di trattare con la Russia finché ci sarà Putin al Cremlino...”
LA REALTÀ: Quella legge esiste: fu approvata nell'autunno 2022, quando la Russia aveva appena annesso illegalmente nuove regioni ucraine. La norma riflette una scelta politica chiara: non negoziare con un regime che invade, bombarda e commette crimini di guerra. Non è una follia, ma una misura SIMBOLICA e TEMPORANEA, simile ad altre adottate in situazioni di conflitto. Inoltre, non impedisce negoziati indiretti o futuri — infatti Ucraina e Russia hanno già trattato sullo scambio di prigionieri e sui corridoi umanitari.
9) “Zelenski si è circondato di neonazisti, li ha incorporati nell’esercito”
“...aver permesso a truppe neonaziste, di fatto paramilitari neonazisti, di essere incorporati all’interno dell’esercito ufficiale...”
LA REALTÀ: Questa è una delle accuse più diffuse nella propaganda russa. È vero che battaglioni come l’Azov avevano origini ultranazionaliste, ma già dal 2015 sono stati formalmente integrati nelle Forze Armate sotto controllo statale. D'altronde, cosa avrebbe dovuto fare un paese che si difende per non morire? Dire: "No, grazie"? "Preferisco farmi ammazzare dal nazista russo?" Azov ha progressivamente cambiato composizione e orientamento. Le accuse di “esercito neonazista” non trovano riscontro nella realtà dell’Ucraina odierna, un paese con un presidente ebreo (Zelenski), eletto con oltre il 70% dei voti. I gruppi neonazisti esistono anche in Europa, ma ciò non rende le nostre democrazie e i nostri eserciti “fascisti”.
10) “Gonzalo Lira, il Navalny ucraino, è stato fatto morire in carcere”
“...venne arrestato perché aveva posizioni legittimamente contrarie a Zelenski. L’hanno fatto morire in carcere...”
LA REALTÀ: Gonzalo Lira era un blogger cileno-statunitense residente in Ucraina, noto per le sue posizioni apertamente filorusse e per la diffusione di contenuti che le autorità ucraine hanno ritenuto configurare propaganda a favore dell’invasione russa. È stato arrestato nel maggio 2023 con l’accusa di giustificare l’aggressione militare russa, in violazione del codice penale ucraino. Dopo una breve liberazione su cauzione, fu nuovamente incarcerato per aver tentato di lasciare illegalmente il Paese. È morto in custodia nel gennaio 2024, ufficialmente per complicazioni respiratorie, in circostanze che alcuni ritengono controverse ma per cui non sono emerse prove reali di torture o maltrattamenti. Paragonarlo ad Alexey Navalny è del tutto infondato: Navalny era un leader politico d’opposizione con un vasto seguito e una struttura organizzativa, perseguitato per anni dal regime di Putin; Lira era un commentatore online con opinioni estremiste, detenuto in tempo di guerra in uno Stato democratico che combatte per la propria sopravvivenza. Si tratta di due figure imparagonabili, in contesti radicalmente diversi.
11) “L’Occidente ci ha raccontato balle: che i russi combattevano con le pale, che l’Ucraina stava vincendo”
“...ci hanno detto che i russi combattono con le pale, che l’Ucraina è vicina alla vittoria, tutte balle dette per farci accettare la guerra...”
LA REALTÀ: Durante la guerra, tutte le parti hanno usato slogan propagandistici. Ma l’informazione occidentale ha anche ampiamente coperto le difficoltà militari dell’Ucraina, le fasi di stallo, la carenza di armi e di truppe. Il conflitto è lungo, sanguinoso e bilanciato. Parlare solo dei “successi russi” e accusare il fronte occidentale di falsità è, al contrario, una strategia di ribaltamento: far passare la vittima (Ucraina) per bugiarda e l’invasore per onesto.
12) “Il mainstream nasconde tutto. Quando le cose vanno male per l’Ucraina, cala il silenzio”
“Quando una situazione merita approfondimento... arriva il silenzio totale... perché distruggerebbe la narrazione.”
LA REALTÀ: È vero che non tutte le notizie trovano spazio uguale nei media generalisti. Ma l’affermazione che esista un silenzio sistematico imposto dall’alto è completamente infondata. Le principali testate occidentali, dal New York Times a Der Spiegel, dal Guardian a Le Monde, hanno ampiamente trattato temi come la corruzione interna, i limiti della leadership ucraina, le difficoltà militari, il calo di consenso popolare e i ritardi degli aiuti.Dire che “nessuno ne parla” è spesso una strategia per dare peso a fonti dubbie. La verità è un’altra: i suoi fedeli ascoltatori non leggono e lui lo sa. Così può raccontare loro che certe cose non esistono o non vengono raccontate.
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Il video di Di Battista non è un’analisi equilibrata, né un contributo onesto al dibattito pubblico. È l’ennesimo esempio di comunicazione filo-russa travestita da controinformazione, che utilizza frammenti di realtà, accostamenti forzati e retorica insinuante per capovolgere i fatti e minare la percezione morale dell’aggressione in corso. Chi guarda questo tipo di contenuti deve sapere che non sta assistendo a un’analisi, ma a un’operazione di manipolazione.
Il conflitto tra Russia e Ucraina è reale, sanguinoso, e non ha due facce uguali: è un’invasione deliberata, avviata nel 2014 e intensificata nel 2022 con un attacco militare su larga scala da parte di Mosca. Questa guerra non è una lotta tra imperi rivali, ma tra un popolo che vuole restare libero e un regime che vuole sottometterlo.
L’Ucraina non è perfetta, e nessuna democrazia lo è, soprattutto sotto le bombe. Ma nessun popolo dovrebbe essere costretto a scegliere tra sottomissione e annientamento. Il coraggio degli ucraini, che continuano a resistere contro un aggressore immensamente più forte, è l’espressione più autentica del diritto umano più sacro: quello di autodeterminarsi, di decidere da chi farsi governare, di costruire il proprio destino — anche a costo della vita.
In questo scenario, personaggi come Di Battista non stanno “aprendo gli occhi” alla gente, ma li stanno chiudendo. Sono prestigiatori ideologici, illusionisti della menzogna che guadagnano visibilità, soldi e consensi facendo leva sul disagio, sulla stanchezza, sulla sfiducia. E lo fanno sulla pelle di un popolo martoriato, sfruttando le sue imperfezioni per giustificare la violenza che lo opprime. Non è solo irresponsabile: è moralmente miserabile.
Chi oggi cerca di negare la natura criminale dell’invasione russa, o di sminuire la dignità della resistenza ucraina, non è un pacifista, non è un neutrale, non è un critico lucido. È semplicemente un complice di un criminale, un megafono dell’impero che bombarda e reprime.
L’Ucraina non è un simbolo astratto. È fatta di persone reali, che vogliono vivere libere, scegliere i propri leader, camminare per strada senza temere un drone o una deportazione. Se questo non basta per schierarsi - non con un governo, ma con il diritto di un popolo a non sparire - allora il problema non è Zelenski, ma la vostra coscienza, asservita, vostro malgrado, all’interiorizzazione di un’ideologia stanca, ipocrita e vile.
#SlavaUkraïni #slavaUkraini