" prendi il lupo grigio, il fanciullo di saturno [...] e gettagli in pasto il corpo del re. e quando lo avrà inghiottito, attizza un grande fuoco e mettici dentro il lupo in modo che bruci completamente; in tal modo il re sarà di nuovo salvo ".
Che società stranissima.
Accumula viaggi senza aver mai imparato a partire davvero. Accumula titoli senza aver mai incontrato la conoscenza. Accumula libri per mostrarne le coste sugli scaffali, pubblicazioni per aggiungere righe a una biografia, citazioni per nutrire l’ego.
Tutto viene trasformato in trofeo, in status, in moneta simbolica.
E così persone apparentemente ricchissime finiscono per avere un’interiorità che riecheggia come una stanza vuota.
Vorrei sedermi accanto a un fisico e chiedergli se anche lui ogni tanto sospetta che la realtà sia tenuta insieme più dall’abitudine che dalle leggi fondamentali.
La natura morta olandese è una predica sotto forma di frutta.
Limoni sbucciati, bicchieri, ostriche, orologi, fiori destinati a marcire.
Vanitas molto ben apparecchiata.
La morte, quando ha buon gusto, fa più paura.
La vita densa ha una liturgia sua: lavarsi il viso, sopportare la luce, rispondere a chi chiama, non perdere del tutto la meraviglia mentre si fa la spesa.
Arriveranno con la fame dei naufraghi e la sete dei pellegrini. Beranno, prenderanno, pretenderanno.
Ma ciò che non comprendono è che certi mari non appartengono a chi vi approda. Appartengono alla luna che li governa.
E il tuo oceano, dopo ogni tempesta, tornerà sempre a te.