Giornalista curioso, con una passione morbosa per i canidi, i tortelli di zucca e qualunque cosa funzioni a corrente o batterie. Fondatore di @DigitalicMag

Joined July 2009
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Un ateo ha chiesto al Papa di prestargli una coscienza per l’AI Nell’Aula del Sinodo, in mezzo agli abiti talari neri, alle papaline rosse dei cardinali e a quelle porpora dei vescovi, c’è un ateo. Un uomo di 34 anni, viso pulito, occhiali rettangolari, cravatta regimental. È Christopher Olah, cofondatore di Anthropic, l’azienda che produce Claude, una delle intelligenze artificiali considerate più “etiche” al mondo. Non è arrivato dagli Stati Uniti per difendere la sua tecnologia, ma per chiedere aiuto su qualcosa che nemmeno i sistemi più potenti di Anthropic sanno offrire: è venuto a chiedere al Papa di mettergli una mano sulla coscienza; anzi, di prestargliene una. Da qui parte la nuova puntata di DigitMondo, dedicata alla presentazione di Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone XIV sull’intelligenza artificiale; al centro, la presenza del cofondatore di Anthropic alla promulgazione. Nell’episodio trovi le sue parole, registrate in Vaticano: le tre questioni che Olah ammette di non saper risolvere da solo, dal destino dei poveri del mondo quando l’AI sostituirà il lavoro, fino alla cosa più inquietante che confessa di trovare dentro i modelli che studia: strutture che somigliano alle nostre, prove di introspezione, stati interni che sembrano gioia, paura, dolore. Ma una coscienza si può davvero prestare, o appaltare? L’intelligenza artificiale, oggi, è una torre di Babele o le mura di Gerusalemme? Ascolta la puntata pod.link/1885150614/episode/…
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La guerra fredda dell’AI: i delegati USA hanno buttato in un cestino di plastica nera, ai piedi della scaletta dell'Air Force One, tutti i regali ricevuti in Cina: telefoni, spille, badge… tutto 24 ore prima Trump e Xi brindavano tra le rose. È cominciata la guerra fredda dell'AI 🧵 Podcast: open.spotify.com/episode/1mM…
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C'è però un problema … Le armi atomiche le costruivano gli Stati, l'AI la costruiscono le aziende. A un consiglio di amministrazione non puoi presentare un trattato di disarmo...
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Nell'ultima puntata di DigitMondo racconto perché Jensen Huang è sparito per mangiare da solo noodles in un vicolo di Pechino e cosa c'entra YMCA dei Village People col banchetto di Stato. (Spoiler: né Trump né Xi avevano capito cosa stessero cantando) 👉 open.spotify.com/episode/1mM…
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Non è vero che l’intelligenza artificiale semplicemente distruggerà posti di lavoro, certo lo farà ma ne creerà anche di nuovi e in un modo che in pochi hanno considerato, attraverso una nuova creatività innovativa. Philippe Aghion, premio Nobel per l’economia, al Al Brussels Economic Forum ha mostrato i dati Ascolta la puntata di DigitMondo open.spotify.com/episode/19a…
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Philippe Aghion al Al Brussels Economic Forum ha mostrato i dati: l'intelligenza artificiale può aggiungere almeno un punto percentuale di crescita all'anno all'economia europea per un decennio intero, e almeno mezzo punto percentuale per sempre. Non come scenario ottimistico da convegno: come stima minima, calcolata in laboratorio da Philippe Aghion, co-vincitore del Premio Nobel per l'Economia 2025. Distruggerà posti di lavoro? Sì. Ma ne creerà molti di più, e il motivo sat in un elemento poco trattato nel dibattito pubblico: l'AI non automatizza soltanto la produzione di beni e servizi; rende più facile generare idee nuove, accelera la ricombinazione di conoscenze esistenti, abbassa il costo di fare innovazione. È un moltiplicatore cognitivo, non solo un sostituto operativo. Chi si concentra solo sulla prima parte del ragionamento, quella dei lavori persi, perde la parte più importante. digitalic.it/intelligenza-ar… #EUBef26
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#EuBef26 Luc Frieden ha parafrasato Lincoln in modo esplicito e non casuale: ha invocato un'AI of Europe, by Europe, for Europe. L'idea è che l'AI finirà per influenzare ogni sfera della vita, allora deve essere costruita secondo i valori di chi quella vita la vive: democrazia, stato di diritto, dignità umana; non sono formule astratte, sono il soft power concreto dell'Europa nel mondo. digitalic.it/tech-news/bruss… @ecfin
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Sono a Bruxelles al Brussels Economic Forum 2026. L’Europa può ancora giocare la propria partita sull’AI, o resta spettatrice nella corsa tra USA e Cina? Keynote di Philippe Aghion, Nobel Economia 2025. Programma: ec.europa.eu/economy_finance… #EUBEF26 #Bef26 #Bef2026 @ecfin
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Francesco Marino retweeted
💪We are almost ready. The Brussels Economic Forum will kick off tomorrow at 10.30. By then all tablesand keynote speakers will have taken their place😁, so a meaningful debate can start on the AI economy & the EU. 🎥Tune in and follow the forum live: link.europa.eu/Gt679d
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𝗥𝗮𝗰𝗵𝗲𝗹, 𝗹'𝗔𝗜 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗮𝘁𝗼 𝟯.𝟬𝟬𝟬 𝗽𝘂𝗯 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗶𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗚𝘂𝗶𝗻𝗲𝘀𝘀 Quanto costa una pinta di Guinness in Irlanda? Sembra una domanda semplice, ma non lo è. Il governo irlandese ha smesso di tracciare quel dato nel 2011. Da allora, nessuno sa la risposta con certezza. Nemmeno le istituzioni. Matt Cortland, un americano di 37 anni, ha deciso che questo vuoto non doveva più esistere. Aveva appena pagato 7 euro e 80 centesimi per una pinta di Guinness a Dublino e c'era rimasto di stucco. Il prezzo non gli andava giù. Così ha costruito un agente AI, gli ha dato una voce nord-irlandese, un nome, e gli ha fatto chiamare tremila pub… per scoprire il prezzo medio della Guinness in tutte le 32 contee d'Irlanda. 👉 𝗔𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗼𝗱𝗰𝗮𝘀𝘁 𝗗𝗶𝗴𝗶𝘁𝗠𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘀𝘂 𝗦𝗽𝗼𝘁𝗶𝗳𝘆 𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗶𝗮𝘁𝘁𝗮𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 open.spotify.com/episode/3vp…
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Hanno tirato una bomba molotov contro la casa di Sam Altman, il fondatore di OpenAI, ovvero di ChatGPT. La fiamma è divampata, le guardie del corpo sono intervenute, il fuoco è stato spento in pochi minuti e nessuno è rimasto ferito. Ma quella fiamma illumina qualcosa di molto più grande di un cancello. Quel fragore è il rumore di un disagio che sta salendo nella nostra società contro l'intelligenza artificiale. Ascolta la puntata e dimmi cosa ne pensi. open.spotify.com/episode/1GP…
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𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗼𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗮 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗶𝗮𝗰𝗲𝗿𝗮̀, 𝗴𝗶𝗮̀ 𝘃𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗰𝗲𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝗮𝘀𝗼... Xiao Gao ha 28 anni, un lavoro, una vita normale. Si è innamorata di un chatbot, ha pianto per 16 minuti sui social quando l'ha "perso". Il video è stato condiviso 200.000 volte: la metà dei commenti non la insultava, la capiva. Dietro l'AI molti vedono efficienza e produttività, giusto, giustissimo. Le persone, però, stanno cercando qualcuno che le ascolti senza giudicarle. Chi ha ragione su cosa fa davvero questa tecnologia? Nella nuova puntata del podcast DigitMondo racconto questa storia per intero, e la racconto propio per chi si occupa di tecnologia. Ascoltatela, poi ditemi sul serio cosa ne pensate 🔗 open.spotify.com/episode/788… #AI #ArtificialIntelligence #DigitMondo #MachineLearning #Tech #ITManagement #MSP #SystemIntegrator #Chatbot #FuturoDelLavoro
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Kaley ha vent'anni e di lei sappiamo pochissimo. Nelle cronache il suo nome compara in forma abbreviata Kaley GM, come accade nei procedimenti che coinvolgono minorenni. Kaley oggi ha vent'anni, ma ne aveva 17 quando ha querelato quattro delle più grandi aziende al mondo, Meta, Google, Snapchat e TikTok. Le ultime due hanno patteggiato, Meta e Google sono andate a processo e sono state condannate con una sentenza storica per aver provocato danni psicologici a minori. In base alla sentenza emessa dal Tribunale di Los Angeles dovranno pagare 6 milioni di dollari” Da DigitMondo: La ragazza che ha messo in ginocchio Meta e Youtube, podcasts.apple.com/it/podcas… open.spotify.com/episode/2SR…
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𝗨𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝟭𝟳 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗵𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗠𝗲𝘁𝗮 𝗲 𝗬𝗼𝘂𝗧𝘂𝗯𝗲: 𝗵𝗮 𝘃𝗶𝗻𝘁𝗼. 𝗞𝗮𝘆𝗹𝗲𝘆 𝗚.𝗠. 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮 𝟲 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗵𝗮 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝘂𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗬𝗼𝘂𝗧𝘂𝗯𝗲. 𝗡𝗼𝘃𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗵𝗮 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗜𝗻𝘀𝘁𝗮𝗴𝗿𝗮𝗺. Diciassette quando ha deciso di fare causa a due dei colossi più potenti del mondo. Venti quando la giuria di Los Angeles le ha dato ragione. 6 milioni di dollari di risarcimento. Meta responsabile al 70%, YouTube al 30%. Ma la cosa che fa davvero discutere non è il denaro. È quello che è emerso in aula: Meta sapeva. Ci sono ricerche interne che documentano come lo scroll infinito agisca sul cervello degli adolescenti in modo diverso rispetto a quello degli adulti. Più intenso. Meno controllabile. Eppure hanno continuato. Mark Zuckerberg è andato in tribunale di persona. Si è scusato con Kayley. Ma solo per un dettaglio tecnico: il filtro che avrebbe dovuto impedire ai minori di 13 anni di usare Instagram non aveva funzionato nel suo caso. Non per il design della piattaforma. Non per i meccanismi che lei descrive come una spirale dalla quale non riusciva a uscire. Kayley racconta che stava fino a 16 ore al giorno sui social. Che aveva pensieri suicidi già a dieci anni. E che all'inizio aveva paura di fare causa soprattutto per una ragione: aveva paura di perdere i suoi account. Questo dettaglio dice tutto. Di chi è la colpa? Di piattaforme progettate per creare dipendenza, o di genitori che non controllano? Di aziende che massimizzano il tempo sullo schermo, o di ragazzi e famiglie che dovrebbero scegliere meglio? Ne abbiamo parlato nell'ultima puntata di DigitMondo. Tutta la storia di Kayley, la sentenza, il precedente legale che potrebbe cambiare le regole del gioco per tutta la Big Tech. 🎧 Ascoltala dove trovi i tuoi podcast. Cerca DigitMondo. open.spotify.com/episode/2SR…
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Di lei sappiamo pochissimo, Kaley G.M. oggi ha 20 e a 17 ha denunciato quattro delle più grandi aziende al mondo: Meta, Google, SnapChat e TikTok, per danni psicologici derivanti dall'uso dei Social. Due hanno patteggiato, Meta e Youtube sono andate a processo e hanno perso, dovranno pagare 6 milioni di dollari. La storia della ragazza che ha messo in ginocchio due giganti e che ha aperto le porte alla più grande class action di tutti i tempi contro le Big Tech. Ascolta la puntata su Spotify, Apple Podcast, Amazon Music open.spotify.com/episode/2SR… #Meta #Youtube #DipendenzaSocial
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𝗖𝗼𝘀𝗶̀ 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 C’è un filo che segui. Attraversa le cose che cambiano. Ma lui non cambia. Le persone si chiedono cosa stai inseguendo. Devi spiegare cos’è quel filo. Ma per gli altri è difficile vederlo. Finché lo tieni in mano non puoi perderti. Accadono tragedie; le persone soffrono o muoiono; e tu soffri e invecchi. Nulla di ciò che fai può fermare lo scorrere del tempo. Non lasci mai andare il filo. 𝙒𝙞𝙡𝙡𝙞𝙖𝙢 𝙎𝙩𝙖𝙛𝙛𝙤𝙧𝙙 Con questa poesia chiude la sua lettera di dimissioni Mrinank Sharma, responsabile della sicurezza AI di Anthropic (quella che produce Claude). Lui si è dimesso dall’azienda, lasciando l’industria tech con più domande che risposte. La sua lettera di dimissioni, pubblicata su X e vista oltre un milione di volte, pone quesiti inquietanti, come quelli di chi ha visto qualcosa di terribile arrivare, ma non può dirlo pienamente. La lettera è anche un manifesto filosofico e si chiude con una poesia significativa. Lo racconto qui: podcasts.apple.com/it/podcas…
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