Un ateo ha chiesto al Papa di prestargli una coscienza per l’AI
Nell’Aula del Sinodo, in mezzo agli abiti talari neri, alle papaline rosse dei cardinali e a quelle porpora dei vescovi, c’è un ateo. Un uomo di 34 anni, viso pulito, occhiali rettangolari, cravatta regimental.
È Christopher Olah, cofondatore di Anthropic, l’azienda che produce Claude, una delle intelligenze artificiali considerate più “etiche” al mondo.
Non è arrivato dagli Stati Uniti per difendere la sua tecnologia, ma per chiedere aiuto su qualcosa che nemmeno i sistemi più potenti di Anthropic sanno offrire: è venuto a chiedere al Papa di mettergli una mano sulla coscienza; anzi, di prestargliene una.
Da qui parte la nuova puntata di DigitMondo, dedicata alla presentazione di Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone XIV sull’intelligenza artificiale; al centro, la presenza del cofondatore di Anthropic alla promulgazione.
Nell’episodio trovi le sue parole, registrate in Vaticano: le tre questioni che Olah ammette di non saper risolvere da solo, dal destino dei poveri del mondo quando l’AI sostituirà il lavoro, fino alla cosa più inquietante che confessa di trovare dentro i modelli che studia: strutture che somigliano alle nostre, prove di introspezione, stati interni che sembrano gioia, paura, dolore.
Ma una coscienza si può davvero prestare, o appaltare? L’intelligenza artificiale, oggi, è una torre di Babele o le mura di Gerusalemme?
Ascolta la puntata
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