È possibile sviluppare siti e servizi digitali in modo etico, mettendo al centro le libertà delle persone? Si, è giusto e doveroso.
Trasparenza, accessibilità, privacy e copyright sono alcuni dei diritti dei cittadini e degli utenti dei servizi online di cui ho parlato alcuni giorni fa nel corso del primo appuntamento di
#Inspiration2024, il ciclo di seminari organizzato da
@wethinktangible e destinato ai designers.
Ho iniziato raccontando la storia del chatbot disonesto, usato da un’azienda di commercio elettronico sul suo sito web, efficientissimo sulle offerte ma incapace di aiutare gli utenti sull’esercizio del diritto di recesso. Un aneddoto,vero, che dimostra l’importanza delle norme che esistono già (come il
#GDPR) e di quelle che stanno per arrivare (come l’
#AIAct).