Vi consiglio di leggere questo articolo del Financial Times che ha ripreso ad accusare il governo cinese di repressioni, lavori forzati nei campi di cotone nello Xinjiang (come se fosse il Mississippi o Alabama) e addirittura cita Adrián Zenz come fonte e testimone di tali soprusi sulla minoranza etnica
L’articolo è una collezione di luoghi comuni, falsità e propaganda anti Cina del FT (di proprietà giapponese)
La verità nello Xinjiang, che conosco molto bene essendo stato parecchie volte, è semplice
1) Non esiste nessuna discriminazione basata etnica
2) Non esiste nessun genocidio
3) Agli Uiguri è sempre stato consentito avere tre figli
4) È vero che nelle scuole si studia il mandarino, ma è la lingua nazionale e va imparata. Come in Sicilia o Veneto, nessuno dice che Meloni vuole cancellare la cultura della Trinacria per imporre la lingua di Dante
5) Non esiste nessuna discriminazione religiosa. Chi vuole può andare a pregare dove gli pare, in chiesa in moschea o altro
Ma…ma
Se si usa la religione o l’appartenenza ad un gruppo etnico per fare terrorismo, come succedeva spesso in Cina 10 anni, o per creare movimenti separatisti (spesso finanziati do organizzazioni straniere ), allora la spada del governo cinese va giù senza pietà. Del resto, gli stessi USA avevano inserito ETIM nella lista dei organizzazioni terroriste internazionali (poi tolta dalla lista quando serviva invece accusare la Cina di violazioni di diritti umani)
Con questo approccio, la Cina ha risolto il problema del terrorismo