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#Turchia: terremoto nel processo contro gli amministratori locali del principale partito d'opposizione, #CHP, 2 testimoni ritirano le dichiarazioni. 18 scarcerati, ma nel mentre circa 100 nuovi arresti. youtu.be/C6Yst6tY8cY
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Il vicepresidente statunitense #JDVance: "'#Iran potrebbe accedere a un fondo di ricostruzione da 300 miliardi di dollari, sostenuto dai paesi del #Golfo, ma solo se rispetterà gli impegni assunti in base all'accordo fatto con #Washington".
BREAKING: 🇺🇸🇮🇷 JD Vance confirms that Iran will get $300 billion for war damages
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#MustafaKarasu, membro del consiglio esecutivo del #KCK (Unione delle Comunità del #Kurdistan): "Se le condizioni di #Öcalan non diventano libere o se lui non riesce a lavorare attivamente in questo processo, lo stesso processo potrebbe non procedere. Lo Stato turco non compie i passi necessari, per cui non riusciamo a andare avanti. È necessario introdurre nuove leggi. L’intervento giuridico contro il principale partito d’opposizione della #Turchia, il #CHP, dimostra la forza della politica che interferisce nelle decisioni della magistratura." anf-news.com/guncel/karasu-t…
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In #Turchia cresce l’ondata di rabbia, caos e confusione per diverse parti della società per le sorti del maggiore partito di opposizione. La crisi del #CHP in un sistema politico in cui magistratura, istituzioni e competizione elettorale sono sempre più intrecciate. La mia analisi per @_MicroMega_ micromega.net/chi-decide-il-…
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#NumanKurtuluş, Presidente del Gran Parlamento Nazionale della #Turchia: "Dopo la manifestazione simbolica a #Sulaymaniyya, in cui alcuni militanti del #PKK hanno bruciato le proprie armi, ci aspettavamo che l’organizzazione seguisse le indicazioni di #Öcalan e portasse a termine il disarmo totale. Solo a quel punto avremmo intrapreso i passi necessari. Si tratta di un ritardo grave." t24.com.tr/gundem/meclis-bas…
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Lo scorso dicembre ho iniziato a seguire e raccontare la lotta dei docenti turchi del Liceo italiano di #Istanbul: una battaglia per un salario dignitoso e per condizioni di lavoro eque. Ho raccolto le voci dei sindacalisti e dei docenti in #sciopero, che per 123 giorni hanno resistito davanti ai cancelli della scuola, tra trattative, ostacoli, calunnie e diffamazioni. Oggi, quella lotta ha trionfato. In questi mesi, nel panorama del #giornalismo italiano, il manifesto è stato l’unico, per quanto sappiamo noi, a dare spazio a questa storia. Un racconto che merita di essere letto. Buona lettura. ilmanifesto.it/liceo-italian… #turchia

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La #Turchia attraversa una fase politica e istituzionale convulsa e ambigua. Da un lato nelle scorse settimane sono stati annullati da parte della magistratura i risultati dell’ultimo congresso del #CHP, principale partito di opposizione e la contemporanea chiusura di una delle più importanti Università progressiste del paese hanno scatenato forti proteste e scontri. Dall’altro lato continua, con fasi alterne, il processo di interlocuzione tra lo Stato Turco e il #PKK, tra rallentamenti e interpretazioni differenti di cosa significhi questo passaggio nella storia politica turca. Il quadro che emerge è un processo molto ambiguo tra restringimento dello spazio e delle libertà politiche e tentativi di aprire tale campo. Ne abbiamo parlato sulle libere frequenze di @rbo10525 radioblackout.org/2026/4/tur…

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murat cinar 💻🎙📺 retweeted
Zelensky to Putin in open letter: Ukraine proposes to end the war in a format between us and you. I propose a meeting. There are countries that traditionally host leaders for resolving questions of war and peace. Switzerland, Türkiye, countries of the Arab world — many can and want to host this meeting.
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murat cinar 💻🎙📺 retweeted
Bella Demhat is a #Kurdish transgender activist who has been living in #Sweden for nine years, where she sought international protection in order to rebuild her life after fleeing #Turkey. Today, however, she finds herself at the centre of a case that raises serious questions about Europe’s asylum system and the protection of LGBTQIA people escaping persecution. Read more: channeldraw.org/2026/06/03/b… On March 19, the @UN Human Rights Committee rejected her appeal against Sweden’s decision to deny her asylum. This ruling paves the way for a potential deportation, despite well-documented evidence of the extreme risks she would face in her country of origin. According to journalistic accounts and public testimonies, including reporting by @ilmanifesto, Mezopotamya News Agency @maturkce, and several solidarity campaigns online, Bella Demhat left Turkey after being arrested and beaten by police for participating in Istanbul Pride. Since then, she has reportedly received ongoing death threats, including from members of her own family, due to her gender identity and activism. Turkey is widely considered by human rights organizations to be one of the most dangerous countries for transgender people. In this context, her return would expose her to serious risks of violence, persecution, and possible attack, without any meaningful protection from local authorities. Her case also fits into a broader pattern of increasing difficulties faced by LGBTQIA asylum seekers in Europe, particularly when claims are assessed under increasingly restrictive interpretations of “safe return” and “country of origin” conditions. Activists and supporters have launched public appeals and social media campaigns to draw attention to her situation, stressing the immediate danger she faces if deported to Turkey. Beyond the individual case, Bella Demhat’s situation raises broader concerns about the coherence of European human rights policies: when a person with documented experiences of arrest, violence, and threats is not recognised as needing protection, the very principle of asylum risks being undermined. For Bella Demhat, this is not only a legal question. It is a question of survival.
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Report dell'ufficio dell'ispettore generale degli #USA: "Non si conosce il luogo in cui si trovano 20mila persone legate all'#ISIS fuggite dal campo di #alHol (#Siria) dopo il ritiro delle Forze Democratiche Siriane (#SDF) dalla zona". rudaw.net/turkish/categories…
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murat cinar 💻🎙📺 retweeted
Trump writes a very long post on Iran: Negotiations with the Islamic Republic of Iran are proceeding nicely! It will only be a Great Deal for all or, no Deal at all — Back to the Battlefront and shooting, but bigger and stronger than ever before — And nobody wants that! I stated that, after all the work done by the United States to try and pull this very complex puzzle together, it should be mandatory that all of these Countries, at a minimum, simultaneously, sign onto the Abraham Accords. It may be possible that one or two have a reason for not doing so, and that will be accepted, but most should be ready, willing, and able to make this Settlement with Iran a far more Historic Event than it would, otherwise, be. In speaking to numerous of the Great Leaders mentioned above, they would be honored, as soon as our Document is signed, to have the Islamic Republic of Iran as part of the Abraham Accords. Wow, now that would be something special! I am mandatorily requesting that all Countries immediately sign the Abraham Accords, and that, if Iran signs its Agreement with me, as President of the United States of America, it would be an Honor to have them also be part of this unparalleled World Coalition.
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#Turchia: dopo l'annullamento dell'ultimo congresso del #CHP, il principale partito d'opposizione, oggi sono state prese in detenzione provvisoria 13 persone; funzionari, membri, collaboratori del partito e alcuni consiglieri comunali. t24.com.tr/gundem/istanbul-c…
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#Turchia: tribunale annulla il congresso che si è svolto nel 2023 del principale partito d'opposizione, #CHP.
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Una persona ha fatto un attentato e 6 persone hanno impedito che le cose peggiorassero. La notizia finisce qui, tutto il resto è razzismo e @matteosalvinimi è un uomo disperato...
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murat cinar 💻🎙📺 retweeted
Caterpillar   Da settembre ho smesso di ascoltare la radio in macchina, tornando a casa dal lavoro. Per più di vent’anni era sintonizzata su Raidue, su Caterpillar. Una trasmissione intelligente, politica nel senso vero, orientata a una certa idea di sinistra sociale ma mai militante, mai urlata. Ti apriva la mente mentre eri fermo in coda, e quando arrivavi a casa eri un po’ meno stanco di quando eri salito in macchina.   Poi è arrivato settembre. Caterpillar non l’hanno cancellata, sia chiaro. L’hanno spostata dalle sei del pomeriggio a quasi le otto di sera, in un orario in cui chi lavora non la sente più. E nella fascia buona, quella del rientro, ci hanno messo tre ragazzotti urlanti più la Belen, che sparano cazzate che manco al bar dopo tre birre, con la stessa Belen che in quanto a concetti si esprime più o meno come una capra tibetana.   Perché è così che funziona questa destra al governo: non censura, occupa. Riempie ogni spazio, anche quelli piccoli, anche un’ora di radio del tardo pomeriggio, perché evidentemente persino quell’ora dava fastidio. Una trasmissione che parlava di ambiente, di diritti, di lavoro, nell’orario in cui la gente torna a casa dal lavoro vero. Troppo. Meglio rumore al posto del pensiero.   Massimo Cirri e Sara Zambotti, con tutti quelli che in trent’anni si sono avvicendati al microfono di Caterpillar, sono finiti dopo cena, quando la macchina è già parcheggiata. Io intanto ho spento la radio. Vent’anni di abitudine, finiti così. Ascolto musica, che almeno non finge di essere servizio pubblico.
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