STELLANTIS, storia di inettitudine.
Una vergogna
“ Venerdì mattina, in mezz’ora, STELLANTIS ha perso 5mld. Nel corso della giornata ne perderà 22 in un colpo”
“ Per non pagare le multe Ue sulle emissioni, ovvero per la conformità agli standard sulle emissioni medie di fl otta, è
possibile il meccanismo del pooling: far entrare aziende cinesi e Tesla, con una prevalenza di elettrico, per abbassare la media delle emissioni presentandosi come
un unico costruttore e consentire alle aziende europee di schivare le sanzioni.
Il rischio è che la contropartita di questa “contabilità climatica” sia proprio la cessione dei nostri siti produttivi in Europa, consentendo alle aziende cinesi di eludere anche la normativa sui dazi.
Il “reset” di Stellantis dice una cosa semplice: non si fa politica industriale con i comunicati e non si fa transizione con i soli
divieti.
Servono tre scelte nette:
ricostruire una base tecnologica
europea su powertrain e software,
rendere conveniente la domanda
(energia, infrastrutture, prezzo), difendere e far crescere la filiera invece di usarla come bancomat”.
“ punto politico-industriale finale è semplice e scomodo: se la transizione resta una disputa di scadenze e divieti, la realtà risponde con svalutazioni, stop ai
dividendi e piani riscritti. A pagare non sono le ideologie, ma gli impianti, le fi liere, le comunità produttive. La transizione si vince solo se è conveniente per chi
compra e sostenibile per chi produce.
Tutto il resto è marketing,
Finché non diventa un onere da 22
miliardi.”
“ Quando un colosso ammette di aver sbagliato traiettoria, ci si augura che
riscriva un vero piano industriale”
“Nel periodo recente il presidente esecutivo di Stellantis, John Elkann,
è andato più volte a Roma a rassicurare Governo, Quirinale e perfino la Conferenza episcopale.
Ci si aspetta che qualcuno, prima o poi,
chieda spiegazioni”
Un ottimo
@BentivogliMarco