Ci si era messa di “tutto impegno”, eppure l’UE proprio non ce l’ha fatta a sanzionare neanche il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.
Eppure tutte le cancellerie europee gridavano all’orrore e fingevano indignazione per il ministro israeliano dopo che questi si era fatto riprendere mentre vessava gli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati da Israele a maggio: incaprettati, bendati, con fascette ai polsi, con Ben Gvir che urlava “Benvenuti in Israele, qui comandiamo noi”.
E a quel punto hanno cercato di farci credere che il problema di Israele è Ben Gvir e il trattamento riservato alla Flotilla.
Non il genocidio in corso a Gaza, non la pulizia etnica della Cisgiordania occupata, non l’invasione inarrestabile in Libano e l’occupazione illegale della Siria.
Eppure tanta indignazione pare non sia comunque bastata: il 15 giugno il Vicepresidente della Commissione europea, Kaja Kallas, ha annunciato che gli Stati membri dell'Unione Europea non sono riusciti a raggiungere un accordo sulle proposte di sanzioni contro Ben Gvir.
Poiché era richiesta l'unanimità, la proposta non ha ottenuto la piena approvazione. Kallas non ha specificato quali Stati si siano rifiutati di aderire alla proposta ma si ritiene che Germania, Austria e Repubblica Ceca siano tra i Paesi contrari.
Insomma tanto impegno per nulla!
Nessuna sanzione per il ministro che invoca la cancellazione del popolo palestinese e attua la pena di morte per cittadini di una determinata etnia.
Eppure l’indignazione dell’UE era tanta!
Dai provaci ancora, forse la prossima volta ce la farai a capire che il problema non è Ben Gvir.
Ma l’impunità di cui gode Israele.
#UE #gazagenocide #lebanongenocide #westbankunderattack