I ferocissimi paesi baltici sono armati fino ai denti e, a quanto pare, sognano di invadere la Russia da un momento all’altro.
Monaco invece prepara l’assalto a Parigi: orde di monegaschi su Lamborghini e Rolls-Royce, coperti di Chanel e Loro Piana, avanzeranno sugli Champs-Élysées.
Il Vaticano, naturalmente, si sta militarizzando per occupare Roma. Conquistare tutta l’Italia però sarà complicato: San Marino ha già mobilitato le sue temibili forze armate e lucidato le balestre per difendere la penisola che considera già sua.
Il Liechtenstein, invece, è già pronto alla guerra ma non ha ancora deciso dove invadere: Svizzera o Austria. Dilemmi geopolitici del XXI secolo. Il Lussemburgo ha iniziato le sue ambizioni imperiali dalla conquista del Belgio, ma tutti sanno che il vero obiettivo è Berlino. Tanto la Francia sarà già impegnata a respingere l’attacco combinato di baltici e monegaschi.
E infine, ovviamente, Andorra — armata fino ai denti — lancerà l’offensiva finale contro la Spagna. Pare che i duty free ai Pirenei siano solo una copertura per il complesso militare-industriale andorrano.
Più o meno così appare il nuovo “mondo multipolare” se si dà ascolto a certi “esperti” italiani. Manca solo l’annuncio che il Lussemburgo costruirà una flotta oceanica e che il principato di Monaco svilupperà armi nucleari nascoste nei casinò di Monte Carlo.
In questa realtà parallela, i Paesi baltici — che da decenni vivono accanto a una Russia infinitamente più grande e militarmente più potente — non sarebbero preoccupati per la propria sicurezza, ma starebbero segretamente progettando la conquista di Mosca.
Dovrebbero concludere con l’analisi geopolitica definitiva: “L’Estonia vuole arrivare fino a Vladivostok entro Natale”.