Generalmente detesto parlare di politica mentre sto sorseggiando un espresso al bar, ma stamattina purtroppo ho commesso l'errore di farlo. Non ho resistito davanti a un vecchio conoscente che subito l'ha sparata grossa come un grattacielo: "le tasse servono per gli ospedali, l'istruzione e per i servizi"... "dunque, se la sanità va male e i servizi sono scarsi è colpa dei furbetti, cioè gli evasori fiscali".
Allora, mi è toccato spiegargli due o tre concetti fondamentali, cercando di semplificarglieli:
1) Le tasse non hanno di per sé lo scopo di offrire copertura della spesa pubblica. Questa è la solita balla liberista (ed eurista) che serve a rafforzare il concetto della scarsità di risorse e moneta (v. punto 4). Tende a veicolare l'idea che lo Stato - come un buon padre di famiglia o come un imprenditore oculato - deve prima incassare e poi spendere. Ma non è così che funziona uno Stato, almeno normalmente (v. punto 2).
2) La normale fonte di finanziamento di uno Stato è il debito pubblico, e con esso il sostenimento del deficit pubblico attraverso l'ordine alla Banca Centrale di acquistare i titoli di Stato invenduti stampando nuova moneta (cosa che non possiamo più fare dal 1981 e poi con l'adozione dell'euro).
3) Le tasse invece riflettono un necessario principio solidaristico che serve a rafforzare l'idea di nazione statualizzata e comunità, e che, invero, si concretizza come strumento di politica economica finalizzato alla regolazione della base monetaria e alla redistribuzione del reddito per attuare il principio di uguaglianza sostanziale. Le tasse non coprono la spesa pubblica, ma concorrono per le suddette finalità.
4) Veicolare l'idea che le tasse debbano coprire le spese statali è - v. punto 1 - una trappola psicologica neoliberista considerata un dogma eurocratico: costringe il cittadino a scegliere tra il diritto ad avere servizi pubblici efficienti a basso costo o gratuiti, ovvero avere più soldi in tasca. Di solito, il cittadino tende a scegliere la seconda opzione, perché istintivamente gli sembrerà la migliore (da qui la trappola psicologica). In questo modo, però egli non avrà né più denaro, né servizi pubblici, perché il neoliberismo è un'ideologia che tende a tutelare il capitale per garantirgli ampi profitti a spese della collettività, sicché quando il cittadino sceglie più denaro, pensando di aver fatto un affare, si ritroverà a pagare servizi privati o privatizzati a caro prezzo, che ridurranno la sua capacità di spesa e incrementeranno i profitti del capitale.
Chiaramente, ne è seguita un'accesa discussione, che ho interrotto guardando l'orologio. Non ho approfondito la questione UE ed euro, altrimenti, sarei stato ancora lì a discuterne inutilmente. Domani, sono certo che il mio conoscente resetterà, e tornerà a parlare dell'evasione fiscale come il vero male dell'Italia.