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Martino Dettori retweeted
Visto che qualcuno si stava focalizzando troppo su un miliardario in particolare, rimodello il mio post e rimuovo quello precedente, perché ci si focalizzi sul problema sociale legato alla possibilità di accumulazione capitalistica. Questo per evitare difese d'ufficio improprie. Il mio è un post che vuole analizzare e criticare il sistema capitalistico. E blocco chiunque mi faccia discorsi personali su questo o quel miliardario.
No, non è eticamente o moralmente accettabile che in una società esistano i miliardari, e cioè persone che accumulano ricchezze sterminate. E se qualcuno viene a dirmi che si tratta di invidia, vuol dire che non ha capito nulla. Non potrei essere invidioso di qualcosa che non posso raggiungere nemmeno con il mio massimo impegno. In verità, in un mondo normale, nessuno dovrebbe possedere tanto. Nessuno dovrebbe poter (seppure astrattamente) influenzare con esso gli assetti democratici di un paese, e nessuno dovrebbe avere tanto denaro fino a superare il PIL di una nazione. E poi, se uno è tanto ricco da possedere così tanto denaro, vuol dire che ci sono nel mondo tante persone povere al quale quel denaro è stato negato in un modo o nell'altro. Se ammettiamo che le risorse sono limitate, trattasi di dare e avere: quando io prendo, tu perdi, quando io perdo, tu prendi. Questo è il capitalismo. Ed è un sistema iniquo e illusorio: dà la falsa speranza che puoi essere anche tu un miliardario se ti impegni, ma la verità è che diventare miliardari in un sistema capitalistico richiede o un background familiare idoneo (caso più comune), oppure una coincidenza di circostanze tali da essere considerata pura fortuna, e perciò un evento particolarmente raro, per quanto possibile. Ecco perché poi i miliardari in realtà non arrivano quasi mai dal nulla. Eppure, grazie a questa illusione, la gente lavora e si sbatte per due soldi, nella speranza di avere prima o poi la svolta della vita, che però non arriverà mai. Peraltro, tanto è feroce il capitalismo (e dunque sono molte le occasioni di capitalizzare i guadagni e incrementarli sempre di più sfruttando il prossimo), tanto la società dove prolifica è ricca di diseguaglianze e discriminazioni economiche e sociali. Così non è un caso che i miliardari li trovi soprattutto in nazioni dove la sanità è a pagamento, le pensioni sono inadeguate o difficili da ottenere, i salari sono inadeguati o il costo della vita è talmente alto. E' lì che la speculazione capitalistica dei pochi sfrutta la povertà e il disagio sociale per incamerare profitti e dunque capitali ingenti. In una società equa il capitalismo non esisterebbe. Esisterebbe un sistema dove ognuno ha il suo e vive una vita dove non gli manca nulla: una casa, un salario, il riposo adeguato, gli hobby, le cure gratuite, una pensione, le vacanza e una famiglia. Ma in una società dominata dal capitale, l'agio tuo è il mio disagio e viceversa.
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Martino Dettori retweeted
No, non è eticamente o moralmente accettabile che in una società esistano i miliardari, e cioè persone che accumulano ricchezze sterminate. E se qualcuno viene a dirmi che si tratta di invidia, vuol dire che non ha capito nulla. Non potrei essere invidioso di qualcosa che non posso raggiungere nemmeno con il mio massimo impegno. In verità, in un mondo normale, nessuno dovrebbe possedere tanto. Nessuno dovrebbe poter (seppure astrattamente) influenzare con esso gli assetti democratici di un paese, e nessuno dovrebbe avere tanto denaro fino a superare il PIL di una nazione. E poi, se uno è tanto ricco da possedere così tanto denaro, vuol dire che ci sono nel mondo tante persone povere al quale quel denaro è stato negato in un modo o nell'altro. Se ammettiamo che le risorse sono limitate, trattasi di dare e avere: quando io prendo, tu perdi, quando io perdo, tu prendi. Questo è il capitalismo. Ed è un sistema iniquo e illusorio: dà la falsa speranza che puoi essere anche tu un miliardario se ti impegni, ma la verità è che diventare miliardari in un sistema capitalistico richiede o un background familiare idoneo (caso più comune), oppure una coincidenza di circostanze tali da essere considerata pura fortuna, e perciò un evento particolarmente raro, per quanto possibile. Ecco perché poi i miliardari in realtà non arrivano quasi mai dal nulla. Eppure, grazie a questa illusione, la gente lavora e si sbatte per due soldi, nella speranza di avere prima o poi la svolta della vita, che però non arriverà mai. Peraltro, tanto è feroce il capitalismo (e dunque sono molte le occasioni di capitalizzare i guadagni e incrementarli sempre di più sfruttando il prossimo), tanto la società dove prolifica è ricca di diseguaglianze e discriminazioni economiche e sociali. Così non è un caso che i miliardari li trovi soprattutto in nazioni dove la sanità è a pagamento, le pensioni sono inadeguate o difficili da ottenere, i salari sono inadeguati o il costo della vita è talmente alto. E' lì che la speculazione capitalistica dei pochi sfrutta la povertà e il disagio sociale per incamerare profitti e dunque capitali ingenti. In una società equa il capitalismo non esisterebbe. Esisterebbe un sistema dove ognuno ha il suo e vive una vita dove non gli manca nulla: una casa, un salario, il riposo adeguato, gli hobby, le cure gratuite, una pensione, le vacanza e una famiglia. Ma in una società dominata dal capitale, l'agio tuo è il mio disagio e viceversa.
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Martino Dettori retweeted
The human species has essentially been transformed into a giant profit-generating machine for corporations. Under capitalism, humanity exists to serve the interests of the corporation. We are all livestock; beasts of burden used to carry margin expansion forward from quarterly statement to quarterly statement. Enjoyment of life has no value other than the extent to which it can be used to increase the net worth of the shareholders. That’s why everyone’s so unhappy. We’re not living with purpose. We’re not working together to build a better world and a better future, we’re just pulling levers to turn gears to make the arrow line go up on the graph in the conference room. It’s a hollow, pointless way for people to live. It makes our whole culture vapid and soulless. Music is made to be as profitable as possible, which means giving it the broadest possible appeal using formulaic song structure calculated to cause a chemical response in the largest number of human brains. Movies are designed to draw the largest possible box office revenue at the lowest possible risk to studios and investors, often by just rehashing a movie that’s already proven successful in the past or by slapping together a story about an IP with pre-existing mass appeal. Food is made to be fast and addictive rather than nourishing. Healthy human connection has been commodified as social media intertwines with friendships and dating apps insert themselves into the development of romantic relationships. Human sexuality is being warped and twisted as internet porn normalizes violence and degradation for the maximum number of clicks. Attention and engagement have been monetized, creating an information ecosystem dominated by conflict and gossip designed to appeal to our baser instincts. Advertisement is injected into every possible corner of our waking sensory experience, with any available space where the eye might rest or the ear might listen being flooded with psychological manipulation compelling us to consume. They’ll start running commercials in our dreams the instant they have the technology to do so. You spend eight hours at the office working to generate corporate profits, then you come home and consume products to profit other corporations. You need your beer and snacks to unwind, your streaming services and social media to distract your mind from the stress of it all, your online clothing purchase to try to feel good about yourself, and your prescription drugs to get to sleep at night. People live their entire lives like this. And that’s those of us who are lucky enough to be living in the global north. In the global south you get wage slavery and exploitation with far more toil, far less relaxation time, and no cheap products made by impoverished workers on other continents with which to comfort yourself. All of humanity has been roped into this mess. And for what? To make the numbers in some bank accounts increase. To get some green arrows pointing upward on the stock exchange. To enable a few billionaires to buy islands and elections. All while destroying the biosphere we all depend on for survival. This, we are told, is the best possible system we could possibly be living under. I personally do not believe this is true. I personally believe we can have better. Those who benefit from this current arrangement are going to assure us it’s impossible and do everything they can to stop us from changing it, but we do have the means to reclaim the wealth, dignity and happiness that they have stolen from us. They built this whole machine on our backs. All we need to do is stand up.
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Click. Una banca centrale che non sia sotto il controllo del governo non esprime un sistema democratico, perché se non è sotto il controllo di un governo democraticamente eletto, è sotto il controllo di banche private e dunque di interessi privati. Sicché, puoi eleggere chi vuoi, ma saranno sempre i soliti a decidere il tuo destino, e non ho buone notizie sul punto...

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Un altro che ci tiene a farci capire quanto non capisca nulla. Ci vuole una banca sotto il controllo del governo per gestire gli effetti dell’inflazione. Come ampiamente dimostrato dalla storia.
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Martino Dettori retweeted
Here's a list of the reasons women provide for why they got an abortion. The least common explanation was incest, followed by rape. The most common was that having a baby would be a lot to handle.
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Martino Dettori retweeted
Replying to @Matteilbro
No, la soluzione sarebbe semplicemente un'altra: fermare la speculazione nel mercato energetico, riprendere ad acquistare gas e petrolio russo, come avrebbe sempre dovuto essere. Significa sostenere le ragioni dell'Iran contro le aggressioni di Usraele. Insomma, significherebbe fare gli interessi degli italiani e persino dell'Europa. Ma la verità è che siamo schiavi degli interessi anglo-americani e di un'ideologia sballata, e dunque ci stiamo autodistruggendo. Se combatti un'inflazione da offerta con l'aumento dei tassi, stai peggiorando ulteriormente la situazione per salvare i capitali di qualcuno, non di certo per salvare l'economia reale. Dunque è una scelta scientificamente consapevole. Le ricadute sono chiare, perché la BC non può creare magicamente energia a basso costo: l'aumento dei tassi non cura la scarsità da offerta (l'energia che aumenta - peraltro con pesanti risvolti speculativi). "Cura" i nostri consumi. Sicché, il denaro costa di più: i mutui, i prestiti aziendali e i finanziamenti diventano più cari. Le famiglie spendono di meno e stringono la cinghia perché il credito costa troppo e conviene di più risparmiare. Di guisa che le aziende finiscono per investire di meno. Se poi la situazione peggiora, molti non faranno altro che delocalizzare, dunque potrebbe persino aumentare la disoccupazione. Dunque, per salvare due rentiers dalla svalutazione dei loro capitali, finisci per strangolare famiglie e imprese. Ma del resto è questa la mission della BCE: la stabilità dei prezzi che non è altro che la stabilità degli investimenti finanziari. Dell'occupazione se ne fregano, dei consumi pure.
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Martino Dettori retweeted
Il problema non è eseguire questa diagnosi: è farle trovare una forte e consapevole rappresentanza politica. Perché esiste una barriera mediatica che lo impedisce ed esiste un coacervo intrecciato di istituzioni, molte create o "riorientate", (rispetto alla loro mission costituzionale), a seguito della incessante pressione delle fonti UE, che ignora la diagnosi, per formazione e confortevole inerzia. Qual è dunque la soluzione operativa? Dovrebbe svilupparsi su molte linee simultanee e richiederebbe un "Legislatore eroico" (cit. di GB. VIco), supportato da un'adeguata e coerente "line" di decisori. Costruire questa soluzione, nonostante gli ostacoli profondamente strutturati sopra indicati, è TUTTO il lavoro da fare...
Per trent’anni ci hanno raccontato che l’Italia doveva rinunciare a pezzi decisivi della propria sovranità economica in cambio di più benessere, stabilità e peso internazionale. Oggi i dati raccontano un’altra storia: salari fermi, potere d’acquisto in calo, risparmi erosi, giovani impoveriti, ceto medio sotto pressione e ricchezza sempre più concentrata. Non è una crisi passeggera: è il risultato di un modello che ha compresso lavoro, domanda interna, investimenti pubblici e democrazia sostanziale. Senza sovranità economica non c’è giustizia sociale. E senza giustizia sociale non c’è libertà politica.
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⚽️🔴Buongiorno. Il mio nuovo substack: "La Russia viene esclusa dai mondiali di calcio e l'Iran fa fatica a entrare negli Stati Uniti, certificando che anche nello sport esistono i deprecabili doppi standard occidentali." ➡️Link nel primo commento. "... un evento sportivo che dovrebbe unire il mondo intero e creare i presupposti per la pace, quanto meno per il tempo di una partita di calcio, diventa la proverbiale scusa per soffiare sul fuoco dello scontro geopolitico e — peggio — diventa il solito tentativo (ben noto)..."
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Martino Dettori retweeted
Cioè, ma vi rendete conto di cosa significa? Significa che aumenterà il costo del denaro. In altre parole significa che la nostra economia, dovendo già subire l'aumentato costo dell'energia per le idiozie anti-russe e la guerra in Iran scatenata dai nostri "amici" usraeliani, ora dovrà pure caricarsi sul groppone l'aumentato costo del denaro. A ruota: costi di produzione aumentati, prezzi sugli scaffali probabilmente più alti. Io mi chiedo per l'ennesima volta come sia possibile che esista una classe politica che accetta questo sistema schizofrenico e allo stesso tempo ridicolo come se fosse la cosa più normale del mondo. E' come se un paziente avesse la polmonite, e anziché curarlo, lo si espone al freddo e al gelo per acuire la sua infezione. La verità è che una banca centrale indipendente (che peraltro abbia come sua unica missione la stabilità monetaria) NON E' compatibile con gli interessi del nostro paese e non è compatibile con la democrazia. Fin quando non ci si renderà conto di questa ovvia verità - che le balle liberiste hanno nascosto sotto la retorica dell'inflazione - subiremo le decisioni assurde di gente che non è stata eletta da nessuno e che a nessuno risponde politicamente.
#BREAKINGNEWS 🔴La Bce ha aumentato i tassi d'interesse di 25 punti base. Il tasso sui depositi sale al 2,25%
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Martino Dettori retweeted
Replying to @ilpetulante
Fino a 2 anni fa la disoccupazione veniva obbligatoriamente usata per stabilizzare i prezzi (NAWRU e NAIRU). Da quei parametri veniva arbitrariamente stabilito l'output gap come vincolo di spesa. Un assurdo cilicio all'economia reale per garantire le rendite finanziarie.
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Capite perché viviamo in un contesto surreale? La BCE ha un'unica missione: la stabilità dei prezzi. L'ho detto diverse volte: nella UE, l"occupazione è un obiettivo secondario ed eventuale, e per certi versi non del tutto auspicabile. Ciò che conta è la stabilità dei prezzi. Questa volta però non lo dico io. Per cui se qualcuno avesse avuto dubbi al riguardo...
The ECB is expected to initiate interest rate hikes today. While this may draw criticism from some given the current growth context, the Bank actually has little choice. Unlike the Fed’s dual mandate of inflation and employment, the ECB has a single mandate: price stability. #ECB #centralbanks #Inflation #Economy
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Martino Dettori retweeted
Replying to @Stefanutti8
Anche noi lo siamo, finché non proviamo a uscire dal cortile americano.
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La Russia conduce una guerra di attrito e logoramento, che sta "dissanguando" l'Europa a causa della NATO che ha avuto la bella idea di entrare nel giardino di casa della Russia. Se lo avesse fatto qualcuno in Messico o in Canada, credo che gli USA avrebbero fatto lo stesso, con la differenza che l'Occidente avrebbe applaudito compiaciuto della risolutezza americana. Questa guerra sta peggiorando le nostre vite, ma a causa dell'Europa che non accetta la sconfitta strategica e ha anteposto gli interessi americani ai nostri. Il nostro interesse sarebbe stato proseguire le relazioni con la Russia e cercare di trovare una soluzione definitiva ai motivi di attrito tra Ucraina e Russia. La Russia è parte dell'Europa e le sue risorse naturali avrebbero davvero reso il continente capace di sostenere le sfide del ventunesimo e ventiduesimo secolo, e invece abbiamo seguito Washington e il tentativo di tenere in vita il suo sistema unipolare basato sul capitalismo finanziario transnazionale. La minaccia atomica purtroppo esiste, ed è vero, ma è rifiorita a causa dell'Europa che ha trasformato un conflitto (che ha le sue precise ragioni storiche e politiche) in una crociata "russofoba" che non avevo mai visto per nessun altro paese coinvolto in una guerra. Infine, l'Italia. Come ho sempre sostenuto, l'Italia avrebbe dovuto rimanere neutrale e imparziale. L'adesione alla NATO non avrebbe dovuto in alcun modo influenzare la nostra equidistanza, fino a quando la minaccia non si fosse fatta concreta per il nostro paese. Cosa che, chiaramente, non è mai accaduta.
🔵#Ucraina, Crosetto: "Torna attuale la minaccia #atomica che pensavamo aver consegnato ai libri di storia", così il ministro alle commissioni parlamentari riunite Esteri e Difesa. "Conflitto in stallo. Alla Russia sarebbero necessari 10 anni per conquistare tutto il Donbass".
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Martino Dettori retweeted
Ho mandato una squadra di agenti AI a seguire il caso Belfast su X. Sono tornati con qualcosa di molto più interessante della cronaca... come al solito, link nel primo commento.
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