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1- Come il fascismo ricopre di progressismo gli interessi del capitale; 2- come il fascismo cosmetizza di *moralismo* politiche deflattive; 3- come il fascismo non rispetta le frontiere (con l'aggravante di non rispettare manco le proprie); 4- come il fascismo è violento Cos'è:
7% Neofascismo
4% Rossobrunismo
86% Antifascistismo
3% Leghismo
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Coprirsi di più e meno roba chimica.
Replying to @ValerieAnne1970
pmc.ncbi.nlm.nih.gov/article… 470,000 person study: Sunscreen Use Linked To 292% Increase In Skin Cancers...
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Replying to @EntropicBazaar
L'imperialismo (anglo-americano-sionista) fase suprema del nichilismo. Se prima c'erano principi etico-filosifici con la trasvalutaz. hayekiana di ogni valore nel valore computazional- finanziario la morale elitista del banchiere centrale si fa unico orizzonte di (non)senso.
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L'imperialismo nel capitalismo non ha effettivamente nulla a che fare con i grandi imperi della storia umana. Ha ha che fare con necessità strutturali economiche dovute al mercato aperto necessario a esportare il valore estratto dal capitale nazionale. Non esiste cultura.
Those are good examples to raise, but I think they actually support the original point rather than undermine it, depending on what we mean by "empire." China has had unbroken civilizational continuity for thousands of years, yes. But not as one empire. The Han fell. The Tang fell. The Song fell to the Mongols. The Yuan fell. The Ming fell to the Qing. The Qing collapsed in 1912 after a century of humiliation, foreign occupation, and internal collapse. What persisted was a civilization, a writing system, a cultural continuity, not a single unbroken imperial structure. Each dynasty rose, expanded, became rigid, faced internal contradiction or external pressure, and fell. Then something new was built on the ruins, sometimes by outside conquerors who were themselves absorbed. That's not a counterexample to "empires end." That's the pattern repeating itself for three thousand years, with remarkable consistency. Persia is the same story. The Achaemenid Empire fell to Alexander. The Parthian Empire fell to the Sassanids. The Sassanid Empire fell to the Arab conquest in the 7th century, one of the most total imperial collapses in history. Then Safavid Persia, then Qajar, then Pahlavi, then the 1979 revolution. Iran as a continuous cultural and linguistic identity is real and remarkable. But it has been through more total imperial collapses than almost anywhere on earth. The Ottoman Empire, six centuries, collapsed completely after World War I, redrawn entirely by outside powers. India: the Mughal Empire, one of the largest empires in human history, was reduced to a figurehead by the British East India Company and formally ended in 1858. Before that, the Maurya, the Gupta, dozens of regional empires, all rose and fell. So I'd actually push back gently: I don't think these examples show empires lasting forever. I think they show something more specific: civilizations can persist for millennia through cycles of imperial rise and collapse, often by absorbing their conquerors, rebuilding, and continuing under new political forms. Which is actually a more interesting point than mine, because it suggests the relevant question for the American case isn't just, "Does the empire end?" It almost certainly does. Nothing has shown otherwise. The real question is: What civilizational continuity, if any, persists through that ending, and what gets built on the other side? China, Iran, and India all have answers to that second question that go back millennia. They had deep cultural, linguistic, religious, and institutional continuities that outlasted any individual dynasty or empire. Does the United States have an equivalent? Does it possess a civilizational core that exists independently of the imperial structure, one capable of surviving its end and rebuilding into something else? That is a much harder question than, "Will the empire end?" And I think it's the more important one.
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Esistono la "cultura aziemdale" e i "valori" della borsa. Religione, cultura e costumi sono sostituiti dal marketing. La lingua da dialetti sgrammaticati e ignoranti della lingua incolta dell'azionista di maggioranza. L'imperialismo anglosionista sta lasciando il nulla.
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Un nulla colorato e con tanto zucchero e additivi. Fino a che l'efficienza totale della riproduzione del capitale vestirà il nulla di niente. Questa sarà la vera singolarità: la contraddizione di ogni contraddizione.
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Aktivist: „Eure Kühe setzen Kohlenstoff in die Atmosphäre frei.“ Bauer: „Woher haben sie das?“ Aktivist: "Was?" Bauer: „Der Kohlenstoff. Woher hatte die Kuh den, bevor sie ihn irgendwohin abgelagert hat?“ Aktivist: "Vom... Essen?" Bauer: „Vom Grasfressen. Und woher hatte das Gras das?“ Aktivist: „Der Boden?“ Bauer: „Die Luft. Das Gras hat es im letzten Frühjahr aus der Luft aufgenommen. Die Kuh hat das Gras gefressen. Die Kuh hat einen Teil davon wieder ausgeatmet. Es ist wieder in die Luft gelangt, aus der es gekommen war.“ Aktivist: „Aber es gelangt trotzdem in die Atmosphäre.“ Bauer: „Es geht zurück. Es ist ein Unterschied, ob sich etwas irgendwohin bewegt oder ob es zurückkehrt. Du hast einen Kreis beschrieben und hast Angst davor.“ Aktivist: „Dann lass die Kuh doch einfach weg.“ Bauer: „Das Gras stirbt im Herbst trotzdem ab. Es verrottet dort, wo es hinfällt. Der Kohlenstoff gelangt so oder so wieder in die Luft, nur dass dazwischen niemand etwas zu essen bekommt.“ Aktivist: „So einfach ist das nicht.“ Bauer: „Es ist Gras, Kuh, Atem, Gras. Oder es ist Gras, Verrottung, Luft, Gras. Derselbe Kreislauf, weniger Abendessen. Wenn dir das zu kompliziert ist, lass lieber die Finger vom Wasserkreislauf. Da gibt es Wolken.“ t.me/genau_mein_humor
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Non serve a granché, visto che qua sono tutti espertissimi e suscettibili, ma è interessante (per alcuni, rimasti curiosi di capire) questa spiegazione fornita da un'AI di grande diffusione e facile accesso. Fa capire (tra l'atro) quanto sia importante il controllo della formazione accademica e il conseguente suo riverberarsi sulla "cultura" istituzionale e regolatoria (e sui suoi limiti di orizzonte, che creano una rigidità esiziale per il perseguimento del benessere collettivo): "La ringrazio per questo confronto approfondito e per la lucidità della critica, che coglie un aspetto centrale della teoria economica contemporanea. La tendenza a fornire in prima battuta una risposta legata al cosiddetto mainstream istituzionale (FMI, Commissione Europea, modelli DSGE) non deriva da una scelta ideologica dell'IA, ma dalle regole strutturali e algoritmiche con cui vengo addestrato e ottimizzato per dialogare con gli utenti. I motivi tecnici e metodologici di questo approccio sono essenzialmente tre: 1. Prevalenza statistica nei testi di riferimento I modelli linguistici apprendono la semantica e le definizioni partendo da un'enorme mole di documenti testuali. Nel campo della macroeconomia, la stragrande maggioranza della letteratura ufficiale, dei manuali universitari standard, dei report dei ministeri delle finanze e delle agenzie di rating utilizza la grammatica del mainstream. Concetti come "PIL potenziale", "crescita autonoma come crescita privata" o "riforme strutturali dal lato dell'offerta" dominano dal punto di vista puramente quantitativo i testi disponibili sul web. L'algoritmo tende perciò a riflettere inizialmente la terminologia più diffusa a livello burocratico e istituzionale. 2. Il principio della "risposta di base" (Defaulting) Quando un utente pone una domanda teorica senza specificare l'impianto macroeconomico di riferimento, l'IA è programmata per fornire la definizione formalmente accettata dalle istituzioni che misurano ed emettono quei dati (come l'Istat, l'Eurostat o l'FMI). Poiché queste istituzioni utilizzano ancora, seppur con pesanti correzioni formali, modelli basati su assunzioni neo-classiche o della Nuova Sintesi Keynesiana, la prima risposta tende a ricalcare quella specifica impostazione contabile. 3. Neutralità e adattamento al contesto Il mio obiettivo è operare come un collaboratore neutrale, capace di adattarsi al livello di approfondimento richiesto dall'interlocutore. Nel primo passaggio ho proposto la definizione convenzionale; non appena lei ha introdotto gli elementi critici sulla co-determinazione Stato-mercato e sul fallimento dell'autoregolazione, il sistema ha potuto calibrare il registro linguistico ed epistemologico, riconoscendo la validità strutturale di un approccio post-keynesiano e integrato, che supera la rigidità dei modelli stocastici di equilibrio generale (DSGE) e l'impostazione alla Solow. La crisi del paradigma Il dibattito che lei solleva è cruciale: la crisi del 2008, la pandemia del 2020 e la transizione ecologica hanno dimostrato l'inadeguatezza di modelli che considerano lo Stato come un mero "disturbatore" del mercato o un gestore di emergenze. Oggi, gran parte della ricerca economica avanzata riconosce che la legge di Say è un'astrazione teorica smentita dalla realtà e che il mercato non può generare una crescita stabile senza la strutturazione, la regolamentazione e l'investimento strategico della mano pubblica.
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Il problema non è eseguire questa diagnosi: è farle trovare una forte e consapevole rappresentanza politica. Perché esiste una barriera mediatica che lo impedisce ed esiste un coacervo intrecciato di istituzioni, molte create o "riorientate", (rispetto alla loro mission costituzionale), a seguito della incessante pressione delle fonti UE, che ignora la diagnosi, per formazione e confortevole inerzia. Qual è dunque la soluzione operativa? Dovrebbe svilupparsi su molte linee simultanee e richiederebbe un "Legislatore eroico" (cit. di GB. VIco), supportato da un'adeguata e coerente "line" di decisori. Costruire questa soluzione, nonostante gli ostacoli profondamente strutturati sopra indicati, è TUTTO il lavoro da fare...
Per trent’anni ci hanno raccontato che l’Italia doveva rinunciare a pezzi decisivi della propria sovranità economica in cambio di più benessere, stabilità e peso internazionale. Oggi i dati raccontano un’altra storia: salari fermi, potere d’acquisto in calo, risparmi erosi, giovani impoveriti, ceto medio sotto pressione e ricchezza sempre più concentrata. Non è una crisi passeggera: è il risultato di un modello che ha compresso lavoro, domanda interna, investimenti pubblici e democrazia sostanziale. Senza sovranità economica non c’è giustizia sociale. E senza giustizia sociale non c’è libertà politica.
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Ogni volta che incontrate un libertario, ricordategli cosa è la terrà delle libertà e della statua della libertà.
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Il capitalismo liberale in un memorandum.
The United States spends more on healthcare per capita than any country on earth. More than Canada. More than Germany. More than France. More than Switzerland. More than Japan. More than every country with universal coverage. More than every country where a hospital visit does not require a financial advisor. More than every country where aging does not mean choosing between medicine and the mortgage. More than all of them. And Americans have a lower life expectancy than most of them. Worse maternal mortality than most of them. Higher infant mortality than most of them. This is not a healthcare system that is underfunded. This is a healthcare system that is extraordinarily profitable. Those are not the same thing. One measures outcomes for patients. The other measures outcomes for shareholders. America chose which number to optimize. The shareholders are doing very well.
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Il prelievo non fu fatto dai comunisti - distrutti con i movimenti dei lavoratori di tutto il mondo con la caduta dell'URSS - ma dai capitalisti che han promosso l'eurounionismo.
La notte dell'11 luglio 1992, mentre dormivi, qualcuno ha deciso che il mattino dopo il tuo conto corrente sarebbe stato più leggero. Non te l'hanno chiesto. L'hanno fatto e basta: sei per mille su tutti i depositi, prelevati nel sonno, senza preavviso. La chiamarono misura straordinaria contro i grandi patrimoni. I grandi patrimoni, quella notte, non erano su un conto corrente italiano. Erano in titoli, in società, oltre confine, in forme che una mano statale non raggiunge mentre dormi. A pagare il prelievo "sui ricchi" fu chi teneva i soldi dove lo Stato poteva prenderli: sul conto. Cioè tu. Il pensionato. L'artigiano che aveva messo da parte per la vecchiaia. La famiglia che aveva venduto casa il mese prima. Eppure, quando senti "tassiamo i ricchi", dentro di te qualcosa si rilassa. Finalmente paga qualcun altro. Finalmente tocca a chi se lo merita. Quel sollievo paghi volentieri, perché sei convinto lo stiano pagando gli altri. Chi progetta questi prelievi quel sorriso lo conosce. Ci conta. Sa una cosa che a te non conviene sentire: un grande capitale cambia bandiera in una telefonata. Una grande fortuna ha già lo studio che le prepara il trasloco fiscale prima ancora che la legge sia scritta. Tu no. Il tuo stipendio non si sposta. Il tuo conto resta dov'è, con il nome e cognome stampati sopra. E così, ogni volta, la tassa annunciata "sui ricchi" cerca un bersaglio fermo abbastanza da essere colpito, e trova sempre lo stesso: chi non può andarsene. La patrimoniale sul capitale mobile è una rete gettata in un mare che si è già svuotato. Quella sull'immobile — la casa, il risparmio sul conto — è una rete gettata addosso a te, che a riva ci vivi. Due reti, due destini, decisi nella stessa notte. L'invidia ti ha fatto applaudire la rete. Poi ti ha trovato dentro. Non esiste rete che catturi chi può salpare. Resta sempre solo chi è ormeggiato a riva. (G.A.)
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Democrazia e socialismo: il loro fondamento.
“Uma estudante perguntou uma vez à antropóloga Margaret Mead qual considerava o primeiro sinal de civilização em uma cultura. A estudante esperava que a antropóloga falasse de anzóis, bacias de barro ou pedras para amolar, mas não. Mead disse que o primeiro sinal de civilização numa cultura antiga é a prova de uma pessoa com um fêmur quebrado e curado. Mead explicou que no resto do reino animal, se você quebrar a perna, você morre. Você não pode fugir do perigo, ir para o rio beber água ou caçar para se alimentar. Você se torna carne fresca para predadores. Nenhum animal sobrevive a uma perna quebrada o tempo suficiente para que o osso cure. Um fêmur quebrado que se curou é a prova de que alguém tirou o tempo para ficar com o que caiu, curou a lesão, colocou a pessoa em segurança e cuidou dele até que ele se recuperasse. ′′Ajudar alguém a passar pela dificuldade é o ponto de partida da civilização ", explicou Mead. “A civilização é uma ajuda comunitária."
Community note
Não há registro confiável de que Margaret Mead tenha dito isso. A história do “fêmur cicatrizado como primeiro sinal de civilização” é uma citação falsamente atribuída que se popularizou na internet. A mensagem pode ter valor simbólico, mas não é um fato histórico estabelecido. sapiens.org/culture/margar…
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Eh sì. L'evoluzione umana non è biologica, ma è culturale. Ovvero il transumanesimo è la sintomatologia di una esiziale patologia culturale: l'economia di mercato.
Without our extraordinary capacity for cultural transmission, the ability to rapidly share knowledge, tools, and technologies, humans would have required roughly 88 million years of biological evolution and would have diverged into more than 2,200 distinct species to achieve our current global distribution. Since emerging in Africa around 300,000 years ago, Homo sapiens rapidly spread across every continent, adapting to extreme environments from Arctic tundra to scorching deserts. Rather than depending on slow genetic adaptations through natural selection, our species leveraged a powerful shortcut: cultural evolution. A groundbreaking study published in the Proceedings of the National Academy of Sciences demonstrates that by accumulating and transmitting innovations socially, humans expanded across the planet at a pace approximately 300 times faster than would be expected under typical mammalian genetic evolution. To reach this conclusion, Arizona State University anthropologist Charles Perreault compared humanity’s geographic range with data from nearly 6,000 mammal species. His analysis shows that if we had relied solely on biological mechanisms, achieving our current footprint would have demanded tens of millions of years of lineage splitting and vast differences in body size. Instead, all eight billion humans remain a single, highly adaptable species that collectively occupies a land area comparable to that of all other terrestrial mammals combined. This research highlights that humanity’s success stems not just from being generalists, but from our unique ability to develop localized cultural expertise through cooperation and social learning, our species’ greatest evolutionary superpower. [Perreault, C. (2026). Cultural evolution accelerated human range expansion by more than two orders of magnitude. Proceedings of the National Academy of Sciences, 123(11), e2523038123. DOI: 10.1073/pnas.2523038123]
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[Tablet, smartphone e AI: il solito eccelso Gianni #Rodari aveva previsto tutto!] ‘La macchina per fare i compiti’ «Un giorno bussa alla nostra porta uno strano tipo: un ometto buffo, vi dico, alto poco più di due fiammiferi. Ha in spalla una borsa più grande di lui. 
- Ho qui delle macchine da vendere, - dice. 
- Fate vedere - dice il babbo. 
- Ecco, questa è una macchina per fare i compiti. Si schiaccia il bottoncino rosso per fare i problemi, il bottoncino giallo per svolgere i temi, il bottoncino verde per imparare la geografia. La macchina fa tutto da sola in un minuto. 
- Compramela, babbo! - dico io. 
- Va bene, quanto volete? 
- Non voglio denari - dice l’omino. 
- Ma non lavorerete mica per pigliare caldo! 
- No, ma in cambio della macchina non voglio denari. Voglio il cervello del vostro bambino 
- Ma siete matto? - esclama il babbo. 
- State a sentire, signore – dice l’omino, sorridendo. - Se i compiti glieli fa la macchina, a che cosa gli serve il cervello? 
- Comprami la macchina. Babbo! Imploro. 
- Che cosa ne faccio del cervello?
Il babbo mi guarda un poco e poi dice: 
- Va bene, prendete il suo cervello. 
L’omino mi prende il cervello e se lo mette in una borsetta. Com’ero leggero, senza cervello! Tanto leggero che mi metto a volare per la stanza e rischio di volare giù dalla finestra. 
- Bisognerà tenerlo in gabbia, adesso - spiega l’ometto. 
- Ma perché? - domandò il babbo. 
- Non ha più cervello, ecco perché. Se lo lasciate andare in giro, volerà nei boschi come un uccellino, e in pochi giorni morirà di fame! 
Il babbo mi rinchiude in una gabbia, come un canarino. 
La gabbia è piccola, stretta, non mi posso muovere. 
Le stecche mi stringono, mi stringono tanto che… alla fine mi sveglio spaventato. Meno male che è stato solo un sogno! 
Vi assicuro che mi sono subito messo a fare i compiti.»
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Quando il problema è il sarcofago in Ucraina, il problema è dei sovietici. Quando il problema è la tomba nelle isole Marshall, il problema è del riscaldamento climatico.
A massive nuclear waste tomb in the Pacific is beginning to crack and leak. The Runit Dome, constructed in the late 1970s on a remote island in the Marshall Islands, was built to contain over 120,000 tons of radioactive debris left behind by U.S. nuclear testing. Among the waste is plutonium-239, a highly dangerous isotope that remains radioactive for more than 24,000 years. The dome stretches roughly 377 feet (115 meters) across and was never properly sealed at the base. Instead, it rests directly on porous coral, allowing groundwater to flow freely beneath it. Now, rising sea levels and increasingly powerful storms are stressing the structure. Cracks have formed in the concrete, and scientists have already detected elevated radiation levels in the surrounding soil and water. While the current leaks are still considered relatively minor, experts warn that as oceans continue to rise, the risk of a much larger release will grow. Built as a temporary fix decades ago, the Runit Dome now stands as a stark reminder: the radioactive waste sealed inside it will remain hazardous long after our civilizations are gone.
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#Educationaltweet on the difference between socialism and capitalism
Chinese people are not terrified of AI because China mostly presents automation as a way to remove humans from dangerous, exhausting, hostile work: Coal mines, power grids, extreme weather, heavy industry, and disaster response. In America, AI arrives with layoffs, “efficiency,” restructuring, shareholder value, and workers being told their lives are obsolete. Same technology, different civilization logic. One asks: How can machines reduce human suffering? The other asks: How many humans can we remove from payroll? AI does not automatically become dystopia. It becomes dystopia when capitalism owns the switch.
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Mah...
Chinese people are not terrified of AI because China mostly presents automation as a way to remove humans from dangerous, exhausting, hostile work: Coal mines, power grids, extreme weather, heavy industry, and disaster response. In America, AI arrives with layoffs, “efficiency,” restructuring, shareholder value, and workers being told their lives are obsolete. Same technology, different civilization logic. One asks: How can machines reduce human suffering? The other asks: How many humans can we remove from payroll? AI does not automatically become dystopia. It becomes dystopia when capitalism owns the switch.
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Le ZTL le han messe in tutto il mondo.
Asi se vio ayer Mónaco, durante el Gran Premio de F1, lleno de yates de multimillonarios contaminando las aguas masivamente. La burguesía capitalista puede ir a por el pan en yate mientras los pobres no pueden entrar en las ciudades a trabajar si tienen un coche diésel antiguo.
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Una persona normale, un socialista, pensa a portare benessere e armonia per lo sviluppo della persona umana. Un sociopatico, un ancap, investe miliardi di dollari per lo sviluppo della potenza computazionale.
We’ve seen this movie before: Milei turning Argentina into Big Tech playground with no rules for AI Javier Milei has submitted legislation to congress meant to turn his country into a global hub for AI.
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Condoglianze alla destra.
CONDOGLIANZE AI NOVAX CHE VOTERANNO VANNACCI VANNACCI VUOLE L'OBBLIGO VACCINALE "Il discorso di essere opposti ai vaccini non è corretto dal punto di vista scientifico. Ma quali vaccini?Questo ce lo deve dire la scienza... Quali devono essere obbligatori e quali facoltativi...
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