A Nardo, daje, partimo piano che sennò te spaventi.
“L’Unione Europea esiste contro la volontà del popolo italiano”?
Bella frase a effetto. Peccato che la realtà storica te smentisce senza manco alzà la voce.
Il fatto che ti rovina la tesi
Nel 1989 in Italia si è tenuto un referendum nazionale (consultivo, ma politico fino al midollo) proprio sul processo di integrazione europea: gli italiani dovevano dire se volevano dare mandato al Parlamento europeo di avviare una Unione politica.
Risultato?
•Affluenza: circa 88% (non quattro gatti, praticamente tutta l’Italia adulta)
•SÌ: circa 88%
•NO: briciole
Una vittoria plebiscitaria. Altro che “contro la volontà del popolo”.
E no, non l’hanno votato:
•“le élite di Bruxelles” (che manco esistevano così),
•i poteri forti col mantello,
•o i rettiliani sotto Montecitorio.
L’hanno votato:
•i tuoi nonni,
•i tuoi genitori,
•gli operai,
•gli impiegati,
•chi votava DC, PCI, PSI, liberali, repubblicani,
•praticamente tutto l’arco costituzionale.
Se oggi qualcuno dice “il popolo non voleva l’Europa”, sta implicitamente dicendo che:
👉 il popolo italiano del 1989 era stupido o manipolato
oppure
👉 la democrazia vale solo quando vince chi piace a lui.
Due precisazioni (prima che parta il solito benaltrismo)
•L’Italia è entrata nella Comunità Europea con il Trattato di Roma del 1957, ratificato dal Parlamento eletto dagli italiani → democrazia rappresentativa, non colpo di Stato.
•L’Unione Europea non è piovuta dal cielo: è un processo graduale, sostenuto per decenni da maggioranze politiche votate dagli italiani. Può piacerti o no l’Europa di oggi.
Puoi criticarla, riformarla, pure volerci uscire.
Ma dire che “esiste contro la volontà del popolo italiano” significa:
•non conoscere la storia,
•oppure far finta che milioni di voti non siano mai esistiti.
E guarda caso, Nardo, quelli che dicono “il popolo non voleva”
sono sempre gli stessi che quel referendum l’hanno perso…
oppure non erano manco nati quando il popolo decideva davvero.