In Italia dal 2026 le crypto spot verranno tassate al 33%.
Trentatré. Per cento.
Una percentuale che non ha alcun senso economico, né logico, né competitivo. È una tassa punitiva, non una tassa equa.
Parliamo di investimenti spot, non di leva, non di derivati complessi, non di attività speculative ad altissimo rischio.
Eppure lo Stato italiano decide di trattare chi investe in crypto peggio di chi investe in azioni, ETF o fondi, e spesso peggio di chi fa impresa.
Ora guardiamoci intorno.
In Germania, se tieni Bitcoin più di un anno → tassazione zero.
In Portogallo, per anni è stato un paradiso fiscale crypto e ancora oggi resta molto più favorevole.
In Svizzera, se sei un investitore privato → niente capital gain.
In Francia, flat tax al 30%.
In Olanda, tassazione patrimoniale, non sui capital gain realizzati.
E poi c’è l’Italia. Che non innova, non attrae capitali, non crea ecosistemi… ma tassa come se stesse combattendo un nemico. Cazzo, un nemico.
Il messaggio è chiarissimo: “Se investi in crypto, qui non sei il benvenuto.”
E indovina il risultato?
- capitali che se ne vanno
- giovani che scappano
- imprenditori che cambiano residenza
- talento che emigra
E lo Stato? Incassa meno, non di più.
Perché una tassazione così alta non aumenta il gettito, lo distrugge. Spinge le persone fuori dal sistema, non dentro.
E ora la domanda finale, quella scomoda. Quella che nessuno fa...
I nostri politici “pro crypto”, quelli super shillati, quelli dei post, delle conferenze e delle foto con Bitcoin… cosa hanno fatto concretamente per bloccare questo scempio?
Perché qui non parliamo di tweet, panel o storytelling.
Parliamo di leggi.
E su questo:
- nessun emendamento serio
- nessuna presa di posizione forte
- nessuna difesa reale del settore
Solo silenzio.
Il paradosso finale è questo: mentre l’Europa "chiacchiera" di innovazione, blockchain, tokenizzazione, AI e finanza del futuro…
l’Italia risponde con una tassa da paese spaventato, non da paese evoluto.
E poi ci chiediamo perché non nascono unicorni, non arrivano investitori, non restano i capitali.
La verità è semplice e fa male dirla: a livello fiscale sulle crypto, facciamo ridere rispetto al resto d’Europa.
E finché non lo ammettiamo, continueremo a perdere tempo, soldi e persone.