IERI ERA UN “GOMBLODDO”. OGGI È UNA NOTIZIA ANSA.
Curiosa questa epoca.
Ieri pubblicavamo la notizia dei documenti desecretati americani sui biolaboratori finanziati dagli Stati Uniti in Ucraina.
Apriti cielo.
Partivano le sirene dei professionisti del debunking, degli esperti da salotto e dei sacerdoti del fact-checking permanente.
“Gombloddo!”
“Propaganda!”
“Disinformazione russa!”
“Putiniani!”
Oggi invece arriva ANSA.
E non si limita a dire che quei laboratori esistono.
Scrive che si tratta di laboratori finanziati dagli Stati Uniti e che uno di essi sarebbe particolarmente preoccupante perché potrebbe contenere agenti patogeni pericolosi.
Capite il passaggio?
Non stiamo più discutendo se esistano.
Stiamo discutendo di COSA contengano e dei RISCHI connessi.
La domanda interessante non è più chi avesse ragione.
La domanda interessante è un’altra:
quante persone sono state ridicolizzate, censurate o bollate come complottiste semplicemente per aver posto una domanda che oggi compare sulle agenzie di stampa?
La storia recente sembra seguire sempre lo stesso copione.
Fase 1: “Non esiste.”
Fase 2: “Esiste, ma è irrilevante.”
Fase 3: “Esiste ed è importante, ma lo abbiamo sempre detto.”
E il pubblico, puntualmente, deve fingere di non ricordare le prime due fasi.
La memoria, evidentemente, resta il patogeno più pericoloso di tutti.
(Don Chisciotte)