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MANIFESTO DEL MOVIMENTO DRIN DRIN @micheleboldrin L'Associazione Drin Drin nasce da una scommessa sugli italiani: siamo convinti che ve ne siano alcuni milioni disposti a farsi carico di riportare il paese su un sentiero di crescita economica, prosperità sociale e rinascimento culturale. Nello spazio di due mesi ben undicimila italiani hanno risposto positivamente alla nostra sfida dicendo “son qua, pronto a fare la mia parte” ed altre centinaia di risposte continuano ad arrivare. Partiamo da due fatti che le élite politiche e buona parte dei nostri concittadini negano: (i) da circa 40 anni l’Italia indietreggia socio-economicamente rispetto al resto del mondo; (ii) questo avviene non a causa di un destino cinico e baro ma per via di scelte fatte dalla maggioranza degli italiani, illusi da proposte politiche ingannevoli e di corto respiro. I gruppi sociali che pagano il prezzo della stagnazione sono quelli più giovani e competenti, quelli maggiormente produttivi e globalizzati, quelli intellettualmente più avanzati e aperti all’incontro con altre culture. Fette sempre più ampie della generazione under 40, laureati e non, se ne vanno a studiare o lavorare altrove, senza alcuna intenzione di tornare. Il Paese sta perdendo una percentuale crescente delle sue cittadine e dei suoi cittadini più capaci. Fra quelli che rimangono a si diffonde lo scoramento, la sfiducia nel futuro, l’arrangiarsi attraverso furbizie e sotterfugi. La drammatica crisi demografica va vista come il risultato e non come la causa dell’involuzione pluridecennale del paese. Questi gruppi sociali sono oggi privi di rappresentanza politica e visibilità mediatica. A loro, pilastri su cui poggia il futuro del nostro paese, ci rivolgiamo, consapevoli che, pur essendo minoritari ed esclusi dal dibattito, questi sono il motore produttivo dell’Italia e l’unica speranza per un suo futuro rinascimento. Per invertire la rotta occorre cambiare sia le politiche adottate, sia la visione del mondo che le ha generate. Questo richiede l’ammissione che la responsabilità di quanto accade è nostra e l’identificazione degli errori compiuti nell’ultimo mezzo secolo. A questo fine l’Associazione Drin Drin chiama a raccolta tutte le italiane e gli italiani competenti e di buona volontà che siano disposti a riflettere assieme, criticamente e senza preconcetti, sulle cause del declino per elaborare proposte politiche alternative a quelle perseguite sino ad ora. L’Associazione intende avviare un processo pubblico di costruzione di un partito che faccia proprie tali proposte. Un partito capace di andare oltre i fallimenti degli ultimi cinquant’anni. Un partito che vada oltre l’infimo livello dei populismi attuali, oltre ogni vuoto proclama ideologico, oltre la retorica identitaria, oltre le false promesse di miracolose panacee, oltre l’utopia infantile del pasto gratis, oltre la mitologia dell’uomo o donna del destino che tutto può, tutto promette e nulla combina. Un partito fondato sulla competenza, sull’onestà intellettuale e sulla concretezza che riunisca i milioni di italiani capaci, attivi, coraggiosi e non rassegnati che perseguono un futuro migliore. L'Associazione Drin Drin ha un progetto chiaro: fondare la nuova piattaforma politica entro la fine dell’estate 2025. Nel periodo di tempo che intercorre sino ad allora l’Associazione perseguira il suo obiettivo finale attraverso le seguenti fasi operative. i) Raccolta di adesioni e costruzione di una struttura organizzativa - territoriale e professionale - che copra l’intero paese. ii) Produzione di analisi sulle cause del declino attraverso il coinvolgimento dei protagonisti della vita socio-economica del paese, di studiosi e di esperti nazionali e internazionali. iii) Elaborazione di una piattaforma politico-programmatica di precise e specifiche riforme strutturali che mirino alle radici delle cause di cui al punto ii). iv) Costruzione, attraverso un ampio processo pubblico di dibattito e selezione democratica della dirigenza, di un partito politico che tale piattaforma faccia propria in modo convincente e credibile. v) Congresso di fondazione di tale partito ed elezione democratica e pubblica dei suoi organi dirigenti locali, regionali e nazionali. L'Associazione Drin Drin si è data un termine ultimo: l'estate 2025. Se entro tale data gli obiettivi precedenti saranno stati raggiunti, l'associazione si scioglierà avendo esaurito lo scopo per il quale viene oggi fondata. Qualora, ad un anno da oggi, dovessimo concludere di non aver adeguatamente raggiunto i compiti che ci siamo prefissi, l’Associazione si scioglierà ugualmente. Le esperienze di impegno civico e sociale perseguite da alcuni di noi, e gli errori compiuti, ci hanno insegnato alcune lezioni di cui vorremmo far tesoro: (i) che l’approssimazione, l’esagerazione, il pressapochismo e il non rispetto di stretti criteri etici e professionali vanno meticolosamente evitati; (ii) che per una forza che si ponga come alternativa all’esistente, la predicazione tutta ideologica [liberale o altro che la si voglia chiamare] mentre può generare grandi entusiasmi nel breve periodo non è in grado di sostituire un’attenta e pragmatica proposta di cose da farsi e fattibili nel medio; (iii) che la costruzione di una forza politica capace di evitare i peggiori difetti storici della politica nazionale richiede pazienza, lungimiranza, perseveranza e, soprattutto, un continuo e pubblico esame delle scelte, delle persone e dei metodi politici adottati al fine di poter costruire, nel tempo, una squadra di governo che sia al contempo di grande competenza professionale e non riducibile alla figura simbolica di un qualche leader unico e insostituibile. È questo l'ultimo elemento fondamentale che definisce l’Associazione Drin Drin: la consapevolezza che esiste un'Italia capace, tecnicamente competente, altamente produttiva, tecnologicamente avanzata o per lo meno in grado di esserlo, moralmente coraggiosa e pronta ad assumersi i rischi e le responsabilità del cambiamento, aperta al mondo esterno e alle sue dinamiche nelle quali è soggetto attivo di primo piano nel Paese e nella crescente diaspora mondiale di talenti italiani. Questa Italia è da decenni priva di una rappresentanza politica! L’Associazione Drin Drin ha come propria ed unica finalità costruire una realtà che possa organizzare e dare finalmente voce a questa Italia capace e coraggiosa!
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Osservazione perfetta che conferma quello che cerco [non solo io, sia chiaro, ma anche io] di far capire da lungo tempo. IL TURISMO E' UN SETTORE TRAINATO DAGLI ALTRI, DA QUELLI IN CUI LA PRODUTTIVITA' CRESCE. IL TURISMO, PER SE, NON GENERA CRESCITA MA STAGNAZIONE E CONSEGUENTE POVERTA' PER LA MAGGIORANZA DEI SUOI OCCUPATI. SE VA BENE IL TURISMO GENERA RENDITE PER POCHI PRIVILEGIATI CHE CONTROLLANO POSIZIONI PRESTIGIOSE. Le retribuzioni nel settore turistico USA crescono perche' cresce la produttivita' del lavoro negli altri settori e questo aumenta il costo opportunita' di fare il cameriere, la pulizia delle camere o il manager dell'hotel. Oltre ad aumentare il costo opportunita' dei beni immobiliari che il settore turistico utilizza e che potrebbero avere altri usi. In un paese stagnante e in declino come l'Italia il valore aggiunto per ora lavorata del turismo NON puo' aumentare SE NON in quelle nicchie che vendono un prodotto molto di elite a turisti stranieri ricchi. SE quelle nicchie sono poche E SE il reddito altrove cresce, i turisti ricchi saranno disposti a pagare di piu' per l'accesso a quei luoghi particolari. Questo genera rendite per i proprietari dei luoghi "privilegiati" e minimi aumenti salariali per i dipendenti che sono, alla fin fine, generici e fungibili: un cameriere a Capri fa piu' o meno lo stesso lavoro del cameriere a Sottomarina. Infatti, nelle rare nicchie del turismo di lusso i prezzi crescono molto mentre i salari crescono solo marginalmente e solo per categorie di lavoratori molto specializzati che offrono servizi di "elite" ... Nel resto del settore turistico prezzi e salari stagnano nominalmente e quindi declinano in termini reali. IL TURISMO NON E' IL PETROLIO MA UN SUO DERIVATO: IL CATRAME IN CUI TI IMPANTI E CHE TI TIRA LENTAMENTE GIU! IL TURISMO E' CAUSA ED EFFETTO DEL DECLINO!
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🚨🇺🇦🇷🇺🇬🇧 Io lo capisco che è una calda serata d'agosto, ma questo intervento di Boris Johnson merita davvero di essere letto. L'ho tradotto appositamente per voi. PS: per quel che vale, sono totalmente d'accordo con BoJo. Non è più tempo di sottovalutare gli ucraini. E neanche di avere paura. Abbiamo l'obbligo morale di aiutarli. "E più in fretta". -------------------------------------------------------- È stata l'espressione del volto di #Putin a dire tutto: l'improvvisa indignazione dell'autocrate che sente la verità. Era in diretta TV e il governatore della regione di #Kursk stava spiegando cosa stava realmente accadendo alle città e ai villaggi russi. Sono stati sopraffatti, ha detto Alexey Smirnov. Gli ucraini avevano già conquistato una porzione di territorio profonda 12 km e larga 40. A questo punto i lineamenti di Putin hanno avuto un piccolo ma visibile spasmo, come quelli di una persona colpita da ictus, e ha stroncato l'uomo. Spettava ai militari spiegare questi dettagli, ha detto il presidente russo, e ha proseguito la conversazione. Ma Smirnov aveva chiarito il suo punto di vista. L'imbarazzo di Putin era sotto gli occhi di tutti e da quel momento, lunedì, la sua umiliazione si è intensificata. Quando ha lanciato la sua invasione malvagia e ingiustificata, più di due anni fa, credeva che gli ucraini si sarebbero piegati come fazzoletti. Pensava che le sue colonne corazzate avrebbero rovesciato Kyiv in pochi giorni. Nei suoi peggiori incubi non avrebbe mai immaginato che un giorno i carri armati ucraini avrebbero attraversato la Russia; o che avrebbero conquistato più territorio in circa una settimana - più di 1.000 chilometri quadrati - di quanto i russi abbiano conquistato in un anno. Non avrebbe mai immaginato di dover evacuare centinaia di migliaia di russi dalle loro case e di dover pagare 90 sterline a testa alle persone colpite. Quando Putin ha attaccato l'Ucraina, pensava che avrebbe presto installato un regime fantoccio a Kyiv. Ora scopre che gli ucraini hanno in realtà catturato 80 villaggi all'interno della Russia stessa e hanno istituito un'amministrazione militare nella città russa di Sudzha. Mentre scrivo, il contrattacco ucraino continua. Per quelli di noi che amano l'Ucraina e che vogliono appassionatamente che gli ucraini siano liberi, gli ultimi giorni sono stati esaltanti: le migliori notizie da molto tempo a questa parte. Questo fulmineo attacco alla regione di Kursk ci ricorda la verità fondamentale di tutta la guerra: che fin dall'inizio abbiamo sempre sottovalutato gli ucraini. Abbiamo sottovalutato il loro dono della sorpresa, il modo in cui hanno spietatamente tenuto segreto il loro ultimo piano. Abbiamo sottovalutato la loro audacia, la loro volontà di fare ciò che la gente riteneva impossibile. E abbiamo cronicamente sottovalutato la loro pura furia nei confronti dell'invasore russo - il profondo desiderio nei petti ucraini di espellere le truppe di Putin da ogni centimetro del territorio ucraino. Quindi, per amor del cielo, possiamo finalmente smetterla di schiamazzare, abbandonare la ridicola Putin-fobia e dare agli ucraini gli strumenti di cui hanno veramente bisogno per finire il lavoro; e con questo intendo il permesso adeguato di usare gli strumenti che abbiamo già dato. Tutti vogliamo che questa guerra finisca; tutti vogliamo fermare il massacro, da ogni parte. Quindi poniamo fine ai ritardi e alle mezze misure. Per quanto riguarda il sostegno del Regno Unito agli ucraini, è ora che il Primo Ministro laburista, Sir Keir Starmer, la smetta di tergiversare. Tutti possiamo capire perché l'operazione Kursk è tatticamente brillante. Prendendo e poi difendendo un pezzo di territorio russo, gli ucraini pongono a Putin un'ardua sfida strategica. Può lasciare che l'insulto passi inosservato - impossibile - oppure sarà costretto a riconquistare il territorio, villaggio per villaggio, con ondate di reclute. Ciò che questa guerra ha dimostrato finora è che è molto più costoso - in termini di sangue e armi - riprendere un pezzo di terra che difenderlo. Quindi Putin dovrà probabilmente dirottare le truppe da altre parti, e gli ucraini sperano naturalmente che questo alleggerisca la pressione nel Donbas. Qui, invece, sono i russi ad aver fatto dei progressi: hanno usato enormi bombe plananti lanciate dall'aria per radere al suolo le posizioni ucraine. Gli ucraini non sono stati in grado di reagire adeguatamente e di proteggersi, perché li abbiamo costretti a combattere con una mano legata dietro la schiena. L'unico modo per fermare le bombe plananti è colpire le basi aeree utilizzate dagli aerei russi; e l'unico modo per colpire queste basi è usare il kit occidentale di cui già dispongono. Gli ucraini hanno il sistema ATACMS degli Stati Uniti, hanno lo Storm Shadow del Regno Unito. Quello che non hanno sono le autorizzazioni necessarie per usare quei missili contro i loro aguzzini. Perché non lo facciamo? Perché non diamo loro la libertà di colpire i siti militari in Russia? Dopotutto, i russi hanno fatto piovere omicidi indiscriminati sulle città ucraine - per non parlare delle basi militari - per più di due anni. Ci viene detto, come sempre, che temiamo l'“escalation”. Ma in realtà chi teme davvero un'escalation è Putin. Ha perso centinaia di migliaia di truppe; ha perso enormi quantità di armature; è ora gravemente in difficoltà. Ora è il momento per gli amici dell'Ucraina, guidati da Stati Uniti e Regno Unito, di cambiare marcia. Nel corso di questo conflitto abbiamo avuto la tendenza non solo a sottovalutare gli ucraini, ma anche a essere troppo lenti e prudenti nel venire in loro aiuto. Finiamo sempre per cambiare idea e riconoscere la necessità di armare gli ucraini, ma solo dopo ritardi inconcepibili e conseguenti perdite di vite umane. Ricordate che nel 2022 abbiamo detto ai polacchi che non potevano nemmeno dare agli ucraini alcuni MiG-29 dell'era sovietica. Ebbene, gli Stati Uniti si sono spinti fino a fornire agli ucraini degli F-16. Ci è stato detto che sarebbe stato “provocatorio” e “un'escalation” se avessimo dato agli ucraini il tipo di armatura da battaglia di cui avevano bisogno. Oggi ci sono carri armati americani, francesi e tedeschi coinvolti nell'operazione Kursk e, naturalmente, i Challenger britannici. Sono stati i Challenger britannici a rompere il tabù sull'invio di carri armati e ad incoraggiare altri Paesi a seguirne l'esempio, così come la decisione britannica di fornire i missili anticarro NLAW ha incoraggiato altri Paesi europei a fornire i propri armamenti letali. Ora è il momento che il Regno Unito faccia di nuovo lo stesso: mostri un po' di leadership, mostri un po' di iniziativa su Storm Shadow, e il resto dei nostri amici e alleati seguirà l'esempio. Quando Volodymyr Zelensky si è recato in Gran Bretagna il mese scorso, è rimasto sbalordito quando gli è stato detto, da Keir Starmer, che aveva il permesso britannico di usare Storm Shadow contro le basi russe - solo che quel permesso è stato revocato pochi giorni dopo. È seguita una singolare comunicazione, a un giornale, secondo cui Storm Shadow poteva essere usato solo con il permesso “francese”. Posso assicurare ai lettori che si tratta di una completa assurdità. Certo, è sempre meglio - come diceva Churchill - fare le cose di concerto con gli americani. Ma queste sono armi britanniche, pagate dai contribuenti del Regno Unito, e dovremmo avere il coraggio di decidere come utilizzarle. Come il mio amico Ben Wallace non si stanca mai di dire, ci sono anche altre cose che dovremmo fare, come addestrare più truppe ucraine. Ma il compito più importante ora è dare agli ucraini le autorizzazioni di cui hanno bisogno per le armi che già possiedono, per risparmiare tempo e vite. Con il loro eroismo, gli ucraini hanno fatto esplodere ancora una volta il mito dell'invincibilità di Putin. Hanno dimostrato ai loro sostenitori occidentali, ancora una volta, che possono vincere e che vinceranno. Siamo moralmente obbligati ad aiutarli - e più in fretta. ---------------------------------------------------- Se apprezzi il mio lavoro, se ritieni che difficilmente avresti potuto leggere questo intervento altrove, ti chiedo di sostenere questo spazio di informazione indipendente. Iscriviti al Blog: steadyhq.com/it/dangelodario Ti ringrazio.
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Che paese di merda
Replying to @mbgiuffrida
E infatti... 8/8
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E infatti... 8/8
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Però io dico una cosa: sei in un incontro pubblico, ma possibile che nessuno (dei giornalisti presenti) si alzi e dica “ma che cazzo stai dicendo?” Ma nemmeno uno che le rida in faccia, ma davvero? Perché se è così la colpa non è sua.
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Replying to @LaStampa
Nooo! Geniale! Finanziato con aumenti in bolletta, cioè con il culo degli altri!?? Perché non “finanziato da investitori che assumono il rischio dell’investimento”, dato che “sole e vento sono gratis!”, poi?? 🤢🤮
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Criminali
Le forze russe hanno deportato un intero orfanotrofio di Kherson. Bambini e neonati prelevati illegalmente, dati in adozione con documenti di Mosca. L’ennesimo crimine di guerra putiniano documentato da un’inchiesta del New York Times. #Ukraine
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Le forze russe hanno deportato un intero orfanotrofio di Kherson. Bambini e neonati prelevati illegalmente, dati in adozione con documenti di Mosca. L’ennesimo crimine di guerra putiniano documentato da un’inchiesta del New York Times. #Ukraine
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Cambiare in peggio è possibile e forse è meglio che cominciano a capirlo anche dalle nostre parti
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#energiemerde Quando sui media leggete di 🇩🇪 che grazie alle sue fantastiche REN intermittenti (iREN) genera piu' del 100% della domanda (Load), ricordatevi che la realta', tutto il 2023, e' questa👇 Solo il 3,5% del tempo REN>Load, tipicamente weekend/festivi di bassa domanda
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@repubblica siete un giornale di disinformatori antiscientifici e bugiardi, @frasantolini sei una ballista, e come sempre siete invitati a dimostrarmi che ho torto in un confronto pubblico SUI DATI quando volete. 10/END.
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Dopo la mia testimonianza alla camera i soliti annientalisti sono partiti al contrattacco. Dagli affamatori di bambini di Greenpeace ai cialtroni di Qualenergia.
Oggi il fisico mancato @gonufrio riporta un vecchio articolo di Qualenergia in cui questi mirabolanti analisti si improvvisano ingegneri nucleari e analizzano le presunte criticità di questa filiera. Diamo un’occhiata assieme qualenergia.it/articoli/nucl… 1/15
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Oggi il fisico mancato @gonufrio riporta un vecchio articolo di Qualenergia in cui questi mirabolanti analisti si improvvisano ingegneri nucleari e analizzano le presunte criticità di questa filiera. Diamo un’occhiata assieme qualenergia.it/articoli/nucl… 1/15
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La Germania è una distopia.
5 Mar 2024
NET ZERO - Germany is chopping down 120,000 trees in the beautiful, ancient forest of Reinhardswald … to erect 241 meter Wind turbines. So they can say they are saving the planet 🤡
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Sole tre e meno male che si è fermato
🗣️ Tre bugie che Giuseppe Conte ha detto a @ShooterHatesYou nella sua intervista a teatro. 1⃣ Conte dice che nel Contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega non c’era scritto che bisognava togliere le sanzioni contro la Russia. È falso: c’era scritto proprio così. 1/8
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🗣️ Tre bugie che Giuseppe Conte ha detto a @ShooterHatesYou nella sua intervista a teatro. 1⃣ Conte dice che nel Contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega non c’era scritto che bisognava togliere le sanzioni contro la Russia. È falso: c’era scritto proprio così. 1/8
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Ecco come stanno davvero le cose, circa la sicurezza nucleare, secondo il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea... poi ci sono le bufale dei no-nuke a prescindere.... quando una cosa ti spaventa, misurala!
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Il PD ammette di farsi dettare le battaglie ambientali da Legambiente, WWF e Greenpeace. Il giorno in cui queste associazioni - soprattutto l’ultima - saranno private dell’autorità morale di cui godono a sinistra, sarà sempre troppo tardi. 1/4
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