Pensieri sparsi su patrimoniale e dintorni:
1. Il sistema fiscale italiano è iniquo e va riformato: meno tasse sul lavoro, soprattutto sui redditi medi, e più tassazione su rendite, immobili e successioni.
2. Ma una patrimoniale aggiunta alla tassazione attuale, senza compensazioni, non va da nessuna parte. Più in generale, una proposta politica che si basi su “più tasse” è, nella situazione attuale, morta in partenza.
3. C’è anche una percezione diffusissima, e non infondata, che la spesa pubblica sia spesso usata male. Per questo credo sia preferibile parlare di riforma complessiva, spending review (incredibile come non ne parli più nessuno) ed efficienza della spesa, non solo di nuove tasse.
4. C’è un’emergenza credibilità. Formazioni politiche corresponsabili di enormi spese a debito, a partire dai bonus edilizi, oggi si svegliano dicendo che bisogna aumentare le tasse per salvare il SSN. Così non funziona. Servono leadership credibili.
5. Più in generale, una formazione o coalizione politica che non sa proporre altro che nuove tasse, senza un’idea di Paese e senza una visione complessiva su come far ripartire un’economia che non cresce da troppo tempo, ripropone la solita minestra riscaldata. Forse può trovare riscontro in una parte dell’elettorato, ma non mi pare che così si renda un grande servizio al Paese.