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Make an actual God for mythology. You shouldn't make them a compositive multiple different things. You need to pick them accurately, just like how you should depict anybody from history accurately lol
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Il #27maggio 2003 moriva #LucianoBerio. Figura di primo piano dell'avanguardia musicale del dopoguerra, ha esplorato diverse dimensioni compositive: dall'esperienza seriale alla musica concreta fino alla elettroacustica e all'attenzione per il folk, il jazz e pure la canzonetta.
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May 23
$BTC 76s two week compositive value area lows was key as mentioned previously with belief that we see an impulsive move lower towards monthly value area lows around 71. Sellers continue to remain in control since losing the current developing monthly VWAP. The daily profile shows continued bearish migration, as sellers defended the 76.2k–76.5k area overnight and drove price below daily value. As long as acceptance remains below the 76.5k resistance area, the auction is likely to continue lower barring any short covering rallies, targeting the single prints and inefficiency around 73k, confluent with previous months vwap. From an EMA 12/25 perspective price is below the HTF bands from the H4, Daily and Weekly. Overall thoughts: If it looks like a range, trades like a range then it probably is a range - with some good rotations to trade over the coming months - flowing with the overall shift in context is key. I'm remaining swing short from 81.5s and will look to trade the market on both sides from an intraweek perspective whilst letting the swing short play out until its time to shift context. Cheers
May 18
$BTC Trading previous months value area... 71K - 79K range 79s strong resistance confluent with both Monthly and 2 week prev comp high 2 Week Prev comp low at 76 - confluent with the 25 weekly ema's Context shifting, heavy sell flows last several days... Break of 76s and thats a full context shift opening the path way to low 70s - with any meaningful short covering rallies & no continuation of passive buyers to support = likely to be faded into lower lows. Liquidations likely kick in if pressure under todays lows...
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#musicadaleggere a cura di Maurizio Galli (@GalliMaurizio69) "1987 > 1985 a story backwards" Nel pieno degli anni Ottanta, quando le traiettorie della new wave, del post-punk e delle prime avanguardie elettroniche si intersecavano in un crocevia di sperimentazione e urgenza espressiva, si consolidava un lessico sonoro inquieto, stratificato e densamente evocativo. Era un’epoca in cui l’estetica del frammento e dell’alienazione urbana trovava una propria codifica musicale, oscillando tra pulsioni sintetiche e residui chitarristici ancora intrisi di romanticismo oscuro. È in questo alveo culturale che si colloca "1987 > 1985 a story backwards" degli Art Boulevard, pubblicato dalla Spittle Records: un’opera che si configura come un percorso a ritroso nella memoria sonora, quasi un’archeologia emotiva che scava negli ultimi anni di un decennio febbrile per risalire alle sue premesse più viscerali. L’idea stessa di una narrazione “all’indietro” non è mero artificio concettuale, bensì una dichiarazione poetica: il tempo viene destrutturato, riassemblato, e restituito sotto forma di eco deformata, di reminiscenza stratificata. Riascoltare questo lavoro equivale, metaforicamente, a salire a bordo della DeLorean DMC-12 di "Ritorno al futuro" e lasciarsi trasportare in una dimensione sospesa, dove la giovinezza non è soltanto un ricordo, ma una condizione percettiva che riaffiora con prepotente lucidità. Le tracce si susseguono come fotogrammi sgranati, impregnati di riverberi e tensioni sintetiche, restituendo un paesaggio sonoro che è al contempo nostalgico e straniante. Gli Art Boulevard dimostrano una notevole consapevolezza stilistica: le strutture compositive, pur nella loro apparente essenzialità, rivelano una cura quasi filologica nella ricostruzione timbrica. Le linee di basso pulsano con una regolarità ipnotica, mentre le tastiere disegnano architetture sonore che oscillano tra malinconia e rarefazione. Il canto, spesso distante e ieratico, si inserisce come un ulteriore strato di significazione, più evocato che dichiarato. “1987 > 1985 a story backwards" non è soltanto una raccolta di brani, ma un dispositivo mnemonico sofisticato, capace di attivare un dialogo tra passato e presente. Un ascolto che richiede attenzione e disponibilità all’immersione, ma che ricompensa con una densità espressiva rara, quasi fuori dal tempo. #artboulevard #mauriziogalli #musicalmind #progrockpills #rockandothers #yesterdaypills
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Continuo a pensare che la bellezza cinematografica di #sammyschildrensdayep7 è qualcosa di strabiliante. La luce che crea questa atmosfera un po' retrò è un personaggio a sè stante. Per non parlare di tutte le linee prospettiche e compositive. La regia SA usare la fotografia!🔥
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The Avg is simply the avg of ERA plus the three ERA estimators along side it. Also showing the difference, (ERA-Avg). Bigger the negative number the luckier the pitcher is. Big positive number = unlucky The Team 3.10 ERA and 3.82 compositive avg doesn't include Ross and McCann
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Interesting Historical Note: Everyone knows the five outward senses of touch, taste, smell, hearing, and sight, but few know the five inward “wits” that were previously recognized as equally valid concepts, including: 1. Common Sense (or sensus communis) - The central faculty that integrates and unifies the impressions from the five external senses. It allows you to recognize that the “red round thing” you see, smell, and touch is an apple. Without it, the senses would deliver disconnected data. 2. Imagination (or phantasia / imaginatio) - The power to form mental images or representations of things, even when they’re not present. It stores sensory impressions and can recombine them creatively. 3. Fantasy (or phantasia in a more active sense, sometimes overlapping with imagination) - In some medieval schemes, this is the creative or “compositive” faculty—the ability to invent, combine, or distort images (e.g., imagining a unicorn by mixing horse horn). It was sometimes distinguished from passive imagination. 4. Estimation (or vis aestimativa / instinct / judgment) - The faculty that perceives “intentiones” or non-sensory qualities in things—such as usefulness, harmfulness, friendliness, or enmity. It’s what lets animals instinctively know a predator is dangerous or a food is good. In humans, it’s a kind of intuitive appraisal or estimation of value. 5. Memory (or memoria) - The storehouse of past experiences, images, and estimations. It preserves what the other wits have processed so it can be recalled later.
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🤣🤣 Une belle illustration de la ComPositive ! 😄 Ouverture d’esprit… même le Parrain sait vivre avec son époque ! Comme quoi, tout n’est pas perdu 😜
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Replying to @rztoru
Nop, I drew every pixel in this art, If You want I can show You all the layers, maybe the background are the same from the manga and the compositive was a "photobasehing" from the escene but that wasn't the same, in the end.
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Replying to @ShadowBriefing_
A compositive lier
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FENtrepid (Fenebrutinib vs. ocrevus in PPMS). compositive disability similar. nonsignificant trend favoring fenebrutinib. HR: 0.88 (95% CI 0.75–1.03) Data driven mostly by timed 25-foot-walk. 9-hole peg test favored fenebrutinib (26% less progression) assets.roche.com/f/176343/x/…
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Replying to @smitchellmaps
The manor is a monster itself, a huge mimic, and the NPC is just a bait resembling a human. Also: amazing work! The blank space on the top is to add text, or just a compositive gimmick? Anyway, amazing work, again!!! ^_^
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Ieri sera su Rai1 è andato in onda il docufilm #IlMioNomeèRiccardoCocciante” in occasione del recente 80º compleanno dell’artista. La struttura portante è la voce stessa di Cocciante che si racconta in prima persona iniziando con la biografia personale che conduce e si fonde con quella artistica, ovviamente cuore di tutto. Il compito di far ordine nella narrazione è affidato alla nuda cronologia, gli anni più significativi della carriera sono veri e propri capitoli del docufilm. Si affiancano man mano nuove voci, quelle degli artisti che nei decenni hanno collaborato con Cocciante. Riportano qualche aneddoto e, cosa più interessante, sottolineano peculiarità vocali, espressive e compositive. La resa visiva, però, non mi ha convinto per due motivi. Primo: l’uso dell’IA per ricostruire/illustrare infanzia/prima giovinezza dell’artista, oppure vari episodi raccontati da lui o da altri. L’effetto appare invasivo, freddo, alquanto disarmonico. Secondo: il montaggio che per tre quarti del docufilm è enormemente frenetico, tanto da essere sovrapponibile allo stile da TikTok o reel. Tale frammentazione trovo sia poco in linea con la musica di Cocciante, non funzionale all’attenzione e alla messa a fuoco dei concetti espressi che spesso ne risultano depotenziati. Comprendo che queste scelte siano coerenti con la meritoria e decennale carriera di prim’ordine alla regia nell’ambito della traspozione in video di prodotti musicali di Salvati, con la sua costante spinta contemporanea-innovativa, ma non le ho trovate calzanti stavolta. A mio parere decisamente migliore l’ultima parte un po’ più lenta e in cui troviamo un’unione delle varie testimonianze a creare un riuscito ritratto corale ed unanime del protagonista. Ogni voce confluisce nell’altra e la completa, rendendo sostanza viva il valore dell’incontro nella carriera di Cocciante. E colpisce come Riccardo abbia collaborato con cantanti d’ogni generazione e il film lo documenta entrando nel particolare per ognuno/a. L’ulteriore pro risiede nella consistente, massiva, ricerca di archivio in cui si alternano spesso immagini di concerti a quelle di inteventi o ospitate in trasmissioni RAI. Insomma: Cocciante è un’eccellenza e il materiale umano-artistico messo a disposizione lo era altrettanto. Così come pregevoli sono stati quello d’archivio e il girato originale per il documentario. Il linguaggio filmico scelto, troppo ingombrante, a mio parere non li ha davvero valorizzati. #RiccardoCocciante #docufilm #tv #documentario
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Chacun donne la forme qu’il souhaite à la #ComPositive pr faire avancer les sujets agricoles Le conte en est une fabuleuse illustration Merci Julien de remettre le sol au cœur de notre souveraineté agricole. Heureuse de faire partie, moi aussi, des #Fragtw – section sol 😅😂
Interview 🎤 de @J_Denormandie en intégralité 😅⤵️ Un nouveau livre 📖 📕 « Le chant du sol »
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Ancora non mi spiego quali siano le doti canore, compositive o interpretative di Tommaso Paradiso #Sanremo26 #Sanremo2026
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Perfetto, ho capito che non sai cosa stai scrivendo Da Kitsch e pomposi si definisce la grandezza di una band. Niente valutazioni sulle progressioni armoniche, niente valutazioni sulle capacità tecnico/compositive della band, niente valutazione sulle capacità canore di Mercury
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$RTY / $RUT / $IWM $KOSPI vs $RUT I typically don't like using fractals, but I can't help but notice the exact same structure of $KOSPI (Korean compositive stock Index) in purple vs the Russell 2000. If we for a moment consider this as a leading indicator, then my targeting here is correct independent of what the $KOSPI has. For context, I targeted this on the $RUT a few months back and the $KOSPI looks like it wants to hit it. This some some serious implications for #Bitcoin and #Altcoins if we consider one as leading and the other as lagging. Good Luck.
$RTY / $RUT / $IWM So long as the Russell 200o stays above $,2,480 we're in good standing. Changed up the count a bit. If you are bearish and expecting everything to tank harder, then you think of this as a finished impulse that started in April of LY. Longer term, the bearish argument is much more bullish for those who have patience. Then you'd target ~ $2.2K, worst case $2K in the medium term. #Altcoins will be having a pretty bad day. Good Luck.
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Ok - I use Grok mainly to animate my digital work - so far scripts/prompts to generate movement - Grok has excelled far beyond my expectations and I understand this the beginning - Now with that said, my process is not based on merely fancy prompt writings that is not my ART or artistic direction - I process from pen/pencil the pure basics or my artist gift into devotion into the craft then gets process into ones and zeros (digitized) for AI to process, it allows me to truly free and create infinite world/realm variants as I pleased BUT do not get it twisted "human artistic process should matter", perspective, aesthetic, compositive work understanding and interaction among others should be driven by humans - otherwise you become depending on AI and that is not what I look for in my creative projects -AI is just a tool - thanks for your comment and enjoy your weekend...
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📀 Fragment – Over the Horizon di Andrea Romeo della redazione di Musicalmind prima parte Sono trascorsi ben otto anni dall’album “Second Awakening”, il secondo lavoro, che faceva seguito all’omonimo EP Fragment uscito due anni prima, con il quale, nel 2018, i Fragment, band folk-rock-prog romana, si erano definitivamente affacciati all’interno di una scena musicale molto vivace e che aveva già, ed ha anche successivamente prodotto, diversi progetti molto interessanti tra i quali citiamo, ma ampiamente per difetto Lou Dalfin, Lingalad, Höstsonaten, 50 Celt, Inchiuvatu, Galaverna, L’Orage, Folkstone, Furor Gallico, una serie di band che, ognuna in maniera differente, ha interpretato la tradizione irlandese, scozzese, bretone e galiziana, rileggendola spesso attraverso espressioni musicali originali, e che hanno assorbito importanti suggestioni dalla musica rock, progressive e persino metal. Otto anni durante i quali sono successe molte cose, sono cambiate molte cose ed anche molte persone: dei Fragment targati 2018 sono rimasti Ariele Cartocci, irish bouzouki, chitarre classiche, acustiche ed elettriche, banjo, bombarda, bagpipe galiziana, voci e produzione, Lorenzo Beverati, basso elettrico e bodhran, e Stefano Vestrini, batteria, percussioni, cajon, darbuka e congas: la band targata 2025, e che ha realizzato Over the Horizon, il nuovo lavoro, allinea Vittoria Nagni, violino, voce ed artwork, Emanuele Grigioni, Hammond, synth, piano, accordion, e Davide Bonacina, low e tin whistle ai quali, in qualità di ospiti, si sono uniti Luciano Monceri, nickelharp, morin khuur, Adriano Sangineto, harp, Maria Teresa Vivianetti, flauto, e Maurizio Serafini, uillean pipe, ed anche la musica, tutto sommato, è cambiata. Se, nel precedente lavoro, i Fragment si erano rifatti, in maniera decisamente più filologica a quelli che sono gli stilemi classici del celtic rock, in questo nuovo album la band si è spinta decisamente oltre, e l’influenza della musica progressive, inclusi alcuni passaggi che includono un uso più importante dell’elettronica, ha modificato sensibilmente sia l’intenzione artistica che il suono vero e proprio. La band romana, che era transitata, diciamo così, a volo radente, attraversando prima le aie del nord Europa, nelle quali si celebravano feste campestri, si suonava, si ballava, si mangiava e si mesceva in allegria ed in ambienti luminosi e solari, per piombare poi all’interno di locande fumose, piene di calore, nelle quali i medesimi riti venivano riproposti, ma in un’atmosfera decisamente più intima, ed in cui i musicanti presenti erano, spesso, in pari numero se non in numero superiore rispetto agli avventori (cosa che peraltro avviene ancora oggi, soprattutto nei pub irlandesi…), è approdata ad un folk-prog decisamente dinamico, energico, a tratti persino aggressivo, rodato soprattutto dal vivo grazie ad una lunga serie di partecipazioni a festival ed eventi a tema celtico, tra i quali vale la pena citare Claddagh Fest, Insubria Festival, Urbs Shire, Fairylands Celtic Festival, Celtic Hills Day, Folkest, Ladispoli Summer Celtic Festival, European Celtic Contest e Montelago Celtic Festival, vetrine importanti, e che ne hanno messo in luce doti compositive, di arrangiamento, interpretative, ed una invidiabile grinta live; il mix tra strumenti tradizionali e strumenti moderni funziona, e funziona molto bene, come si evince dall’ascolto delle undici tracce presenti in “Over the Horizon”, alle quali si aggiungono, nella versione digitale, altri due brani tra i quali un assai interessante Alk3mic Remix di Fiddleback, il pezzo che apre il lavoro e che, grazie ad una chitarra decisamente carica trascina con sé una ritmica serrata ed un complesso ed energico caleidoscopio sonoro. #Fragment #OverTheHorizon #ProgRockPills #RockandOthers #Musicalmind #Yesterdaypills
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