Mi perdonerete se a conclusione di questa frenetica giornata vorrei riflettere con voi, persone che alla fine condividono con me tanto della quotidianità, su cosa abbiamo fatto oggi a Kritica. Perché in effetti è stato qualcosa su cui vale la pena ragionare.
Abbiamo smentito una notizia propagandistica dell’IDF che il resto della stampa ha riportato esattamente così come la velina era stata inviata, e lo abbiamo fatto grazie alla rete di contatti e fonti che abbiamo a Gaza, una rete che viene dall’attenzione umana costante che
@kritica_news fin dal primo giorno ripone verso ciò che a Gaza succede e verso le persone che lì si trovano.
La nostra microredazione di persone di Gaza è riuscita a fare giornalismo e a contrastare la propaganda israeliana: è un piccolo miracolo di questo mestiere, negli anni bui che stiamo vivendo. Un miracolo che controbatte e neutralizza gli sforzi fatti da Israele per tenere la stampa internazionale lontana da lì.
Con i nostri minuscoli mezzi, è qualcosa di enorme. Ed è possibile grazie a tutte le persone che, sostenendoci, ci stanno consentendo di lavorare in modo professionale. Continuate a farlo. Permetteteci di crescere. Se fossimo stati dieci volte più grandi di così, la notizia sarebbe arrivata 10 volte oltre dove è arrivata. E questo conta. Far arrivare le nostre notizie lontano conta.
Questa storia non è finita e non deve finire finché Mahmoud al Najjar non sarà stato liberato e non sarà arrivato in Italia. Ma anche la politica si deve mobilitare. La comunità accademica si deve mobilitare. Bisogna esigere spiegazioni e azioni, in primis al nostro governo.
Grazie mille a chi ci legge, ci condivide e ci sostiene.