Vi racconto la mia giornata in due città bloccate dalla Casta dei tassisti.
H 12, Milano. Cerco un taxi un’ora prima della partenza del treno. Nulla. Lo perdo, prendo quello dopo grazie a un Uber pagato il doppio.
H16.30, Roma. A Termini fila sterminata per i taxi. Cerco un Uber, la congiuntura è buona, pago “solo” 16 euro per una corsa che ne valeva 10.
H 18, Roma. cerco un taxi per un appuntamento che avrei avuto alle 19, distanza 10 minuti di macchina.
Nulla.
Ci riprovo dopo 10 minuti.
Nulla.
Controllo Uber: costo 50 euro.
Sto arrivando in ritardo all’appuntamento.
E sì, ho usato tutte le app possibili.
E no, non è che Uber è più caro, è che non è liberalizzato.
E no, non potevo prendere i mezzi: la metro non copre la mia zona, autobus non pervenuti.
Ho speso soldi per lavorare.
Ho fatto la figura della maleducata arrivando in ritardo.
Ho mancato una call avendo perso il treno.
Mi sono stressata.
E tutto questo accade ogni giorno.
Tutto questo per cosa?
Perché una lobby, i tassisti, incrocia le braccia contro le liberalizzazioni?
È davvero accettabile che i cittadini siano messi in ginocchio per accontentare una corporazione?