Account parodia della vivente parodia Alessandro Orsini.

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6 Apr 2025
Immaginate che il vostro vicino venga aggredito, sequestrato e derubato. Lui urla aiuto, ma voi chiamate la polizia solo per lamentarvi del rumore. Non vi interessa chi è la vittima o l’aggressore, volete solo silenzio. Ecco, questo è il senso di certi cortei “per la pace”
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Le persone scese in piazza ieri avrebbero protestato anche nel 1940 contro tutti coloro che non volevano darla vinta a Hitler, in nome della pace nazista in Europa.
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Putin mente. Lo fa dall’inizio della sua carriera politica e forse anche da prima. Lo fa sistematicamente, insieme a tutta la sua cricca mafiosa, da quando ha invaso l’Ucraina, inventando nazismi, rimaneggiando la storia, attribuendo responsabilità inesistenti all’invaso e a tutto l’Occidente. Ma anche negando le proprie e dissimulando le sue intenzioni genocide. Ha mentito, come fa da 25 anni, persino sulle elezioni, quando millanta un sostegno che è invece frutto di un distopico mix di brogli, pressioni, manipolazioni, repressione dei diritti, eliminazione del dissenso e ferreo controllo dell’informazione. Nicholas Maduro mente. Lo fa anche lui da sempre. Da quando, erede di Chavez, aveva promesso un Venezuela governato da un socialismo moderno e benestante ed ha invece ridotto uno dei più grandi esportatori di petrolio del mondo in un paese povero, illiberale e funestato dalle disuguaglianze. Una dittatura feroce ed autoreferenziale, che, al pari di quella russa, riscrive la storia pur di inventare inesistenti diritti sulla Guyana, spingendosi ad un passo dall’invasione. Anche lui mente sul sostegno da parte di un popolo che non crede più alle sue bugie e che stavolta non accetterà di vedersi sottrarre il diritto di scegliere da chi essere rappresentato. Xi Jinping mente. Lo fa soprattutto nelle relazioni internazionali. Mente quando nega di stare supportando la Russia, sebbene sappia perfettamente che se smettesse di acquistare petrolio e gas da Mosca, la guerra finirebbe domani. E sebbene sappia anche che le sue forniture tecnologiche - e non solo - sono indispensabili per il Cremlino, per sopportare le sanzioni internazionali. Mente però anche ai russi. Perché l’amicizia con Putin non è “senza limiti”. Quando per la Cina le priorità cambieranno, quei limiti si vedranno eccome. Donald Trump mente. Lo ha fatto da imprenditore, nascondendo guadagni o alterando il valore delle sue imprese. Lo ha fatto da presidente, ad esempio durante la pandemia, per solleticare la galassia novax. Lo fa da candidato, sia ex - negando di aver usato fondi elettorali per pagare prostitute - sia attuale, sfornando bugie, come quella che sta cavalcando in questi giorni, secondo la quale la sua avversaria @KamalaHarris si sarebbe identificata come nera solo ultimamente, per attirare l’elettorato di colore. Proprio lei che, figlia di padre nero (giamaicano) si è laureata alla Howard University, una delle più importanti università nere degli USA, e che già all’epoca aveva aderito alla Alpha Kappa Alpha, la più antica confraternita di studentesse nere d’America, rivendicando per tutta la sua carriera le sue origini. In questi giorni stiamo vendendo mentire anche Elon Musk, Matteo Salvini, Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e relativi cortigiani persino sulla pugile algerina Imane Khelif, spacciata per uomo, sebbene si tratti di una donna, solo per i suoi valori ormonali alterati rispetto alla norma, calpestando anche le sofferenze che questa atleta deve aver patito in un paese in cui non è facile essere “diversi”. Difficile non notare come i bugiardi del mondo si sostengano e supportino a vicenda, direttamente o indirettamente. Ed è ancora più difficile giustificare chi non capisce o peggio non ammette, che stare con l’Ucraina, con la democrazia, con i diritti, con la diversità, significa stare dalla parte della verità.
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Se per sbaglio #ImaneKhelif dovesse perdere un incontro la #Carini diventerebbe lo zimbello della Boxe mondiale.
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Ogni firma data alla lista di Santoro è una firma per contribuire alla guerra permanente contro tutto l’Occidente. È una firma di complicità rispetto alle clamorose bugie diffuse senza vergogna dai suoi candidati. Come Nicolai Lilin che solo in questi giorni ha diffuso un finto video in cui il segretario del Consiglio di difesa ucraino Alexei Danilov ammette la responsabilità di Kyiv nell’attentato a Mosca. O una notizia, anch’essa falsa, su bambini ucraini intossicati per aver mangiato cioccolatini occidentali pieni di droga destinati all’esercito. Uno che già nel 2014 aveva cercato di addossare all’Ucraina le colpe dell’abbattimento del volo MH17 in realtà caduto per un missile partito dalle zone del Donbass occupate dai russi. Ma anche quelle raccontate da Givevra Bompiani, che ancora parla di Russia circondata dalla NATO o di fantomatiche basi dell’Alleanza Atlantica in Ucraina, senza portare una sola prova a supporto delle sue teorie. È una firma per chiedere che senza armi e senza difese resti solo chi è aggredito, ma non la Russia, che invece può continuare ad acquistare droni kamikaze, proiettili e bombe, contribuendo peraltro a finanziare alcune delle dittature più violente, sanguinarie e corrotte del mondo, come Iran e Corea del Nord. È una firma in favore di un accordo, il quinto, che la Russia violerà come tutti i 4 che lo hanno preceduto. È una firma per far trionfare, una volta per tutte, la legge del più forte e la logica della guerra sul diritto internazionale. È una firma per una resa (dell’Ucraina) che pretendono di chiamare pace. Liberi voi tutti, ovviamente, di scrivere il vostro nome in quegli elenchi. Purché sappiate che quello che state firmando è un contratto di rinuncia alla democrazia. E che quelle tre parole, PACE, TERRA e DIGNITÀ altro non sono se non l’elenco di ciò a cui state chiedendo all’Ucraina di rinunciare. Consapevoli, ovviamente, che un giorno da qualche parte nel mondo qualcuno potrebbe ricambiare il “favore” e raccogliere firme perché quelle stesse rinunce tocchino a noi.
Siamo a 40mila firme, abbiamo bisogno di voi. Il 13 e 14 aprile in tutti i capoluoghi d’Italia: “Tu scrivi il tuo nome e io leggerò la parola Pace”. #paceterradignità
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RT @Betty36174919: Hitler e Stalin come Putin vinsero le elezioni con plebiscito. Punti in comune: - partiti di opposizione eliminati -…
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🇪🇺Questo significa giocare con le paure delle persone. L'errore dell'UE sarebbe quello di preparare i suoi cittadini a tutti gli scenari? È come dire che il problema non era il Covid ma le mascherine. Non l'incidente d'auto ma la cintura di sicurezza. Non il pugno dell'avversario ma il casco indossato nel tentativo di attutire il colpo, che comunque sarebbe arrivato. Prepararsi al peggio non esclude cercare il meglio. Basta benaltrismo.
È uno scenario inquietante e allarmante quello contenuto - secondo le indiscrezioni di stampa - nella bozza del documento che si sta discutendo nel corso del Consiglio Europeo. I nostri leader ci stanno preparando a questo anziché impegnarsi a creare le condizioni per un negoziato di pace. Ieri alla Camera ho detto a chiare lettere a Giorgia Meloni che gli italiani non vogliono piombare nella Terza Guerra Mondiale. Il popolo della pace deve farsi sentire. Facciamoci sentire in tutte le sedi.
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🚨🇷🇺 Gli exit poll delle elezioni farsa in #Russia attribuiscono a Vladimir #Putin l'87% dei voti.  Siamo addirittura oltre le stime pre-voto del blocco politico del Cremlino. Ma il fatto è che pure il senso del ridicolo è stato superato ampiamente.
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🇻🇦🇺🇦 Mi dispiace, ma con tutto il rispetto possibile e immaginabile è giusto dire che sono profondamente sbagliate le parole di Papa Francesco. Lo sono anzitutto perché suggeriscono che sia un leader, nella persona di Volodymyr #Zelensky, a condannare l'#Ucraina alla guerra. Lo sono perché non tengono conto del desiderio di libertà di un popolo che non ha scelto la guerra, se l'è trovata in casa a tradimento, una notte di febbraio di due anni fa. E lo sono perché avallano il concetto che nel mondo, a Kyiv oggi, a Taipei domani, dopodomani chissà dove, valga la legge della giungla, quella del più forte. È vera solo una cosa, delle parole del Santo Padre: sì, ci vuole coraggio per negoziare. Preciso: ci vuole coraggio per negoziare con chi ha aggredito e ucciso migliaia di innocenti.  E certo che questo coraggio si troverà. Ma adesso ne serve di un altro tipo: serve il coraggio di aiutare l'Ucraina.  Per metterla in condizioni un giorno (non oggi) di negoziare la pace. La pace, non la resa.
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Replying to @MassimoPapale
Personalmente ho smesso di credere al dualismo tra “buoni” e “cattivi” una quarantina di anni fa, all’inizio delle scuole elementari. Le consiglio, sebbene con un leggero ritardo, di fare la stessa cosa. Nell’arena internazionale, nell’esercizio del potere, tutti gli stati hanno fatto cose terribili. Perché così è l’interazione tra essere umani. Ma, con tutti i loro difetti, dalla parte degli USA e del mondo occidentale c’è il rispetto delle libertà civili e la difesa della democrazia politica e dell’economia di mercato. Da altre parti (Russia, Cina, Iran, Corea del Nord) c’è totalitarismo e repressione, e coloro che non la pensano come il regime vengono incarcerati e uccisi. A me basta questo per non avere mai, mai nella mia vita, un singolo dubbio su da che parte stare.
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Io non capisco come si possa essere imparziali in quello che sta accadendo. Da una parte c'è Israele, che è una democrazia con tutti i suoi limiti, gli errori, le scelte sbagliate e tutte le critiche che si possono fare. Dall'altra non c'è la Palestina, c'è Hamas. Che è una organizzazione terroristica che in pochi giorni ha ucciso quasi 1000 civili a caso sparando loro a bruciapelo, violentando donne, uccidendole, spezzando loro braccia e gambe e montandole su pickup come fossero trofei. Quella Hamas armata e supportata da regimi illiberali come Iran, Russia e Qatar. Stiamo vivendo uno scontro epocale tra civiltà opposte che non riguarda solo Israele e Hamas, perché a poche migliaia di chilometri di distanza sta accadendo lo stesso tra Ucraina e Russia. Le democrazie liberali, lo ripeto piene di difetti, di limiti e di errori, contrapposte ai regimi totalitari. Libertà contro oppressione. Scusatemi, ma io non ho alcun dubbio se mi viene chiesto da quale parte stare.
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7 Oct 2023
Hamas è un gruppo di terroristi brutale e disumano che non merita pietà o giustificazione alcuna. L’orrore che sta spargendo non c’entra nulla col diritto dei palestinesi ad avere uno stato, anzi ne mina profondamente ogni possibilità. Non vederlo è un gravissimo errore.
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Oggi, per chi vuole, sfogliamo insieme l’album dei denazificatori russi, quelli andati a combattere contro i “nazisti” ucraini. Grazie a @DonbasDIY, del quale ho indegnamente tradotto e riadattato lo straordinario lavoro. 🧵1/
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Una cosa buona questa guerra l'ha fatta: separare nettamente quelli che sono antifascisti perché sostengono la libertà e la democrazia (i pro-🇺🇦) da quelli, come i 99 Posse, che sono antifascisti perché preferiscono un fascismo diverso da quello a cui si oppongono (i pro-🇷🇺)
A Napoli sul palco dei 99 Posse sventolano le bandiere delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. È l’iniziativa “Riscossa popolare”. Sponsorizzata dall’@Anpinazionale di Napoli, si batte contro “le forze che occupano il Paese, la NATO, la UE, il Vaticano, i sionisti”.
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Quella del 2014 in Donbass non fu una guerra civile, ma un’invasione russa, che la propaganda del Cremlino ha cercato di addebitare all’Ucraina con le note tecniche di disinformatia. Per loro sfortuna una sentenza del Tribunale dell’Aja PROVA che, come sempre, i russi mentono. A metà novembre 2022 il tribunale olandese ha infatti condannato i russi Igor Girkin e Sergey Dubinskiy e l'ucraino separatista filorusso Leonid Kharchenko per l’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines, avvenuto il 17 luglio 2014 con un missile antiaereo di tipo Buk, lanciato da una località occupata del Luhansk. Nello schianto morirono 298 persone, tra passeggeri ed equipaggio. Ma alcune parti della sentenza, emessa dopo lunghe indagini, provano anche, grazie a numerosi documenti, intercettazioni e testimonianze, che le due regioni separatiste erano sotto il “totale controllo” della Russia e che quello che il Cremlino cercò di spacciare come uno spontaneo moto indipendentista fu in realtà un’invasione organizzata. Nella sentenza (linkeddata.overheid.nl/front… paragrafo 4.4.3.1.3) sono riproposte innumerevoli PROVE, a partire dalle tante intercettazioni telefoniche, che PROVANO come, non solo le stesse cariche dei governi delle autoproclamate repubbliche di Luhansk e Donetsk fossero decise da Mosca, ma come l’intero apparato militare ne fosse dipendente. Le armi utilizzate ad esempio venivano richieste direttamente al GRU, il servizio di intelligence militare russo, che le forniva attraverso “black zero” un’area di attraversamento illegale della frontiera. Anche l’addestramento del personale mandato in battaglia veniva svolto nella Federazione Russa, in campi a Rostov sul Don, dove spesso era l’FSB ad organizzare il trasferimento degli uomini. Le conversazioni registrate rivelano come gli ordini (costituzione di battaglioni, iniziative militari, etc.) arrivavano direttamente da Vladislav Surkov, consigliere personale di Putin fino al 2020, al quale erano anche riportati puntualmente successi e battute d’arresto. Lo stesso leader della Repubblica di Donetsk in numerose intercettazioni si riferisce al suo contatto di Mosca come “capo”, a ulteriore dimostrazione del rapporto di totale vassallaggio dei due governi separatisti. Secondo quanto si legge nella sentenza, dalla prima metà di luglio 2014, i soldati russi iniziano ad attraversare regolarmente il confine e operano attacchi transfrontalieri. In una conversazione intercettata del 12 luglio 2014 tra due membri della DPR, si dice che la Russia ha “finalmente iniziato ad aprire il fuoco sulle forze ucraine”. Nella sentenza la Corte conclude che “la Federazione Russa ha esercitato il controllo generale sulla DPR da metà maggio 2014 almeno fino allo schianto del volo MH17”. Ciò significa che la guerra de Donbass è stata a tutti gli effetti un “conflitto armato internazionale”. Essendo la sentenza PUBBLICA, è chiaro che tutti coloro che parlano a sproposito della guerra del 2014, inventando fantasiose ricostruzioni o definendola una “guerra civile”, come normalmente fanno i propagandisti di professione come Travaglio, mentono consapevolmente. Così come mentono su ciò che in quegli anni avvenne nei territori occupati. I rapporti ufficiali (OHCHR) riportano infatti di 14.400 morti, che furono su entrambi i fronti e con crimini di varia natura commessi dalle due parti in conflitto. Senza mai dimenticare che non ci sarebbe stata alcuna guerra se la Russia si fosse astenuta dall’invadere l’Ucraina, dopo aver illegittimamente annesso la Crimea. Di questo e di altro parlo nel mio libro, come sempre, citando fonti ufficiali, il miglior antidoto contro le fake news dei bugiardi seriali.
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Ho un rigurgito antifascista Se vedo #99posse e @Anpinazionale gli sparo a vista
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Diciamo la verità, nessuno di noi è particolarmente sorpreso per il fatto che @GiuseppeConteIT abbia detto di voler interrompere gli aiuti militari all’Ucraina, qualora tornasse al governo. In fondo è naturale che un personaggio privo di coerenza dica cose prive di logica. Anche la scelta dei tempi, peraltro, non è stata la più fortunata. Perché mentre il leader del M5S provava a sostenere che smettere di dare armi a Kiev voleva dire avvicinare la pace, da Mosca, il Vice Presidente del Consiglio di Sicurezza Dimitrij Medvedev tuonava: “L'operazione militare speciale continuerà fino alla completa distruzione del regime nazista di Kiev e alla liberazione dei territori nativi russi dal nemico”. Un modo per ricordare al mondo che accordi e trattative ora non sono un’opzione e che nell’orizzonte del Cremlino la pace non c’è affatto. Le dichiarazioni di Conte, che quanto a intempestività e inopportunità, non teme rivali, ha anche dato occasione a giornali e commentatori di rispolverare la missione russa in Italia in piena emergenza Covid, costata qualche milione di euro a fronte di nessun aiuto, mentre un numero imprecisato di militari (perché si sa, tutte le missioni di supporto sanitario, richiedono un bel numero di militari) scorrazzavano liberamente su strade deserte, dove quindi, nessuno sa bene cosa abbiano fatto. Tanto è bastato per far sì che Giuseppi passasse alla storia come l’unico leader di governo ad aver autorizzato l’ingresso dell’esercito russo sul territorio di un paese NATO. Resta poi quel preoccupante nulla cosmico, quel vuoto siderale che traspare dai discorsi di questo camaleontico personaggio, orgogliosamente populista nel governo giallo-verde e subito dopo orgogliosamente democratico in quello giallo-rosso. Uno che, stando alle dichiarazioni, si sente ancora predestinato a Palazzo Chigi. E non importa con quale maggioranza. Perché tanto lui sarà sempre pronto ad essere orgogliosamente qualunque cosa serva per essere premier. Quello stesso nulla cosmico vale tanto più per l’Ucraina, argomento sul quale nessun 5 Stelle, a partire dal leader, riesce ad argomentare soluzioni che vadano oltre qualche slogan ideato per far passare il concetto per cui “meno armi = meno guerra = trattative di pace”. Tesi che, se anche non fosse smentita dal Cremlino ogni 5 minuti, banalmente cozza con la considerazione, chiara anche ad un bimbo di 10 anni, per cui, se in una guerra di aggressione si disarma l’aggredito, si vuole favorire l’aggressore. Impossibile peraltro spingere un qualunque pentastellato a ragionare sul dopo, cioè sul fatto che lasciare che Putin, che aggressore lo è da 23 anni, prosegua indisturbato le sue invasioni, le sue stragi, i suoi rapimenti e le sue pulizie etniche, possa incoraggiarlo a continuare per altri 23. Churchill era stato il primo a capire che la democrazia ha un prezzo e lo disse, contestando la scelta di Chamberlaine di accettare le condizioni di Hitler, a danno della democrazia e dei diritti di un popolo sovrano (la Cecoslovacchia). Sapeva, da statista, che il conto sarebbe arrivato comunque. E con gli interessi. Ma la differenza è tutta qui. Perché gli statisti pensano alle prossime generazioni. I cialtroni e i politicanti pensano alle prossime elezioni. E infatti…
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Corriere del Vatnik, numero 1, settembre 2023 #corrieredelvatnik
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RT @the_highsparrow: Considerazione semplice con cui ogni pacifista coerente dovrebbe concordare: rifiutando di arrendersi in Crimea, l'ese…
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