«Nel Dl Lavoro il punto più importante è il legame tra incentivi alle assunzioni e applicazione dei trattamenti economici complessivi dei contratti comparativamente più rappresentativi. La buona contrattazione diventa la misura concreta del salario giusto, confine di decenza sotto il quale c’è sottosalario e sfruttamento. Contro un salario minimo scelto dai partiti, che farebbe uscire molte aziende dai Ccnl, schiaccerebbe le retribuzioni medie e trasformerebbe le minime in un prodotto da campagna elettorale»: la leader della
#Cisl #DanielaFumarola intervistata dal quotidiano “Il Riformista”.