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21 Jul 2025
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Enrico De Angelis retweeted
Jun 11
🚨 Deutschland: nur noch 560 Unterschriften bis zum nationalen Quorum. EU-Bürgerinnen und -Bürger fordern die Aussetzung des EU-Israel-Assoziierungsabkommens wegen Menschenrechtsverletzungen. ✍️ In 2 Minuten unterschreiben: Follow @ECIMonitor for more eci.ec.europa.eu/055/public/…
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Enrico De Angelis retweeted
One of the oldest continuously inhabited cities in the world - the ancient city of Tyre - designated a UNESCO World Heritage Site for its incredible historical sites. This is what it looks like today following multiple Israeli airstrikes.
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Europeans are ahead of their governments and EU institutions. Public support for Israel has collapsed, opposition to the genocide is growing. It’s not too late to reclaim power & stand up for justice. May millions of EU citizens will sign this initiative: eci.ec.europa.eu/055/public/…
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Enrico De Angelis retweeted
La Hind Rajab Foundation ha presentato una denuncia penale alle autorità giudiziarie italiane contro il soldato israeliano Israel Yitzhki: è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità durante l’offensiva israeliana a Gaza. Yitzhki, membro della famigerata brigata Givati, accusata secondo varie testimonianze di distruzione indiscriminata e tortura, si troverebbe in Italia. Secondo la HRF, l’Italia ha l’obbligo giuridico di indagare in base alle Convenzioni di Ginevra, allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale e alla Convenzione Onu contro la tortura.
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Una terribile Amaca di Michele Serra ci ha riportato alle atmosfere conformiste sui giornali italiani metà anni Dieci. A partire dal cedimento verso l'uso di «pro Pal» nel testo e per finire con il ritorno al paternalismo qualunquista e male informato. Ne scrive Tahar Lamri, algerino naturalizzato italiano che collabora con Internazionale. «Cosa dovrebbero "sapere" questi giovani, secondo Serra? Che il fondamentalismo islamico è il male. E per dimostrarlo, l'editorialista di Repubblica infila in un unico calderone: la repressione delle primavere arabe, la teocrazia iraniana, i talebani afghani, Erdogan contro i curdi, e naturalmente Hamas che avrebbe "imposto una torsione religiosa alla resistenza palestinese, un tempo laica". È un esercizio di confusione voluta. ISIS (salafiti apocalittici che hanno scomunicato Hamas), i Fratelli Musulmani (movimento di islam politico), l'Iran sciita, i talebani, Erdogan membro NATO: tutto mescolato come se fossero la stessa cosa. Un'unica minaccia oscurantista contro cui l'Occidente illuminato deve ergersi. Ma chi è l'imam "radicale" che secondo Serra i manifestanti difenderebbero per ingenuità? Mohamed Shahin vive in Italia da oltre vent'anni. Ha collaborato stabilmente con la comunità valdese, cattolica ed ebraica di Torino nel dialogo interreligioso. Cattolici e valdesi hanno firmato appelli per il suo rilascio. Il vescovo Derio Olivero e il pastore Francesco Sciotto lo descrivono come "interlocutore del dialogo interreligioso e con le istituzioni". Shahin è oppositore del regime di al-Sisi e rischia la tortura se rimandato in Egitto. È stato espulso per aver detto, durante una manifestazione, che il 7 ottobre è stato "un atto di resistenza, dopo anni di occupazione". Una posizione discutibile? Certo. Motivo per espellere un uomo dopo vent'anni in Italia e mandarlo verso una probabile tortura? Per Serra, evidentemente, la domanda nemmeno si pone. "È mai possibile che i ragazzi pro Pal non vogliano o non possano mettere a fuoco quanto sia nemico della libertà il fondamentalismo islamico?", chiede Serra con quella retorica da professorino deluso. "Davvero basta essere contro l'Occidente per giustificare qualunque paranoia reazionaria, da Putin al jihad?" Ecco il salto logico perfetto: chi difende un imam coinvolto nel dialogo interreligioso diventa complice dei talebani. Chi protesta contro un'espulsione arbitraria diventa sostenitore del "jihad". Chi critica un genocidio a Gaza diventa alleato del "fondamentalismo". Non c'è spazio per distinguere tra Hamas e ISIS, tra critica a Israele e antisemitismo, tra opposizione al genocidio e apologia del terrorismo. Tutto è amalgamato in un'unica condanna moralistica: voi giovani ingenui non capite, io intellettuale illuminato sì. Questa è la parabola di una certa sinistra italiana: ha perso le classi popolari, ha rinunciato all'analisi materialista, ha accettato il neoliberismo economico e l'atlantismo geopolitico. Le è rimasta solo la superiorità morale e il capitale culturale. Da quella cittadella assediata, Serra e chi come lui lanciano anatemi contro il "populismo", contro i "rozzi", contro chi usa male Twitter, contro chi viene dalle scuole tecniche invece che dai licei, contro i giovani che "non sanno"... ammettere che forse è la loro analisi ad essere sbagliata, che forse equiparare ISIS e Hamas è una banalizzazione pericolosa, che forse espellere un imam integrato per una frase politica è illiberale – richiederebbe un'autocritica che quella generazione di intellettuali non è più in grado di fare».
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A devastating reconstruction of an atrocity in Gaza, built from the real emergency calls of a child whose voice refuses to be silenced. A fundamental film for our times. #TheVoiceofHindRajab opens in select theaters December 17. I’m honored to stand behind this film.
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From Damascus in the 1950s to the fall of the regime in December 2024, cineclubs in Syria have shaped a parallel cultural life - one built in private homes, improvised spaces, and cities fractured by war. By Eyas Al-Mokdad f.mtr.cool/grtyukibqc
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Enrico De Angelis retweeted
17 Nov 2025
A century after Rosa Luxemburg stood trial for anti-war speeches (1914), Berlin’s courts again police political conscience. Today it’s students, artists, academics charged over Palestine solidarity - under “public order,” but prosecuted as ideology.
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Ha paura, Anna Foa. Della radicalizzazione di una parte importante della sua comunità. Della sua leadership, coccolata da una destra post-fascista. Lo spiega in questa strepitosa conversazione con Daniele Rielli che a nostro avviso non è girata abbastanza, in cui la storica italiana si concentra sugli eventi precedenti e successivi al 7 ottobre. E dice come il suo libro, "Il suicidio di Israele", vincitore del Premio Strega, abbia generato violenza politica, rotture di rapporti personali e persino minacce. Un estratto: «Guardi, ho rotto molti rapporti, ho comunque lasciato cadere perché... [il mio libro] era vissuto come qualcosa che rompeva un'unità che non so bene a cosa può servire. Non è che puoi essere unitario con chi ammazza, distrugge e dice che bisogna assassinare i bambini perché saranno i futuri terroristi. Mi rifiuto di essere unitaria con queste persone anche se sono ebree... Sono ben contenta di non abitare più in Via Portico d'Ottavia, dove ho abitato dal 2000 al 2012, perché avrei avuto grosse difficoltà a uscire, anche solo per fare la spesa. Non credo che mi avrebbero aggredito, in fondo sono un'anziana signora, però... Il più del mondo ebraico tace... Solo la comunità ebraica di Venezia mi ha invitata a discutere anche se non era d'accordo in febbraio... Io speravo quando è uscito questo libro che questo avrebbe potuto essere una cosa che avrebbe potuto portare il dibattito in seno al mondo ebraico. Non è successo e me ne dispiace. Però in questo caso se uno dice che non discute coi rinnegati e io sarei una rinnegata, è chiaro che è difficile poter avere un dibattito».
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A fired journalist who has suddenly become a global symbol of how the Israel-Palestine conflict impacts media freedom, Gabriele Nunziati (@nunziati97) was a guest on Massimo Gramellini’s show in Italy to discuss the events he was involved in. It was a surprising turn of events: not just because Gramellini is a moderate who usually avoids controversies regarding Israel, but because this story involves a true outsider in the profession, without any relevant media brand behind him, in a country where many (if not the majority) of precarious journalists are left abandoned in their own fears and self-censorship.
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11 Nov 2025
In both Berlin and New York, Palestine solidarity has become a test of what Western “free speech” really means. As Cameron Jones writes in UntoldMag & Academic Opposition, repression reveals the limits of liberal democracy and the cost of dissent
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“Mamdani’s win represents that American Jews, specifically the younger generation, are changing and there’s no longer this monopoly of pro-Israel politics in domestic U.S. politics” I told ⁦⁦@APapnews.com/article/netanyahu…
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Wonderful.
New York millionaires: threatening to flee the city since 2009
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Il giornalista pratese licenziato per una domanda - Intervista a Gabriele #Nunziati. In suo sostegno la solidarietà dell'ordine dei giornalisti e dell'associazione stampa della Toscana Andrea Marotta per TGR #Toscana
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The reactions among far right people (see fascists), Zionists, and sometimes self-declared liberals to Mamdani's victory are reaching levels close to collective hysteria. Another proof of the impact of the result of these elections. They are freaking out the wind is changing.
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it's genocide (@amnesty) it's genocide (@hrw) it's genocide (@btselem) it's genocide (@MSF) it's genocide (IAGS) it's genocide (@AlHaq) it's genocide (@UNHumanRights) it's genocide (@UN_HRC) it's genoicde (@pchrgaza) it's genocide (@AlMezanCenter) it's genocide (@WarOnWant) it's genocide (@PHRIsrael) it's genocide (@fidh_en) it's genocide (PHROC) it's genocide (@LemkinInstitute) it's "highly contested" (@jimmy_wales) Hey Jimmy, this is among the least contested genocides in all of history. Who pressured you to lie? What kind of leverage did they exert over you?
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Enrico De Angelis retweeted
From Israel's ambassador to the UN calling @FranceskAlbs "a witch" to Israel's leading comedy sketch show portraying @ZohranKMamdani as a closet jihadi, Israel is having a meltdown. The foundations of our world - self-victimization, supremacy, impunity, entitlement - are cracking. It is a horrible thing to realize, but after having killed so many Palestinians ao flippantly we don't even consider it a "triumph". More than a 100 Palestinians in 24 hours? Nearly 50 were children? Well, they "violated" an agreement we've been violating daily. They are "in breach". We can kill as many of them as we want in retalliation. It doesn't really matter how many die. It's the principle, isn't it? Dead in the water. Empty, hollow, unable to tell fact from fiction and id from superego. Our PM is allowed to visit an American HQ on Israeli soil after begging for a week. He emerges and says: "we are taking care of all security matters". "We" are most certainly not. Our life is but the negative image of their death.
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16 Oct 2025
Palestine’s most popular leader, Marwan Barghouti, the man most capable of leading negotiations for a Palestinian state, was beaten unconscious by eight Israeli prison guards on September 14 as he was being transferred between prisons. theguardian.com/world/2025/o…
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