La nascita di “SEV”, il SISTEMA-MODELLO ECONOMICO-STRUTTURALE ideato da UmanoX per UMANIZZARE le AZIENDE
Premesse. Il caso dello Zyklon B: il Gas della Morte usato nelle Camere a Gas e gli interessi nascosti delle grandi Famiglie Finanziarie WARBURG E ROCKEFELLER. Chi ci ha veramente guadagnato?
C'è un tema che io desidererei trattare e di cui vorrei parlarvi che non è praticamente quasi mai affrontato da nessuno ma a cui riconosco un valore ed una profondità tale da trarne spunto per creare una metodologia pratica da applicare nell'ambito strutturale economico-finanziario in modo da depotenziarne la maggior parte dei lati negativi legate alle attività del “Sistema” perverso, anti-umano ed anti-etico delle società di capitali.
Se vi chiedete di cosa io diavolo stia parlando, dovrò iniziare dalla conclusione di questo discorso… ma seguitemi, vi prego. La “fine del discorso” è semplice: ho creato un SISTEMA-MODELLO PRATICO per UMANIZZARE LE AZIENDE E RENDERLE ETICHE. È un modello che si dovrebbe “applicare” sia al nuovo tessuto imprenditoriale che a quello presente attraverso un “percorso”. Un modello del genere è ovvio che potrebbe solo essere osteggiato da chi approfitta del sistema attuale per procedere in senso CONTRARIO al VERO BENESSERE ed alla PROSPERITÀ delle PERSONE, degli Esseri Umani.
Questo articolo io lo sto redigendo semplicemente per introdurre il discorso legato alle problematiche che derivano dal sistema attuale organizzativo posto alla base della nostra economia e finanza e che è connesso a doppio filo soprattutto alle dinamiche delle società di capitali, soprattutto quelle organizzate in multinazionali.
Se avrete la bontà di leggere tutto l'articolo capirete forse ciò che io intendo dichiarando la nascita di un MODELLO PER L'UMANIZZAZIONE delle AZIENDE e delle SOCIETÀ.
In sintesi, quindi, come già vi dicevo, il SEV è un SISTEMA-MODELLO ECONOMICO-STRUTTURALE DA ME IDEATO PER UMANIZZARE LE AZIENDE, VINCOLANDOLE ALL’ETICA ed AL BENESSERE COLLETTIVO.
Su questo argomento sto scrivendo (come se non bastassero le decine di cose su cui sto lavorando) un TRATTATO a riguardo che, partendo da un'esplorazione delle conseguenze del modo in cui operano oggi le multinazionali e le grandi aziende, spesso SVINCOLATE da obblighi etici concreti ed alimentate da mere logiche di profitto che possono portare a impatti devastanti, arriva per l'appunto alla necessità imperante di CREARE (e questo l'ho fatto) ed APPLICARE (la parte più difficile, alcuni direbbero “ utopistica”) una UMANIZZAZIONE delle AZIENDE VINCOLANDOLE ALL'ETICA UMANA.
A partire dal contesto storico delle famiglie Warburg e Rockefeller, così come da esempi più recenti (come la questione dell’amianto – vicenda nota che tantissime persone conoscono - che ha provocato migliaia e migliaia di morti ed ancora oggi ne provoca), ho creduto ci fosse la necessità di esplorare COME il potere economico e la LONGEVITÀ delle AZIENDE, SLEGATE dalle persone fisiche, permettano a queste ENTITÀ di muoversi con POCHI VINCOLI ETICI (se non NULLI), con un’IMMUNITÀ che SFUGGE alle normali responsabilità.
LA LORO SOPRAVVIVENZA ATTRAVERSO GENERAZIONI, INFATTI, LE RENDE ENTITÀ “QUASI IMMORTALI” CHE AGISCONO SPESSO SENZA DOVER RISPONDERE NÉ ALLA MORALITÀ NÉ ALLE LEGGI NATURALI DELL’ESISTENZA UMANA, DOVE OGNI INDIVIDUO RISPONDE AI PROPRI ATTI.
Quindi, bando alle ciance ed iniziamo con questo breve articolo. Per tutto il resto io vi rimando articoli che in futuro scriverò oppure, se riuscirò a farlo, al "Trattato” o “Manifesto” che dir si voglia, che non sarà sicuramente enorme ma un libro abbastanza “compresso” e non lungo, di facile comprensione, che potrete trovare distribuito nelle librerie digitali e fisiche in futuro e che, bontà vostra e bontà di chi tra gli uomini di potere avrà voglia di leggerselo (forse nessuno?) potrebbe anche lasciare un segno… ma questo non potrà mai dipende da me ma solo dagli uomini di buona volontà che agiranno secondo la loro coscienza, se ve ne sono ancora.
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Lo Zyklon B era un pesticida a base di acido cianidrico, originariamente utilizzato in Germania per il controllo dei parassiti nelle industrie alimentari. Al giorno d’oggi, però, pochi si ricordano che durante il regime nazista, questo gas venne ADATTATO COME STRUMENTO DI STERMINIO NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO diventando tristemente noto per il suo utilizzo nelle camere a gas.
Ma CHI produceva lo Zyklon B?
Lo Zyklon B veniva prodotto principalmente dalla società tedesca Degesch (Deutsche Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung), specializzata nella disinfestazione e il controllo dei parassiti. Degesch era una sussidiaria delle compagnie chimiche IG Farben e Degussa, entrambe coinvolte nel settore chimico tedesco e considerate pilastri dell'industria durante il regime nazista. IG Farben, uno dei colossi chimici del tempo, svolse un ruolo significativo nell’economia di guerra tedesca e collaborò con il regime, fornendo prodotti chimici e supporto logistico.
Chi ci GUADAGNAVA?
Il caso di IG Farben è emblematico. Fondata nel 1925, IG Farben era una holding chimica che raggruppava varie aziende del settore. I PRINCIPALI AZIONISTI E DIRIGENTI DI IG FARBEN INCLUDEVANO FAMIGLIE DI INDUSTRIALI INFLUENTI, E ALCUNI DI LORO ERANO ANCHE LEGATI A FIGURE COME I WARBURG E I ROCKEFELLER.
•I WARBURG: membri della famiglia Warburg, una delle dinastie finanziarie più influenti, avevano partecipato alla fondazione di IG Farben attraverso l'investimento di capitali. Tuttavia, la loro presenza diretta nelle operazioni di IG Farben si ridusse con l'ascesa del nazismo, poiché LA MAGGIOR PARTE DEI WARBURG ERANO EBREI e quindi presero le distanze da IG Farben in quegli anni.
•I ROCKEFELLER: attraverso la Standard Oil, avevano legami commerciali con IG Farben. Prima della guerra, Standard Oil e IG Farben avevano firmato accordi per lo scambio di brevetti su prodotti chimici e carburanti sintetici. QUESTO LEGAME INDIRETTO HA SOLLEVATO DUBBI ETICI, ANCHE SE NON VI È PROVA DI UN COINVOLGIMENTO DIRETTO DELLA FAMIGLIA ROCKEFELLER nella produzione di Zyklon B.
PROFITTI e COMPLICITÀ
Degesch e IG Farben ottennero profitti significativi dal regime nazista, dato che fornivano anche altri prodotti chimici essenziali per la macchina bellica tedesca.
Le relazioni commerciali con aziende statunitensi come Standard Oil e altri accordi tecnologici sollevano questioni complesse sulla responsabilità e il ruolo di queste aziende internazionali nel contesto del conflitto e dei crimini nazisti.
Inoltre, alcuni dirigenti di IG Farben furono processati durante i Processi di Norimberga per complicità in crimini di guerra.
In sintesi, sebbene Degesch e IG Farben fossero i principali produttori dello Zyklon B, la situazione è complicata dal coinvolgimento di investitori e azionisti stranieri che avevano rapporti commerciali con IG Farben. Tuttavia, IL COINVOLGIMENTO DI WARBURG E ROCKEFELLER, SEPPUR INDIRETTO, NON SEMBRA ESSERE STATO MIRATO DIRETTAMENTE ALLA PRODUZIONE DELLO ZYKLON B, bensì legato alla COOPERAZIONE INDUSTRIALE E COMMERCIALE.
La RESPONSABILITÀ dell’UMANITÀ: il DOVERE di VIGILARE e di AGIRE
L’esperienza tragica dello Zyklon B ci ricorda quanto immenso sia il potere delle grandi aziende e delle multinazionali di influenzare la vita di intere popolazioni, a volte in modi devastanti. QUESTA PAGINA BUIA DELLA STORIA, in cui un prodotto originariamente concepito come pesticida divenne un’arma di sterminio di massa, CI COSTRINGE A CONFRONTARCI CON LA REALTÀ CHE, IN ASSENZA DI UN LIMITE ETICO, LE SCELTE AZIENDALI POSSONO GENERARE CONSEGUENZE DEVASTANTI, INVISIBILI ED INCONTROLLABILI.
Eppure, la vera responsabilità non appartiene solo alle aziende, ma a tutti noi. COME INDIVIDUI E COME COLLETTIVITÀ, ABBIAMO IL COMPITO DI VIGILARE SU QUESTE REALTÀ, di pretendere trasparenza e giustizia, di educarci e di educare.
Ma perché vi sto dicendo questo? Perché, ANCHE SE SPESSO CI SEMBRA DI ESSERE LONTANI DAL POTERE, DI NON POTER FARE NULLA, IN VERITÀ L’OPINIONE PUBBLICA, QUANDO È INFORMATA E CONSAPEVOLE, HA UN POTERE IMMENSO.
QUESTO POTERE RISIEDE NELLE NOSTRE SCELTE QUOTIDIANE, nella nostra capacità di sostenere pratiche etiche, di scegliere prodotti e aziende che rispettino l’uomo e l’ambiente, e di RIFIUTARE, CON LA STESSA FERMEZZA, CIÒ CHE ALIMENTA INGIUSTIZIA E DOLORE.
IL PREZZO DELLE AZIONI ASSURDE E SCELLERATE È SPESSO PAGATO DAI PIÙ DEBOLI, dalle persone comuni che non sempre sono coscienti di ciò che si cela dietro le logiche aziendali. L’INFLUENZA DELLE MULTINAZIONALI RAGGIUNGE OGNI ANGOLO DELLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA: dal cibo che consumiamo alle tecnologie che usiamo, dalle informazioni che leggiamo agli abiti che indossiamo. Un cambiamento minimo in queste strutture - una variazione nelle pratiche agricole, una modifica negli ingredienti di un alimento, un controllo sui flussi di dati - HA IL POTENZIALE DI INFLUIRE SULLA SALUTE, LA CONSAPEVOLEZZA E LA LIBERTÀ DELLE PERSONE IN MODI CHE SPESSO NON POSSIAMO PREVEDERE.
Viviamo in un mondo dove I MEZZI DIGITALI E I SOCIAL NETWORK SONO ORMAI STRUMENTI POTENTI NELLE MANI DI GRANDI CORPORAZIONI, CAPACI DI MANIPOLARE INFORMAZIONI E PLASMARE OPINIONI.
I CLICK, LE VISUALIZZAZIONI, LE CONDIVISIONI SONO DIVENTATI I NUOVI STRUMENTI DI CONTROLLO, CAPACI DI GUIDARE INTERE MASSE DI PERSONE, INFLUENZANDO LE LORO CONVINZIONI E IL LORO COMPORTAMENTO CON UNA FACILITÀ DISARMANTE. Eppure, anche qui, il nostro ruolo è decisivo. La consapevolezza critica, il pensiero indipendente, la ricerca della verità, sono azioni alla portata di tutti e rappresentano un antidoto contro ogni forma di manipolazione.
QUESTO RICHIEDE UN CAMBIAMENTO NEL NOSTRO MODO DI VIVERE E DI PENSARE. Ogni persona, ogni cittadino, ogni gruppo deve assumersi la responsabilità di difendere il bene comune, di essere consapevole del proprio potere e di fare scelte etiche per un futuro più giusto e sicuro.
Una cosa è poca ma certa… se vogliamo veramente tendere ad una UMANIZZAZIONE di questo mondo e ad una REALE PROSPERITÀ di TUTTE le PERSONE, NON POSSIAMO LASCIARE CHE I PROFITTI DI POCHI PREVALGANO SUL BENESSERE DI MOLTI. L’azienda prospera grazie al lavoro delle persone, e solo quando i suoi obiettivi sono allineati con il benessere umano, sociale e ambientale, essa può essere considerata un reale contributo al progresso.
È nostro compito, come società, chiedere trasparenza, pretendere che le grandi realtà economiche rispettino valori etici che proteggano e promuovano la dignità umana. DOBBIAMO RICORDARE CHE LA PROSPERITÀ REALE NON È QUELLA CHE RIEMPIE LE CASSE DI POCHI, MA QUELLA CHE COSTRUISCE UN MONDO PIÙ EQUO, DOVE I LAVORATORI, LE FAMIGLIE, I BAMBINI POSSONO CRESCERE IN UN AMBIENTE SANO, NUTRIRSI DI CIBO GENUINO, VIVERE LIBERI DALLE MINACCE DI UN SISTEMA INCENTRATO SOLO SUL PROFITTO.
La storia dello Zyklon B, e delle aziende che lo produssero, rappresenta semplicemente UN MONITO. Ci insegna che non possiamo mai abbassare la guardia, che dobbiamo fare del nostro meglio per vigilare, per denunciare, per organizzare un’opinione pubblica forte e consapevole, capace di pretendere giustizia e responsabilità. Solo così possiamo impedire che tragedie simili si ripetano, SOLO COSÌ POSSIAMO ASSICURARE CHE IL FUTURO SIA COSTRUITO NON SOLO SULLE BASI DEL PROFITTO, MA ANCHE SU QUELLE, INALIENABILI, DELL’ETICA E DELLA DIGNITÀ UMANA.
Spero che queste mie parole non vengono gettate nel vento della indifferenza, nonostante io sia abituato ad urlare nel deserto.
UmanoX
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Questi sono alcuni RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI, SCIENTIFICI E STORICI sul tema della produzione e distribuzione dello Zyklon B sui quali si basano le informazioni di questo articolo e dove è possibile trovare conferma delle aziende coinvolte in questo triste caso. Ove disponibile ho inserito un link.
1.Friedrich, B. (1999). "Zyklon B: Eine Tötungstechnik" - Questo libro di B. Friedrich esplora dettagliatamente l'uso dello Zyklon B nei campi di concentramento, fornendo una panoramica su come veniva prodotto e sulle aziende coinvolte. È possibile reperirlo in alcune librerie online e archivi universitari specializzati in storia dell'Olocausto.
2.Hayes, P. (2004). "From Cooperation to Complicity: Degussa in the Third Reich" - Lo storico Peter Hayes esamina il ruolo delle aziende tedesche, tra cui Degussa, nella produzione e distribuzione di sostanze chimiche e gas come lo Zyklon B durante il regime nazista. È possibile reperirlo su Google Books e in biblioteche accademiche. - Link:
books.google.com/books/about…
3.David Bankier, "The Germans and the Final Solution: Public Opinion Under Nazism" - Questo testo approfondisce il ruolo dell'opinione pubblica tedesca e delle aziende chimiche nell’Olocausto. Bankier discute del coinvolgimento di IG Farben, una delle principali aziende che forniva lo Zyklon B ai campi di sterminio. Alcune sezioni si possono reperire su Google Books. Link:
books.google.com/books/about…
4.Niewyk, D. L., & Nicosia, F. R. (2000). "The Columbia Guide to the Holocaust" - Questo libro fornisce una panoramica delle varie aziende e individui coinvolti nella logistica dello sterminio, inclusa la fornitura di gas Zyklon B. È possibile reperirlo in biblioteche universitarie e online. Link:
books.google.com/books/about…
5.Friedländer, S. (1997). "Nazi Germany and the Jews: Volume 1: The Years of Persecution, 1933-1939" - Saul Friedländer analizza il contesto politico e industriale della Germania nazista, esplorando la collaborazione tra stato e industria, inclusa la produzione del Zyklon B. È possibile reperirlo in biblioteche o acquistabile su Amazon. Link:
books.google.com/books/about…
6.Archivi online del Museo dell'Olocausto degli Stati Uniti (United States Holocaust Memorial Museum) - Questo archivio digitale fornisce numerosi documenti storici e analisi sul ruolo delle aziende come IG Farben e Degesch (produttore dello Zyklon B). È possibile reperirlo gratuitamente online. Link:
ushmm.org/
7.Progetto Nizkor - Zyklon B - Una sezione del Progetto Nizkor è dedicata all'analisi del Zyklon B, con numerosi documenti e riferimenti all’utilizzo del gas nei campi di sterminio. È possibile reperirlo online gratuitamente. Link:
nizkor.org/
8.Domeier, Norman J. "IG Farben and the Zyklon B: A Business of Genocide" - Un’analisi sull’impatto commerciale e il ruolo delle aziende nell’industria dello sterminio nazista, con focus su IG Farben8 e Degesch. È possibile reperirlo in alcuni articoli accademici ed in riviste specializzate in storia del periodo nazista.