Ho letto in questi giorni i soliti commenti spiccioli riguardo l'articolo sulla ricercatrice italiana che vive in Svizzera. Quando decisi di andare negli USA 10 anni fa sapete qual è stata la prima reazione della maggior parte delle persone che mi conoscono in Italia? "Quanto ti danno di stipendio? Se la vita costa di più tra affitto e spese giornaliere ci arrivi a fine mese?" E cose di sto tipo.
Quasi nessuno ha chiesto "ma che tipo di lavoro vai a fare all'estero che non puoi fare in Italia"?
Lasciate che vi spieghi 2-3 cosette:
1) non vi preoccupate se arriviamo a fine mese: è vero che il costo della vita all'estero è nettamente maggiore a quello italiano, ma gli stipendi che prendono i laureati o chi ha un dottoraro permettono tranquillamente di arrivare a fine mese e di pagare l'affitto, fare la spesa, andare a cena fuori, comprarsi dei vestiti etc. In questi 10 anni, almeno negli USA, non ho mai visto nessun italiano lamentarsi che non riusciva ad arrivare a fine mese..
2) In Italia c'è ancora questa mentalità che i giovani emigrano solo per uno stipendio migliore..
Non è così: lo stipendio più alto e dignitoso è uno dei fattori, unito alla possibilità di crescita professionale, di entrare in luoghi di lavoro in cui un posto viene assegnato in base al merito, di essere esposti ad un ambiente di lavoro internazionale, di avere la possibilità di confrontarsi con i propri mentori o capi senza essere sottoposti alle varie baronie di turno. La somma di questi fattori fa emigrare i professionisti all'estero..
3) L'Italia non solo favorisce l'emigrazione di massa dei propri talenti ma non attrae nemmeno gli stranieri, non crea un ambiente descritto al punto 2..
Questo sfavorisce la nascita di startups che potrebbero creare innovazione e lavoro , permette ai talenti di esprimere il loro potenziale all'estero e di restarci spesso a vita, affossa l'entusiasmo e il talento di chi resta verso un sistema chiuso su se stesso, per la maggior parte governato dalla concezione che la massima aspirazione sia il posto fisso in qualche carrozzone statale...
Il tema dell'emigrazione di massa dei giovani dovrebbe essere al centro del dibattito politico ma anche sociale. Spesso sento genitori che dicono ai loro figli "vabbe ma non puoi rimanere qui? Fai un concorso e trovati un posto che ti garantisca lo stipendio a vita".
Ecco, questa mentalità favorisce ancora di più la fuga dei giovani.
Un giovane studia, fa sacrifici anche economici per laurearsi o dottorarsi per sentirsi dire cosa? Il massimo che questo Paese ti offre è il posto fisso in qualche apparato statale.
Le migliori scoperte o invenzioni sono state fatte da giovani, quando una persona è al massimo delle forze fisiche e mentali. Annullare questo entusiasmo per mandare avanti il carrozzone è controproducente, soprattutto perché l'Italia è un Paese del G7..
Purtroppo questo tema è preso sottogamba.. lo sapete cosa succederà? Che oltre ai laureati inizieranno ad emigrare anche i giovani italiani non laureati...
Se in Italia ci fosse una scuola e un Università basata sul merito (invece ora si picchiano i professori), un sistema aperto agli investimenti privati e non sempre piegato sul carrozzone pubblico che controlla tutto, se ci fossero standard internazionali nella selezione e nella retribuzione dei candidati nei vari settori strategici, i giovani non emigrerebbero...
Questo tema però pare non importi a nessuno... si continua a parlare di fascismo vs comunismo mentre i giovani (giustamente disinteressati a ste stronzate che non garantiscono nessun futuro) continuano e continueranno ad emigrare in massa e chi è già all'estero ci rimarrà...