Oggi, finalmente, esce "Empatia selettiva: perché l'Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza."
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Alcune recensioni:
«Con grande coraggio e rigorosa ricerca, questo libro rappresenta una denuncia potente del fallimento morale dell’Occidente di fronte al genocidio. Necessario, urgente e di importanza profonda, è un capolavoro di straordinario rigore intellettuale e di profondo coraggio morale.»
— Richard Wilkinson, professore emerito di epidemiologia sociale, Università di Nottingham, e autore di La misura dell’anima
«Un libro brillante, potente ed essenziale. Presenta una sfida morale che siamo obbligati ad affrontare.»
— George Monbiot, editorialista del The Guardian e autore di La dottrina invisibile: la storia segreta del neoliberismo
«Le democrazie mature sono scivolate in una distopia: più piccola è l’ingiustizia, più estrema la reazione; più grande è l’ingiustizia, più profonda l’indifferenza burocratica. De Vogli rivela qualcosa che rende il problema ancora più grave: è facile privare le persone dell’empatia, manipolandone la coscienza fino a convincerle che le vittime appartengano a un’altra specie.»
— Nassim Nicholas Taleb, professore dell’Università di New York e autore di Il cigno nero
«Questo libro spinge a una profonda riflessione su come il genocidio sia stato sostenuto per oltre due anni, attraverso i meccanismi della luttabilità selettiva e della cecità bianca.»
— Ghassan Abu-Sittah, rettore dell’Università di Glasgow, direttore del Programma di Medicina dei Conflitti dell’Università Americana di Beirut
«Rifiutandosi di permettere a Roberto De Vogli di usare la parola “genocidio”, gli editori che inizialmente avrebbero dovuto pubblicare questo libro hanno offerto una dimostrazione concreta della sua stessa tesi. Poiché questo è l’unico termine che descrive in modo adeguato ciò che Israele ha fatto ai palestinesi, dobbiamo essergli grati di aver rifiutato e per aver scelto un editore guidato da principi più solidi. Empatia Selettiva offre un’analisi appassionata, penetrante e scrupolosamente documentata della complicità dell’Occidente e merita di essere ampiamente letto.»
— Martin Shaw, professore emerito di relazioni internazionali, Istituto di Studi Internazionali di Barcellona e autore di La nuova era del genocidio
«In questo volume estremamente documentato ed equilibrato, Roberto De Vogli offre una conoscenza aggiornata e sistematica dell’orrore del genocidio israeliano a Gaza — l’uccisione, la fame, la disumanizzazione, lo scolasticidio, l’ecocidio. L’empatia selettiva e la conseguente negazione di solidarietà verso i palestinesi da parte delle élite occidentali sono legate alla potente propaganda di Israele e dei suoi alleati occidentali. Allo stesso tempo, tuttavia, gli atti di coraggio di attivisti, medici e giornalisti testimoniano l’emergere di un’empatia universale e di un’identificazione umanitaria globale.»
— Donatella della Porta, professoressa di scienze politiche e sociali presso la Scuola Normale Superiore di Firenze e autrice di Movimenti sociali: un’introduzione
«“L’empatia selettiva non è il nostro destino”: è questo il grido etico-politico che emana dal libro potente e intransigente di Roberto De Vogli. Mentre le potenze politiche occidentali predicano un’etica (neo)coloniale della somiglianza ideologica — prendersi cura solo delle vite ebraiche israeliane, delle vite che assomigliano alle nostre — per offuscare gli orrori del genocidio di Gaza, De Vogli presta un’attenzione rigorosa ai modi in cui questo messaggio viene contrastato da incredibili atti di abnegazione: dai medici che si offrono volontari a Gaza, ai soldati israeliani che rifiutano di partecipare a una guerra di annientamento, agli studenti universitari che protestano nei campus e ai docenti che mettono a rischio la propria carriera per la causa della liberazione palestinese. In Empatia Selettiva, Gaza appare come luogo di distruzione assoluta e, allo stesso tempo, di resilienza globale. I leader occidentali vogliono disperatamente che dimentichiamo la prima e soffochiamo la seconda. De Vogli, con coraggio, ci indica la direzione opposta.»
— Zahi Zalloua, professore di letteratura e filosofia, Whitman College, e autore di Solidarietà e la causa palestinese: indigeneità, negritudine e la promessa dell’universalità
«Questo libro avvincente e imprescindibile offre un’analisi insieme straziante e rigorosa della disumanizzazione sistematica del popolo palestinese, a Gaza e oltre; della complicità della comunità internazionale e delle principali potenze occidentali; e un’illuminante riflessione sui processi — sistemici, istituzionali e, in ultima istanza, civili — che ci hanno condotti a un punto in cui il genocidio è divenuto pienamente normalizzato. Lo consiglio vivamente.»
— Nafeez Ahmed, giornalista investigativo, blogger del The Guardian e autore di Alt Reich e Stati falliti, sistemi al collasso
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